se ti lambisce lo scandalo
proclamati innocente
fino a prova contraria!
E' la difesa migliore
usata dall'assassino
che se provato bugiardo
chiede infine perdono.
Ce l'ha insegnato la tecnica
occulta della persuasione
sii sorridente e sicuro
e venderai pure un buco!
dove vanno i tuoi giorni
ti aspetterei di scena
con battiti d'ali
sui tramonti
a salutare il tempo che non vidi
dai porti di voci
le bianche onde di gabbiani
a rompere i silenzi
tu, io
e da una panchina d'occhi:
noi
il cielo e il mare.
Anima mia,
a poco a poco e con
pazienza riannoderò
i tuoi fili,
rimarginando le profonde
cicatrici,
rafforzando il tuo tessuto
in modo che mai più nessuno
potrà ferirti...
Ti porterò a spasso col mio
cuore, prendendoti per mano,
sciogliendo i nodi delle tue
paure...
L ANIMA DIVORA SE STESSA
PERSO A META'
TRA FEDE ED ERESIA
LE MIE PAROLE SONO DONNE
DONNE AI BORDI DELLE STRADE
SONO BAMBINI
BAMBINI CHE PIANGONO LA FAME
LE MIE MANI SONO ALI
ALI CHE MI FANNO VOLARE
LA MIA MENTE E' LA MIA PRIGIONE
LA MIA MENTE OFFUSCATA
DALLA RAGIONE
Avrei voluto essere dei vostri
con l'informazione onesta
da dare libera ai lettori
poi ho preso un'altra strada
scegliendo d'istruire i ragazzi.
Con quello che succede alla parola
sempre più controllata dai potenti
che vogliono piegate stampa e scuola
senza vincoli sbocco resta solo ai versi
ospita ancora verità almeno la poesia.
Il vento negli occhi
e il cuore
avvolto in un maglione.
E ancora non so dire
se voglio una carezza
o mordere.
Ho due stelle piangenti
e una Luna
stracciata.
Tanti amici lontani
e la notte
si avvicina.
Nel mese di gennaio,
trascorso per metà, veloce,
nebbie avvolgono il giorno.
Il paese si risveglia
logoro di un lavoro
quotidiano di albe nascoste,
colori assopiti.
Arcobaleni nascosti da nebbie,
catturano il tempo,
che scorre sul fiume
d’un era passata.
Scrivo per te le mie poesie,
Pensieri del cuore.
Quando di me, ricordarti vorrai,
Leggi, e qui troverai,
La mia giovinezza,
La mia allegria, la mia tristezza.
Ricorda di me le cose più belle.
I lunghi silenzi, le belle risate,
Le lunghe giornate a parlare di noi,
Del nostro passato, del nostro futuro.
Vent’anni passati.
Accorgersi invece,
D’esser restati, dandoci appena un’occhiata.
A quegli anni settanta.
Stringendosi ancora le mani,
Sentire nel cuore, ancora, voglia d’amore.
Ricordi da poco lontani,
Saranno per noi i pilastri
Dove noi erigeremo la vita, e,
Quando gli anni saranno passati,
Ritrovare quei giorni,
Stringendosi forte le mani.
Così come allora,
Vivremo i nostri domani
E felici di essere insieme,
Andremo per sempre nei giorni lontani.
Me ne stavo in un angolo tranquillo, in un posto stretto, buio e riscaldato.
Insieme ad altri tipi un po’ agitati.
D’improvviso, io non so perché, tutti fummo presi da uno strano eccitamento.
La voglia di libertà creò fermento.
L’idea d’andarmene da lì m’era venuta in mente mille volte.
Avevo sempre rimandato. Il coraggio m’aveva sempre abbandonato.
Ma mai come in quel momento, avevo sentito tanto eccitamento.
La cosa era crescente. Qualcosa o qualcuno, con una forza stana,
Non ci voleva più lì
E come se dovessimo salvarci da una frana.
Carichi come molle, ci preparammo ad una corsa folle.
Io ero in mezzo e li guardavo un poco spaventato.
A me, l’idea d’essere sfrattato, catapultato in un posto.
in ogni stanza un televisore
ognuno preso da se stesso.
Di fuori strade gelate
diradati passaggi di vetture
giallognoli aloni sull'asfalto.
Un cane abbaia al modo antico
risponde un altro dialogando
in casa da nessuno escono parole.
Là
Nell’alveo della valle
sorride il giorno
tra le fronde il sole fa capolino
l’effluvio di lavanda
ubriaca l’aria.
Si orienta lo sguardo
verso il volo di una farfalla
che fodera l’eremo approdato
nella calma di una giornata raggiante.
reali vivono per i dormienti
per scomparire al mattino.
Nel giorno non ha posto la fantasia
il mondo vuole fatiche e sudori
e l'immaginazione non sfama.
Eppure piace sognare una vita
di notti e giorni leggeri
com'è desiderio ai poeti.






