Giglio di bellezza
occhi profondi
di luce immensa
smarrita nell'etere e fiera
di essere donna
ti lasci ammirare
lasciando scia di delicatezza.
Ho creduto di poter spezzare
il profondo e l'infinito
con il mio cuore nudo,
con il mio dolore nudo.
Ho creduto di poter spezzare la vita
per dividerla con te,
sangue al sangue,
cenere alla cenere...
in passato, quante volte avrei voluto
rendere il cuore al vuoto
e il nulla alla vita,
cancellare ogni ricordo,
rendere il vuoto alle spalle,
desertificare il presente,
ridurre i piani del futuro in polvere.
Ho creduto di poter sciogliere i ghiacciai,
di poter dominare il fuoco
con le mie sole mani nude.
Non ce l'ho fatta.
Ho creduto che una stella
fosse scesa per me,
regalandomi
felicità improvvisa!
Ho creduto
alle parole magiche,
ai battiti del cuore,
alla sua dolce poesia
ho creduto!
In una società monetaria, dove l'unico Dio è il denaro,
un "uomo" viene misurato in base al guadagno ed al lavoro.
"Cosa fai nella vita?"
"Nulla."
"Perchè non ti cerchi un buon lavoro?"
"Perchè voglio vivere."
"Sei immaturo."
"Wow."
Nervosamente
le ore scivolano via,
il pensiero va
solo e lontano!
Una voce mi dice
"non sei nulla"
un nodo in gola
mi stringe il respiro!
Vorrei un mondo
che regalasse
un pizzico di felicità,
anche
ad occhi tristi
e persi nel buio!
Roma quanto sei bella!
Mi perdo tra i vicoli
ammirando la tua bellezza!
Ogni volta la stessa
emozione
e di notte così illuminata
il tuo fascino è grande!
Eccedere per aver coscienza.
Perdere la cognizione dei sensi
per essere attaccati alla realtà.
Il Realismo conosciuto solo
attraverso
la recessione della Ragione.
Camminare/Nutrirsi in branco
del branco stesso.
Vorrei sfiorare le tue labbra
con il mio
respiro
mentre il tuo
scalda il mio petto.
Vorrei ascoltare,
nel silenzio,
i tuoi occhi
Se puoi amami!
Lascia che io accarezzi
le tue labbra,
fammi sentire quel brivido!
Amami se puoi!
Portami con te
e lascia che io guardi
i tuoi occhi
mentre si posano sui miei!
Stiamo nella notte chiamata “insensibilità”,
dovendo trovare il giorno conosciuto come “salvezza”.
Incominciò così la danza di noi primordiali esseri contornati di ferro e cemento vivente.
Ciò che ricordo è morbidamente offuscato dai miei taglienti pregiudizi,
ma il fatto certo,
rilevante,
è abbagliante come una Luna d’agosto.
Nulla sfuggì ai nostri sensi.
allor mi disse,
nei confini di questo sguardo
che parmi trovar te stesso ,
solo quelli,
che entri pure il mare
che giunga l'uragano
che si sveglino il lupo il cavallo la tigre e il falco
che risorga Venere Afrodite con la sua Bellezza
devasta rompi spezza taglia spacca
l'ordine la gabbia le catene gli obblighi i giudizi
liberami
Temi
chi non conosci,
ma
non aver paura
di scoprire
il volto
di un nuovo
amico.
Ridi dei tuoi errori
con gli amici,
ma
rendi
leggero


