Sarà bello confidarci un po' ogni tanto,
ci siamo persi di vista, siamo diventati estranei,
ma tu sei l'unica padrona del mio cuore,
e nessun'altra potrà mai entrarci,
fra noi, tutto è svanito leggermente
e rapidamente, come un'apparizione,
la routine che ci fa incrociare
mi inibisce, rende impossibile fermarmi
e lasciarmi andare a parlare con te!!
A causa di obiettivi e destini inconciliabili,
siamo su due binari diversi,
impossibilitati di condividere
il medesimo cammino,
travolti dal corso degli eventi,
separati bruscamente prima di poterci
scambiare un saluto, colti di sorpresa, la vita:
ci ha strappato via l’uno dall'altro,
senza un attimo di preavviso!!
Vorrei essere in un film di quello lì famoso
dove lei si dissolve a nero
Nella nebbia lattiginosa che amo tanto,
un addio non dichiarato
saltar fuori dalla messa a fuoco
Come dire
- Dov'è? -
Un po' più in là, ma non nel quadro
Mi stringe questo tempo, comprime,
ma il mondo non sa,
mentre mi si piega tutto addosso.
Lo so, il tempo non torna indietro,
ma nei silenzi che custodisco nel cuore
c’è ancora un battito che ti chiama piano.
Un giorno, forse, ci ritroveremo
tra le pieghe di un istante qualunque,
con la grazia delle cose semplici.
Un passo alla volta,
come chi riscopre la gioia di camminare
verso ciò che non ha mai smesso di amare.
Renga, quindi quinari e settenari alternati in strofe su schema 5-7-5 e 7-7 ripetuti con in più due rime uguali in tutte le strofe, giusto per non semplificarsi troppo l’esistenza.
Cambio obiettivo
con il calore estivo:
dal nulla al niente.
Ma rimanendo schivo,
tanto mi so perdente.
Resto coerente,
d’ogni illusione privo
e da saccente
tranquillo ve lo scrivo
ch’è vuota la mia mente…
idea assente,
cervello ancora vivo
ma inutilmente:
tutto ciò ch’è presente
lamento è assai dolente.
06/07/2026
Trovare la serenità è la cosa più importante,
è qualcosa di prezioso e meraviglioso, quasi sacra,
è un grande bene per tutti, porta gioia,
e fa crescere cose buone, fiori che sbocciano al sole,
trovare la serenità, è qualcosa di puro e intoccabile,
è l’aiuto che arriva proprio al momento giusto,
evento che porta grande fortuna e speranza,
è la condizione di pace che tutti desideriamo!!
La serenità, è la soluzione più comoda,
infonde certezza e aiuta ad indossare sicurezza,
misteriosa, vive nel tempo,
rimedio facile e sicuro,
protegge, e dona pace immediata,
siamo persone mature e perbene,
abbiamo il dovere di tutelar questa serenità,
e di esplorarla insieme,
così da superare situazioni che consideriamo scorrette!!
Il Vecchio Poeta
Immortali su desktop evoluti,
agili passi di donne velate
volti di bimbi solcano onde
l’eco lontano di armi letali
fondi neri su sfondi dorati
frodi fiscali prendono il volo,
cacce all’uomo su sfondi razziali
la coccinella perde le ali
all’orizzonte barlumi di luce
dipinti di voci spinti dal vento,
voli pindarici in volte celesti
a volte un cuore batte più forte.
a volte è necessario che lei lui il passante
guardino il mondo assieme a te
e condividano la tua stessa rabbia
devono balbettare sputacchiare
a volte non devono darti la risposta giusta che non ti faccia andare in galera
a volte non serve la frase zen per allontanare il dolore
a volte lei lui il passato
devono fissare con te la stessa pietra
fino a scoppiarla
devono sognare con te
il fiammeggiante angelo della giustizia
sterminatore delle stronzate
l'antico semidio distruttore dei mezzi termini
altrimenti poi finisce lenta la candela
e disillumini
fisso ancora il tuo sguardo
enigmatico e vivo.
Brillante come una candela,
si scioglie nella cera
fra pallidi lumi dimenticati,
i sepolcri del nostro amore.
M'illudo d'oblio: dame alcoliche,
lucciole invidiose
vorrebbero del tuo sguardo
farne un trofeo.
Ma la notte brama:
sordi boccali,
stridenti urla
che fuggono per le strade
respirando vizio e miseria.
Io fuggo la follia che imperversa
con furia tra i vicoli.
