Ho sempre pensato
che simile realtà
mi sarebbe stata
negata
giovane riccio
adolescente introversa
chi mai mi avrebbe
amata
E poi, tu all'improvviso
lo sguardo dolce
dal taglio orientale
amore subito
Siamo volati sulle nuvole
caduti nelle tenebre
nel costruir il cammino
dinnanzi a noi aperto
*
Ben più di mezzo secolo
sul treno del tempo
è fuggito
lasciando una scia di ricordi
custoditi nel nostro scrigno segreto
E ancora ci amiamo
ora più di allora
non manca la passione
ancora tremo alle tue carezze
Alcune rughe perle di saggezza
fili argentei tra i capelli
per mano proseguiamo
sul sentiero rimasto
fin oltre la vita
per viverne un'altra
Io son il mare e il mondo ricopro Percorro autostrade di correnti dalle Americhe al Giappone Costeggio l'intera Africa E porto in grembo la storia della vita nel mondo Il mondo è casa mia Ho tutto, tutto tranne te Tu che sei la spiaggia dove i miei sogni si infrangono Tu che senti i miei pianti E sempre tu che osservi terrorizzata la mia rabbia mentre cerco di divorarti Sei la mia brama Sono il mormorante gigante blu.
Cavalco la sera verso il richiamo di parole già scritte e di melodie che s’alzeranno per me. L'aria m’assorbe ed io l’assaporo... brezza in un giorno stagnante la carezza sul collo. Rincorro un arcobaleno notturno d'indaco abbaglia i miei occhi: mi lascio rapire. Sorvolo le acque che pulsano onde e correnti mi spingono i sogni oltre i respiri. E’ un’isola solitaria che calpesto. Dalla sabbia raccolgo conchiglie con l'eco di suoni incantatori di sensi. Le mani creano velluti dove riporre emozioni. Si librano tra le mie fantasie e una poesia nasce e vive. Nei versi mi perdo… Mi ritrovo oltre ogni stagione ogni giorno qualunque sulle orme leggere lasciate dalla libera fiera ch’è in me.
Un’alba che accarezza
un raggio di passione
un tramonto incandescente
l’alone della luna…
…vita, lasciati respirare.
Un oceano di sogni
una goccia di destino
*un acino d’uva
mi scoppia tra i denti
pizzicante effluvio
in promessa di mosto
*mi scioglie l’umore assopito
che frizza
come aria
giovane e repentina
Nascerò accanto a te
senza annunciarmi
…mentre dormi
Poserò sul cuscino
una parola d’inchiostro
Sarò il passo
che si muove per primo
con orgoglio stracciato
e il muro d’acciaio
che trema
Il peso di dentro scava
più di un respiro che scoppia
o di un ormone sfuggito
non si ferma
pendolare tra il giorno e la notte
o abita tutti i luoghi
e predilige nessuno
Ventun grammi
di cellule clandestine
catturate da quale umano strumento…
per differenza si pesa
il soffio di vita?
prima che tutto bruci
e soffochi d’aria
la cenere dei ricordi
s’allontana la materia a rovescio
scintille…esuli scintille di pace
Qualora l’ Onniscienza
avrà perduto interi Universi dell’ Ogni alla Voragine -
allora sarà Nera!
Qualora la polvere dei Battesimi
Avvolgendolo si poserà sulla labbra di un Dio -
la Naturalezza sarà Nera.
Quando la Bestia avrà venduto le sue Maschere
e il Nostro Putridume avrà ormai già ricopertoci di cangiante Veleno -
la Bellezza degli Uomini sarà Nera,
non Sarà più, Mai più…
il Velo dissipante della Scelta
il Vigore della Conoscenza
lo Vespro de lo Perdono Accompagnante
la Vittima riflessa allo Specchio ignorante della sabbia
la Volontà
Quando sarà immancabilmente Assente la presenza di asilo e ausilio
soli ancor saranno dell’ ombre d’ immagini eteree di telai tessenti
dell’ unica Ipotesi di Noi: le tumefazioni declinanti delle membra dormienti
che si contorcono e da lì crollano o cedono
al Balzo Eterno d’ un Cavallo Corvino
indomabilmente trascendo
Quelle lettere
vibravano
nell'immagine di lei
dei suoi anni perduti
della sua malattia
compagna che rifletteva
nella camera
accompagnata
da insolite
frequenze
ignari
di sussurri
distesi
che si affacciavano
a un mondo
ammalato
di nostalgia
nel segreto
del suo stato
visitato
con eleganza
e comprensione
dalle cure
bevute
dando conforto
al parlare
nascosto
delle linee
lontane
sconosciute per sempre
Dedica a una donna, che ha saputo dare, un senso alla sua vita, nonostante la grave malattia, che si è abbattuta su di lei, quando era soltanto una ragazzina.
Quanto era bella lei
in quella estate da ragazzi
immersi nel mare
accarezzarci.
Quanto era bella lei
ma il tempo muta ogni cosa
la mia e la tua età.
Però ci sarà un tempo migliore
anche per noi
chissà torneremo a sognare ancora
e tutto quello che di brutto c'è stato
sarà come se non ci fosse mai stato.
Quanto era bella lei
ultimo sussulto di un vero amore
ti ho pensato per anni
mesi, giorni e ore,
poi venivi a casa mia
e mi salutavi a volte con un pò
di rancore.
Accarezzandoci
le guance in un eterno amore
che solo l'infinito potrà accogliere
in quelle dolci ore.
Lei ha una maglietta color nuvola
io color carbone
Ha gli occhi chiari, da lontano
i miei sono nera pastoia
Labbra bambine le sue
insolenti le mie
Lei è luce dorata, io catrame in tenebra
Trasparenza e arcano…
Mi uccide e m’esalta
quel tentativo di somigliarle
Alterni, hai scritto i nomi
su un solo rigo dell’agenda…
la tua musa ha due fuochi
Col ghigno malefico, eppure
nella mezza luce,
nell'ombra spezzata della giada,
siamo in estasi
e le ore si fermano
guardandosi.
Lungo gli anelli di una sequoia abbattuta...
Nostri sono i canti rauchi
d'uccelli primordiali,
la prima parola d'amore
per volarti dentro,
nell'universo.
(2011)
Chiudo gli occhi
e mi immagino
distante da qui.
Sogno e conquisto
per un attimo
la mia libertà.
Fuori c'era un mondo
che dagli occhi
sta sfumando già...
Lascio che svanisca
e si disperderà
dentro al cono d'ombra
Si proietta all'orizzonte,
nei miei occhi,
una figura in controluce,
in penombra
Quello sono io
o come vorrei essere...
Presto svegliami!
Ti prego!
Afferra le mie mani!




