Senza veli di nebbie
da un sole ardente
mi lascerei illuminare
tra le mani il mare
e sulla bocca l’aroma di una voce
che non sbiadisce
Non parlerei neppure al vento
per non farmi strappare
quelle note preziose
Gli lancerei invece
stille di rugiada
che m’hanno riempito gli occhi
come semi d’amore da far crescere
dopo che il mio di più non potrà
Ruberei l’armonia a un pittore
per farne alba e tramonto
e scegliere di che morire
se non mi cingeranno più le braccia
del mio sogno impossibile
Mi lascerò innamorare
anche se serve
a poco.
Mi lascerò innamorare
perchè utile!
Mi lascerò innamorare
perchè la vita
è bella tanto
quanto è bastarda.
Mi lascerò innamorare
perchè sennò
mi annoio
parecchio.
Mi lascerò innamorare
perchè sono contento.
Mi lascerò innamorare
perchè vorrei
fare l’ amore.
Mi lascerò innamorare
perchè sono
un uomo normale.
Mi lascerò innamorare
perchè vorrei
una donna all’ ultimo
grido.
E non la lascerò
più.
Frangiflutti
Coni in cemento
Mare nero
Nubi pesanti
Nel porto tra lingue di nebbia
gabbiani sfiorano acqua di petrolio
Strade spazzate da venti
attendono tormente
Nel giorno sempre più notte
una donna tende la mano per mezzo kroon
Aria gelida increspa un mare
sempre più scuro
Brillano luci di Tallinn
Cristalli di stelle
caduti nell'acqua
Luce mi fa socchiuder gli occhi
e alzare una mano al cielo.
Sorrido nella mente,
sei arrivata tu:
stagione che preannunci
la maturità.
Da un volo di gabbiani
apprendo che sei qua.
Gioisco nel profondo.
Se il raggio che mi colpisce
disegna la mia ombra,
basta ch’io mi sdrai a terra
per sentire ancora il suono
del mio cuore.
Tenebre della notte. Finestre della mente che si chiudono.
Vita che scivola nel sonno.
Per vedere oltre il buio dei pensieri.
Cavalli corrono sulla collina. Sembrano voler essere tutti altrove.
Li seguo con lo sguardo. Vorrei essere come loro.
Nero. Rumore di zoccoli.
Indomita criniera che si spezza in mille fili impetuosi. Sembra un’onda.
Lui mi vede e si avvicina. Sono io in altra forma.
Denti. Bocca che mi parla ed io non comprendo.
Calpestìo di zoccoli.
Sguardo che penetra nel fondo degli occhi.
Un lampo nella tempesta dei pensieri.
Non paura, né disagio. Solo voglia di essere altrove.
In altra forma.
Luce del giorno. Finestre della mente che accolgono luce.
Vita che accompagna ogni stanco giorno.
Per vedere oltre il buio dei pensieri.
In quella chiesa
sulla collina
le vostre lacrime
scendono
lei è lì
distesa e senza vita.
Il dolore
vi sta spaccando
il cuore.
Era vostra madre
e vi supplica
di asciugare quelle lacrime
e domani vuole il sorriso
sulle vostre labbra.
Il dolore è forte
era la luce dei vostri occhi
la guida dei giorni.
Era vostra madre
e sarà al vostro fianco
asciugate le lacrime
è dentro il vostro cuore
e vi guiderà nel lungo viaggio
della vita!
Quanta tristezza è dovuta?
L’anima si spreca nel dolore della pace ;
ostinata non ha un vero scopo e tra le lenzuola si quieta
si inibisce mansueta cerca amore e a stenti logora paure.
Il perdono degli amanti non ha una precisa fine
cuori che si amano desiderosi d’avventura;
alla fine d’una storia respirano sollievo?
Cadono nel profano e si logorano la vita .
Ed io innamorato dell’amore combatto la mia di storia!
quella ch’ho sognato e avuto consumato e abbandonata ,
l’amante avventuriero che chiede solo il vero
un perdono sconsiderato per non aver capito.
Nel tempo molti cuori piangono ,muoiono di dolore!
si ricredono ma è troppo il tardi ,
si struggono in inutili rimpianti
cercano un trascorso e resta l’inutile sentimento.
È tu amante profumata dove eri quando ti dissi t’amo?
Mi sentivi e lo capivi ne compiacevi il fugace,
ora vaghi nell’ignoto sconosciuto e ti struggi di pallori
dalla sconsolata anima dannata !
Non perderti per me gli ultimi giorni della tua vita .
Il perdono degli amanti è tra la terapia degli illusi :
Credersi convinti dalle parole affermate ;
soluzione intuitiva generatrice di illusioni
resta l’abbandono e attimi di sospiri.
Come un gabbiano dall'ala spezzata
è un uomo senza l’amore.
Un’entità incompleta
che non sa volare
che non può volare
…perché volar da soli è solamente un’illusione…
…senza sapore, senza colore…
Due mezze metà,
create per unirsi
che da sole arrancano a sollevarsi,
come vele senza vento
come albatri impacciati
costretti a terra,
in un triste lamento…
In un pomeriggio uggioso
avvolto nell’oblio
di un recondito nascondiglio
mi ritrovo in modo repentino
sotto un cielo terso.
Circondato da un’accozzaglia
e da un infinito ciarpame umano,
continuo a blaterare in modo becero
al pari di colui che brama la vittoria della disputa
come panacea del nefando periodo.
Da zotico agiato, con abile stratagemma,
in modo furtivo mi trasformo
nel cocciuto artefice del mio destino
assaporando ebbro di gloria
il ghiotto boccone dell’amara vittoria,
Che con sagace eloquio riesco ad ingollare
ormai madido di sudore
al culmine dell’arduo compito.
La mia indole mi porta spesso ad agognare
ogni venale risorsa in un bailamme di pensieri
trasformandomi in un bislacco e ceruleo manichino
duttile e intonso, che con passo blando
e linguaggio forbito trasforma ogni cavillo
In un ineffabile abominio.
La vaghezza della mia idea si trasforma
in un tedio ghiribizzo
riportandomi in un luogo ameno e angusto,
ma consono,un luogo dove potrò vessare
le mie emozioni, con la flebile speranza
di svegliare la mia coscienza
in un mondo meglio di così
senza quella caterva di personaggi
che con dovizia di particolari
vogliono farci credere
a tutta un’altra storia






