Come arpionasse
l'essenza voluta
in uso limitato,
la volitività
di un bravo o cattivo
oggetti di un voto.
Vizio di vezzo
e base d'asta e di scambio.
Per la fascia del Sahel
l’Unione sfasciata
per Russia e Ucraina
Israele e Palestina,
si striscia per prassi
- come in ogni altro conflitto -
e ci si schiera
di bravi e cattivi
contando - canterini -
sui colpi messi a segno. Lungi
dall’entrare in merito, ché giova
continuare a giocare
sinché morte
separi in casa d'altri! Uso
l’altra metà del cielo
e dedico fiori e allori
alla nostra giustizia
ovunque riesca ad ovviare
interventi postumi
sempre e comunque
… fuori luogo.
Vado
a
capo
con
versi
singolarmente
incompiuti
e
sconclusionati
indi
senz’alcuna
punteggiatura
aggiungo
***
in
un
filo
ordine
lemmi
senza
logico
casuale
***
così
in
tanti
penseranno
che
sono
un
fine
poeta
che
ha
appena
composto
un
capo
-
lavoro
28/07/2023
O mia cara cellulosa, che il vivere
M’allieti, il pensier che al viso zampia
Assorbi, e dal cor canti l’anarchia
Delle parole ch’al sol amo scondere.
In albore ci siam dovuti perdere,
Uopo la muffa anima mia sentia
A la vista tua, ivi, solitaria,
E in dì ci siam voluti rivedere.
Or dunque eccomi, piagato, a mia vita
Poetar in queste vetuste pagine,
Dianzi obliate in recondito spazio.
Di sapidi canti mai sarò sazio
E il tormento tace, non più l’incudine
Trema, né più ti negherò matita.

Se vedessi Madre è grande la luna stasera.
Splende lassù dove sei tu.
Vedessi come brillano le stelle
ad accender brillanti nell'immenso cielo.
Stasera le stelle son tue Madre e
tu, la più bella stella del firmamento.
Madre, stasera il vento
torna a sparpagliar ricordi
anche se il tempo l'ha sbiaditi.
Partisti da guerriera ed or
silenziosa nel pensier ritorni,
da quella bambina or matura.
Fragor di musica ad irrompere nell'aria e
prepotente a smorzar ogni suono
è carneval estivo, quattordici agosto,
ventiquattro anni, da chè partisti nella
direzione di Nostro Signore.
La musica nel cuor addentra con furore,
ed un pensier guizza come un
pesce nel mare.
Amor perduto e perso e quel
pensier son lacrime salate
a formar un corollario di perle lacrimose,
vorrei donartela madre.
Madre stasera la luna ci sorride!
14 Agosto 2019
Oh, cos'è che provi, nel vetro
Vedendo la tua faccia nella notte
Nel mezzo di oscuri sogni
Che ti fissa accanto ad altre, in frotte
Accanto a occhi un tempo noti
In un istante immobilizzato
Eternamente come scultura
In un mare salato
Chi era un tempo vivo
È ora morto nella memoria
Anche se in vita
Perso da qualche parte
aperta in piena estate
portò l’inverno!
¹: Decisamente ermetica nella brevità, necessita spiegazione: la ferita è quella chirurgica, un taglio verticale che campeggia al centro del petto; l’estate era la vita che stava offrendo promettenti soddisfazioni a iosa, in ambito lavorativo, economico e sentimentale; l’inverno… è l’opposto dell’estate, in ambito lavorativo, economico e sentimentale, conseguente alla ferita.
28/07/2023
vento freddo e cielo terso
cristallino che la vista
ai lontani orizzonti
leggera osserva
dentro di sé
la variegata forma
e la luna in cielo
che più dentro
lascia impressa
la sua orma.
Oh glicini
sambuco e passeri
che ivi state
non migrate lontano
amici, che è estate della vita
venite! Altri amici, ancora.
Non è un inverno bensì
un meriggio:
come di pascoli erbosi
'ove - ora è ancor tarda sera -
nel mio giaciglio
la penna riposa.
Verso il perfetto
- o, almeno, ci prova
e voce del verbo -
strofa armonia,
d’ogni repertorio
raccoglie il meglio
e s’invola, via …
verso il gol.
L’entrata a sgambetto
è sorpassata
come il calcio tra i limoni
o i colpi a martello.
Contrasta con poesia
e voli
più alto che puoi.
E le corna
resteranno ai buoi:
eviteranno
di bucare la voglia
che immacolata
continuerà a giocare.
in cui ammiravo con ingordigia
il dondolio del tuo incedere
lungo la discesa di casa mia
e ti accompagnava il mio sguardo
fino a quando raggiungevi la macchina
era giorno, era sera
e ti salutavo baciandoti con gli occhi
fino a che, le ombre del sole o della notte
ti inghiottivano in un abbraccio supremo.
Sono partiti in tanti
e la solitudine attanaglia il mio cuore
Siete partiti in troppi e intorno ho solo il vuoto
Nessuno qui a trattenermi ancora
Nessuno qui a legarmi al mondo
Affido i miei giorni ai ricordi
Affido il mio tempo agli attimi
vivo di vita effimera
e resto in attesa .
il fischio dei pettirossi
mentre il fiume
scorre piano piano
Una fanciulla
che saluta un bel mattino
la nebbia che si dirada
fronde di gelsomino...
Ed ei che con la pialla
adagio adagio
il bel legno intaglia
ed il commerciante
la serranda alzata
un abbraccio
di una coppia inamorata






