del tuo ritorno
sono lì
nell'aria aspetto il te
spalanco
i polmoni
un solo fiato
ti odoro
tutto è
a un passo da gli occhi
senza accorgermi
nel buio
nel silenzio
nel desiderio dell'aria
capisco la differenza
della mia vita
senza di te.
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Cambiamento
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A chilometri ora
sento te
in tutto il mio spazio
l'immagine piega il cuore
danza l'ombra
che ti porta da me
a occhi chiusi ora
immagino il mare
immagino il vento
immagino il sole
ma il tuo contatto
è respiro
che accresce il ballo.
Se tu mi disprezzi,
canterò per te
inni di lode.
Se tu mi schiaffeggi,
ti accarezzerò.
Se la tua bocca pronuncia parole ingiuriose,
la bacerò.
Se tu mi odi,
t'amerò.
Se non mi ami...
non importa.
Amare è donare,
senza nulla in cambio domandare.
Per te Amore
albergherà per sempre
nel mio cuore,
finché Morte severa
gli consentirà di palpitare,
finché il dolce sonno eterno
chiuderà per sempre
gli occhi miei.
"Candida Eva.
Ascolta la voce suadente
di un serpente seducente.
Di osare non aver timore.
Ascolta la voce
Del tuo seduttore.
Divora avidamente
il frutto della conoscenza,
i tuoi occhi s’apriranno
e della tua nudità,
magnificenza e bellezza
avrai consapevolezza.
Mangia la mela della passione
e su Bene e Male avrai ragione.
Non è peccato,
ma piacere sublime,
assai beato.
Da un’assurda morale
ti devi emancipare.
Sarai, si, mortale,
ma libera di volare
sulle bianche vette della conoscenza,
al di sopra del bene e del male".
Udite le parole del maligno e fascinoso serpente,
Eva cambiò repentinamente.
Divorò con voluttà il frutto del piacere
e, penetrata dalla bestia nella coscienza e nel cuore,
danzò lasciva, nuda e senza pudore,
divenendo sacerdotessa dell’amore.
Stasera mi illumino
come lucine intermittenti
dell'albero di natale
siamo a giugno?
E allora
io sono a Natale mi illumino ogni sera
godo il passare dal bianco al rosso
dal rosso al blù
dal blù al giallo
LASSU' LA STELLA
è al buio
un salto
e la illumino.
Strega divina,
della notte
assoluta
ed incontrastata
regina,
di misteri abile
tessitrice,
del maschio
ardente
e sapiente
seduttrice.
Creatura lunare,
a te un canto
voglio innalzare.
Il mio cuore
fiero e passionale
desidera
il tuo corpo
accarezzare,
possedere,
amare.
Cavalla del desiderio,
con te voglio galoppare
romantiche notti
di luna piena,
la selva oscura del peccato
penetrare.
Così la mia voluttà
S’accende
Di lussuria
focosa
e ardente.
Il sole rosseggia d'amore,
una rondine canta per noi,
focosi amanti,
accesi di romantico furore.
La zagara in fiore
con il suo profumo ci inebria
ed accende il nostro ardore.
Ci abbracciamo cuore a cuore,
ti dò un bacio,
un altro
e un altro ancora.
La mia mano eccitata ti sfiora,
tutto il corpo umido di piacere,
voglioso e seducente,
accarezza dolcemente.
Diventiamo rossi come il tramonto
ed i papaveri vogliosi
che ci osservano languidi.
Sensuali come la zagara
e tempestosi e ribelli,
oltre ogni lecito confine,
oltre l'infinito,
come il mare che innanzi a noi
ci osserva e ci ama.
Tutta la natura fa l'amore con noi
e noi con essa.
Ci fondiamo in un'estasi panica
con la divinità
che è Natura.
Giungiamo all'immortalità,
alla pace
e alla serenità.
Le nostre anime,
ormai libere,
non han paura
nella lunga notte scura.
attrae sguardi persi
ammalia la poesia nuova
dello scorrere rinnovato
in righe delle tue note
la melodia bacia lieve l'udito
attenta incoraggia la voce
a esprimere l'eco del cuore
i ritmi cambiano
da lievi ad acuti
al contatto del tuo rosa
più vicino il verde
più il cuore canta
si tende la pelle
la saliva manca
occhi in occhi
bocca in bocca
questo secondo
ritrae il nostro vivere
il quadro ora finito
ci mostra a nudo
quanto ti amo
verde che scorri in me.
