Annullo le distanze
dal sorgere delle albe
ai rossi accesi dei tramonti.
Infrango le consuetudini
per trovare le mete
dove le parole della vita
rimangono scritte.
Ignoro i confini,
propongo i ritorni.
Sfido le voci adulatrici
di oggi,
quelle di ieri,
quelle del domani.
Con le mani ad ogni ora
stropiccio gli occhi
dalla mia finestra c'è un sentire
- mi affaccio
tra i colli verdi , movimenti circolari confondono,
appaiono, spariscono .
Tanto fare affaticato pensai.
Che meraviglia!
S'incolla l'enorme distesa azzurra
tutto s'adorna e Aprile prende fiato.
Nel silenzio di questa triste stanza
in cui noia misuro
avvolta da quel buio prematuro
di novembre che avanza
che legale e solare in alternanza
favorisce lo scuro
aiutato dal cielo già velato
finestra pure a oriente
come se non bastasse l’imponente
folto fico chiomato
che le sue foglie ancor non ha staccato
(l’autunno non lo sente)
ascolto lo stormire disturbato
d’altri lievi rumori
del vento e di lontani muratori
a volte inframezzato
dal suono d’un furgone sconquassato,
trambusto di lavori
manutenzioni fatte in lungo raggio
per tante vuote case
che vita non avrebber nella fase
attuale del villaggio
quando i turisti mancano e il coraggio
mantiene pochi in base
di terra ricca solo d’emigranti,
gente fuggita via
d’antica e sostanziale carestia
e come i villeggianti
appena autunno appare lor davanti
scappan dall’agonia
volan verso migliori ricche terre
dove un po’ d’abbondanza
vien da serre ma non troppa mattanza
tipo mafiose guerre
della gente il futuro insiste a sverre¹
con funesta baldanza.
Nonostante novembre abbia andatura
abbastanza spedita
e in fretta ogni giornata sia finita,
resta temperatura
invitante a finestra in apertura…
fame d’aria pulita,
fame ch’entri da fuori per risveglio
vento meno stantio,
aria che riconforti ed offra oblio
promettendo di meglio
mentre nel buio pesto scrivo e veglio
sul disagio ch’è mio.
¹: svellere, strappare.
04/11/2023
Catturano desideri
Notti insonni
Cercano l'amore
Il silenzio piange
Le stelle cadono
Il dolore di un mondo
Sulle mie spalle
Frammenti del tempo
Fugaci pensieri
La tua morbida bocca
Ignora il mio nome
Tante strade
Non so dove andare
Il tormento
Nessuna porta si apre
La mia libertà
È vederti volare
Splendida
Tra i raggi del sole.
Fratellino, son venuto a trovarti
ed è risaputo che non ci vengo,
che notoriamente fede non tengo
e dacché sei morto, per me parlarti
non ha senso alcuno, mentre pensarti
è dolor che dentro il cuore trattengo,
un'assenza triste che mal sostengo
nella vita fatta solo di scarti.
La gatta di cui solo tu riuscisti
a trovarmi il modo di non lasciare
che la sofferenza mi tenne a bada
giace nella terra, sole e rugiada
filtran nel suo buio: venne a spirare
dieci mesi dopo che tu moristi.
02/11/2023
lasciato in macchina per non farlo bagnare
e qua fuori piove,piove bene;
penso ai fondi di caffè
tra le orchidee.
Per fortuna anche il notaio conosce
i morti di via Zara,
il meccanico Gigino e sua moglie roscia sullo scooter,
così romperemo il ghiaccio
con una triste cantilena,
le gocce,la criniera e il pettine.
Vedo che lucidi le fiocine
per quel tipo strano di Nettuno:
ma non hanno già cecato
l'occhio nel cielo senza collirio
e infilzato il primo uomo nella Luna?
Domani il Sole alto bacerà tutti sulla schiena
e presto asciugherà,riscalderà e blablabla.
Noi intanto,fra le lacrime e l'arroganza,
sciogliamo i nodi in fretta.
E se pioverà,
pazienza.
e i nevosi ghiacciai,
incontrastato poggi le radici.
Fresca brina bacia il tuo petalo;
brulla terra accarezza lo stelo;
non raggeli alla furia di un tornado:
ti opponi aspramente
al sole che vuol annullarti in polvere.
Fiore d'inverno:
ti porto con me nei sogni custodito.
Riposi sotto il cuscino,
difendendo la purezza
dal teorema di empietà
Nel frigo campeggiava con il provolone,
Rispetto a ieri sembra ancor più gustosa,
Con rinnovato appetito ne mangi a iosa.
Arrivato alla fine ti vien un magone,
Con calma assapori l'ultimo boccone,
Anche questa festa è purtroppo finita,
Peccato perche' era davvero saporita.
Da domani si riprende il solito rituale,
Tra scuola e lavoro torna tutto uguale,
Ancora qualche pezzettino di uovo pasquale,
Che durerà ahime' come un gatto in tangenziale.
Il rettangolar vassoio torna nella credenza.
Di odor di ragù e besciamella si rimane senza.
Ad ogni modo beato che se la magna,
Il giorno dopo più buona e' la lasagna.
Come da prescrizione, il mondo
pone a nostra disposizione
la sua torta d'oro al giorno.
Ma un sistema perverso
di veleno intriso
la trasforma
in moneta contante
capace di girare e tornare
alla cassa, casa dei pochi
padroni d'abbuffarsi. Poi
c'è chi in quotidiano ne mangia
chi assaggia a giorni alterni
chi ne sente solo parlare
e chi è così lontano
persino dal profumo. Ma fiutano
a distanza vedono
le candeline accese
e di sirene e miraggi
ne fanno campane
che l'esistenza stordisce
e pongono basi pel malaffare
- l’affare malato - Basi in assetto
di guerra o guerriglia, comunque
è con terrore che cercano
di raggiungere prima
il regalo del mondo, per evitare
di non riuscire a raccogliere
nemmeno le briciole.
Per certo, neppure loro
… vorrebbero morire.







