"Normalità"
"Normalità"
Esseri umani.
Esseri strani.
Unica identificazione
l'essere al mondo,
farlo diversamente,
guardarsi estraniati
al confine della normalità.
Normalità.
Residente
allo stesso indirizzo
dell'anormalità.
Cos'è normale?
Cos'è nella norma?
Tutti diversi
tutti strani
tutti pazzi.
Ognuno
diversamente abile
a mentire
ad annuire
a fingere,
solo quando fa comodo
per non mostrare
quello che batte dentro.
Leggesi tutto
in occhi
che cambiano
si riempiono,
si svuotano;
in mani vacanti
mute
nascondono
il tuo disagio
celano
quello che sei
con gesti ampi.
Coprono il viso,
il riso
affogano la libertà.
Scandiscono i minuti
interminabili ore
perturbazioni
che si spostano
a est e a ovest
per sentirsi raggiante
il pianeta intero
indossato dal cemento
soffocante, acquistato
con l'intento di moltiplicare
i guadagni incoscienti
sui profili delle facce scontente
promotori dell'ambiente pulito
un cielo terso, in volatili
sorgente di vita felice
Il mare simil perfetto
ai nostri pensieri
non è vero che
dice sempre di si
quando è agitato
è no
però tutti dicono che
è bello.
Pochi ne conoscono
le profondità
e tutta la flora e la fauna
marina che ci vive dentro.
O le stelle marine
che sono come i nostri desideri
più nascosti
i nostri sogni irrealizzate
che si trovano ancora in riva al mare
Differenze tante Diversità nulle
Dissidi furiosi Scazzi furibondi
Similitudini evidenti
Stesso DNA nel sangue
che scorre da ferite di parole affilate
In me ti osservo e tu vivi
Tua eredità scarso potenziale affettivo
Non hai lasciato carezze
ma slanci inibiti di tenerezza
Arreca disagio la dolcezza esibita
Scorre con rabbia la vita
in una guerra già persa da sempre
Ti ritrovo nello specchio che mi riflette
Non ci sei più ma ti amo
come t'amavo nella guerra tra noi
E vorrei parlare di cose mai dette
raccontare di noi..di te..Dimmi chi sono
Tutto perduto in brucianti silenzi in stupide lotte
Stamane passando per una siringa
ti guardo con amore in una provetta
Nel DNA
Un caffè…
sì, ho bisogno di un caffè
nero, bollente, amaro,
poi veleno, fatto di nuvole che feriscono l’aria
lasciando la bocca secca
e in sottofondo la tv, bla bla bla bla.
In coda.
Il rosso mi provoca ira
sono dannatamente in ritardo mentre la radio, bla bla bla bla.
Timbro,
onnipresente incrocio il capufficio, e bla bla bla bla,
e la monotonia trascina la giornata.
Ritorno a casa.
Tutto verde, celermente verde,
tentenna la chiave nella serratura
apro la porta, un passo e ancora bla bla bla bla,
fino a tuffarmi nella notte, dove il mondo è tutto mio,
senza suoni, senza aromi,
solo Io, Dio in pace, con il mio Io.
Dannata sveglia.
Un caffè…
Sì, ho bisogno di un caffè
nero, bollente, amaro.
Pattinano sul ghiaccio
Non hanno bisogno di riposare
Si trasformano in acqua quando mi apro a te
E vibrano come musica quando mi parli di te
Hanno visto molto
E molto ancora vedranno
Come il mare lunare
Che da milioni di anni osserva noi
E noi che osserviamo a nostra volta
Con quei gemelli mari profondi
Ricolmi di vita e mai fermi
Coi quali ora mi osservi.
Carezzami il viso, dolce Luna!
Antichi desii si protendono,
restii alla fulgida luce.
Nasce nei tuoi occhi e
si rifrange tra le mie ciglia
la languida fiamma che sfugge ad ogni controllo.
Ed imbriglio il mio pensiero solo per te.
Karkadè è il tuo aspetto, diletta!
Ansioso si è fatto ora il tuo respiro.
Ti sorprendi a ripensarmi...
Sfiori le tue labbra con le dita
e nei tuoi occhi, neri diamanti,
già si delinea il mio sorriso.
Soldi, soldi, soldi
ti comprano e ti vendono.
Nelle tasche
pesano più dell'oro.
Sporchi o puliti che siano
allo sguardo
brillano da Dio.
Rendono felici i truffatori
rendono signori i faccendieri
corrompono i più deboli.
Dio denaro
ricchezza di un potere
che si vede,
limite ai sentimenti veri.
ESPERIMENTO FUTURISTA
VI PRESENTO IL PARLAMENTO ITALIANO
tatatatatam tatatatatam
sbang sbang sbang
flflllfllll
blah blah blah...bleah
prrrrrrprrrrr
prot prot proooot
fiiiiiii boooom
Fine della repubblica
e della mia misera carriera di poeta
Sembra tutto scontato in questo mondo
Sembra tutto perfetto
già il mondo perfetto
Sembra tutto perfetto anche nella sua imperfezione
Ma c’è ancora chi muore di fame.
C’è ancora chi soffre
ma non si deve per forza andare in Africa
per vederlo….
poi vediamo pubblicità
che parlano d’amore e tolleranza.
Questo è il nostro mondo.
Altri giorni!
Esistono altri giorni, amore mio?
Sai…quei giorni presi in prestito al segreto,
vissuti come fossero un regalo,
non scritti in nessun altro calendario,
giorni privi di nome e di definizione.
Giorni nostri, dipinti di passione,
privi di ore, senza giorno e notte,
fatti di tempo che non è trascorso,
senza ricordi…senza investimenti,
lontani dal passato e dal futuro.
Eppure nostri più di tanti altri,
eppure vivi, eppure scritti a fuoco,
nel luogo più profondo della vita,
in quella grotta dove si conserva
la storia scritta dell’anima del mondo.
Lacrima accarezzi
solchi pensierosi
sprofondi sconfinando
barriere che nessuno sà
nello strascico silente
dell'amico interiore
inverso sottaciuto
col soprabito bianco
interminabile ascoltatore
dal principio della sua creazione
seppure investito da climi turbolenti
di oceani
che cullano
gli occhi
della luna
Sale, si va, a piedi
su conchiglie tonde come sassi;
il fiume in posa è un serpente marino
e soffia nebbia
da sotto il ponte,
poi sparisce coi ruderi
di tutti i castelli.
Piccole corone di petali gialli
sono il sole che non c'è,
che riscalda altrove aria di nuovo
invece dei miei sogni romantici.
(2011)






