- Parte Prima -
Sentieri si incrociano
e poi confluiscono -
confondendo i nostri passi,
fino a condurci
in questo labirinto
di cemento.
Al centro
riposa il lago –
la sua pelle che nasconde
tutto ciò che ama -
che protegge gentilmente i suoi figli,
cullandoli nel silenzio.
Sul suo margine,
conversando serenamente,
immersi nella pace
dell’aria invernale,
ci guardiamo teneramente.
Perse nella nebbia sopra di noi,
le stelle solitarie
ci sgridano e ci ricordano
che siamo appena partiti.
Poi, maternamente, ci guidano
verso il sentiero luminoso
che dobbiamo ancora
intraprendere.
- Parte Seconda -
Affrettati, amore mio,
verso il tenace legame
che unisce il golfo
fra i nostri spiriti.
Proteggiti, amore mio,
dalle spire glaciali del vento
di Maggio.
Il suo soffio deposita una brina
che penetra nell’anima.
Fai attenzione, amore mio,
ai sentieri dipinti di asfalto
ma fatti di ghiaccio.
D’un tratto si disintegrano,
e ti inghiottono.
Salta sul ponte, amore mio,
attraversa il cemento crepato del molo
con passi lunghi e tenaci.
Non guardare di sotto-
continua ad avanzare.
All’altra estremità ci sono io.
Che ti aspetto.
Carlo

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