Trasognato, sento il vento
muovermi i capelli,
bagnandomi la fronte. Nell'angoscia
seppellisco i tuoi occhi
prima che l'inverno
salga sopra l'erba fine
e il blu del mio sangue divenga cristallo.
con dentro tanti fiori diversi.
L'altezzosa rosa con le sue spine,
la margherita ballerina,
il tulipano colorato,
il garofano,
il papavero,
il triste e compassionevole
crisantemo,
l'altera orchidea:
quel magnifico fiore che spunta
fra gli interstizi montanari.
Poi ci sono quei fiori
che non vanno nei vasi:
crescono ribelli insieme
a tantissimi fili di tenera erba.
Sono simili a margherite,
ma non sono margherite:
sono fiori,
ma nessuno li chiama fiori.
Non si mettono negli occhielli,
fra i capelli,
nelle pagine di un libro.
Nascono
un po' dove capita:
sulle strade, fra i gradini,
attorno alle fontane.
Emarginati, servili, sottomessi
si affacciano timidamente
al mondo,
ma non lo fanno
perché sono prepotenti:
vogliono solo vivere liberamente,
così...come fanno gli altri fiori.
Sono fiori come gli altri,
ma per tanti non sono fiori;
eppure si ricoprono
di goccioline d'acqua
e piangono rugiada
come tutti gli altri fiori.
Rassegnati si limitano ad essere
"quelli..." oppure "gli altri."
Vivono ai margini:
ghettizzati, derisi e bullizzati.
Eppure...anche loro quando
vengono calpestati soffrono...
ma nessuno se ne accorge.
Sono fiori...ma a parte i bambini,
qualche animo nobile
e qualche poeta...
solo pochi li amano,
solo pochi li rispettano,
solo pochi li chiamano fiori.
Quinari a rime baciate.
Anedonia,
portali via:
voglio restare
a vegetare
in santa pace.
Se tutto tace
non han scossoni
i miei neuroni.
Potrei dormire
e non soffrire
a tutte l’ore,
senza dolore,
senza pensieri,
senza più ieri…
come i domani
ormai lontani,
anzi scomparsi,
dal vero arsi;
ed il passato
sarà scordato
grazie ad Alzheimer
che ferma il timer
ad un momento
ch’ero contento:
ingenuo infante…
sì, traballante
nel passo incerto
di nulla esperto,
ma ancora al vento
non s’era spento
ogni progetto;
non ero inetto…
o per lo meno
ero sereno
capendo nulla
dentro la culla.
Son circondato
da gran parlato,
provo a sentire…
che vuoi capire?
Solo parole
come pistole
che senza senso
danno scompenso,
fanno paura…
Quale la cura?
Non ascoltarli,
considerarli
solo disturbo.
Un po’ mi turbo:
s’alzano grida,
rabbia s’annida…
Ne son la causa?
Faccio una pausa.
Lo schermo è vuoto,
lento percuoto
tasti consunti
che senza spunti
vanno agganciando
qualche rimando
a spente idee
prosopopee
di già sfuggite,
mal digerite,
evaporate…
dimenticate.
Volan bestemmie,
ricche vendemmie,
ma non le seguo:
io mi dileguo;
qui c’è tempesta
e la mia testa
non regge i tuoni,
sguscio carponi
da quella porta.
Giornata storta.
Come tante altre.
Non sono scaltre
le mie movenze!
Le conseguenze?
Mi sentiranno
e abbaieranno.
05/07/2026
Accigliata la luce che si squarcia
ancora estranea al mondo, in fuga
verso il limite. Coscritti in marcia:
li attende la Moira di biechi araldi.
E’ questo il tragitto, una curva
a strapiombo sul destino. Gli scaldi
inneggianti all’ecatombe, s’incurva
lo specchio, dal fuoco devia l’orbita.
Se resta una speranza come gruccia,
nel crepitio di consumati ceppi,
astrologhi l’epoca che esorbita,
ma altro è il segno che ti cruccia:
il sentore il significato s’inceppi.
14-07-2026 - 13!!!
Sonetto minore (di settenari) a rime alternate abab abab cdc dcd.
Ma spegni quella luce
per non guardarti intorno:
vedere ti produce
soltanto nuovo scorno.
A cosa poi conduce
sognare un nuovo giorno?
Domani già si scuce
la trama e il suo contorno…
Svaniscono illusioni
guardando con gli occhiali;
non quelli da buffoni
ma quelli bifocali
che in tante direzioni
rilevan solo strali.
04/07/2026