Lode a te, Vagina,
Tu che del tutto
sei essenza divina,
Tu che dell'amor sei regina.
A Te, che, come Madre Terra,
di vita sei genitrice
e di sensuali
ed amorosi piaceri
sei dispensatrice,
siano elevati
canti, lodi, inni
e preghiere,
perché dei tuoi materni
ed ardimentosi piaceri
la mia anima possa
continuare
a gaudere
e il mio poetare
possa seguitare
a cantare
d'amore.
Ti amo nei dialoghi colti e nelle librerie alternative
Nella pseudo cultura di oggi e nei metrò affollati
Nelle strade gelate e deserte di Tallin
Nell'auto bloccata su strade intasate
Nell'ascensore pieno di estranei quando in due s'è già troppi
...non si sa cosa dire e cerco nel mazzo di chiavi quella di casa
Nei cinama d'essai e nelle allegre corse in auto tra nuvole e pioggia
Nelle sale operatorie sature di sedezioni e negli ospizi del pianto
Nei pittoreschi mercati e nei vicoli dove tu non mi scorgi
Nei bar démodé di Lisbona e nei film di Bunuel
Nelle sigarette bruciate di notte e bicchieri svuotati per sognare colori
Nelle campagne d'autunno allagate e nei prati di fiori di prato
Nella casa dei ricordi e nelle file agli uffici postali
Nell' sms che non arriva e nel parcheggio dove invano t'attendo
Nei tuoi modi bruschi le parole non dette e nello schiaffo che brucia ancora
E..... nell'ipotesi in cui non mi ami e neppure mi pensi
ti dimenticherò nelle strade affollate di Mosca
nella vertigine delle danze dervisce nei bistro parigini
gettando la maschera con un sorriso
brindando alla vita e voltando pagina
campi di grano
è oggetiva
io ero papavero rossissimo
mi notavano gli stormi
al loro addio
ero riferimento
al passaggio
del già fatto
ero colore nell'oro divenuto
distinto pensiero
nella macchia unica
il particolare puntino
che cerca l'aria
prima e dopo
bellissime
sfruttarne il centro
assaporare
senza chiedere
solo amare l'essenza
ho imparato
ad accontentarmi
di minuscola macchia
unicità
dona colore
a chi si nasconde.
Baciami e
in questa notte magica
sfiora le mie labbra,
con le mani accarezzale.
Questa notte
voglio essere tua,
allora stringimi e
avvolgimi al tuo corpo.
Baciami
saziami di te
fammi sentire
quel brivido caldo.
Baciami e nel silenzio di noi
un tuffo nella passione
baci che scendono morbidi
e il piacere che sale
è un piacere d'amore
ma tu baciami
baciami ancora!
E mi ritrovo lì
A pensare ad attimi infiniti
Senza un disegno mentale
Voglio crearmi un mondo
Un’identità di riferimento
Penetrare nella vita quotidiana
In sordina, fino ad esplodere
Ora sono un’essenza
Pronta a determinare un punto
In questo grande spazio che è l’universo
Emergere dalla monotonia essenziale
Che mi fa sentire un’ombra
Creare la mia immagine da riflettere nella vita
Ed essere una presenza
Di fronte a tanti fantasmi
Dare sfogo al calore che è in me
Fino a sentimii il centro dello spazio
Un centro prezioso nel nulla
ADDENSANDOCI CONFUSAMENTE
IO IL TACITO,IL DIURNO,
DI VAMPATE SCALPITANTI
DA BAGAGLI MALRIPOSTI.
DISSIPAI EFFIMERE ELOQUENZE,
PROVANDO QUELLA VOLTA
A FUGGIR SOLITARIO
DA UN ETERNO AGGHINDOSO COMBRICOLARE.
POI SMARRITA...
L'ALLORA CHIAMATA FESTA,
NEL FREQUENTARE ASSIDUO
VIUZZE INTERNE,CECHE
E SE LA RIDONO.
SCONTRANDO PROPRIO LI,
BUIO INCONSOLATO SOLO,
FECE D'IO E TE
IL NOSTRO IBRIDO ANCOR STUPORE.
HAI TROVATO ORA UN SENSO?
SFIORO A TE SOSPETTOSA
MENTRE RIPERCORRI INCISE ORME
SULLA FORESTA LIBERTICIDA,
SILENTE,OGGI C'APPARTIENE.


