Si è spenta quella passione
travolgente
le vittorie hanno perso
riccioli lunghi
semplici
sogno
profumo di vittoria
afferrata dal campione
allegro
sulla sua meta
abbandonata
all'ultima corsa
incitata
anche dalle mani
innamorate
che l'amarezza coprirono
nello schianto mortale
dell'ultimo respiro
Dedicata al povero Marco Simoncelli Di lui mi aveva colpito e molto, il suo
sorriso, la sua semplicità.
Vorrei essere lo spirito
che vive nelle onde del mare
che leggere e soavi
si appoggiano sulle rive ......
per avere la speranza che
una silente mattina di domenica
quando la città ancora dorme
io possa accarezzare i tuoi piedi
infrangendomi tra le tue dita
unendomi a te nel corpo e nello spirito
mentre ti porgo suoni e odori di terre lontane
e sentire un emozione nel tuo respiro
mentre ti rilazzi nell'orizzonte.
For josephine
Non sempre poi l’amore
è un fiore,
un tripudio di colore
talvolta è come un
temporale
che la mia grigia
terra nutre.
Non sempre sono
le parole,
le rime ricercate
e nuove
che danno un senso
al movimento,
a questo brivido
del cuore.
Non sempre tu sei
la mia stella
lucente, assai lontana
e bella
più spesso sai
di grano nero
ed hai il profumo
della terra.
E’ infatti vedi
come piove
e tra due gocce
sei la luce
che bagna il bianco fiore
e muore
rinascendo sei
una voce,
che mi giunge da lontano
e irrompi al cielo
da ponente
tu che ogni giorno sei
mia sposa
nella bianca e
silenziosa aurora.
Sei un uomo particolare
non come tanti
che a passo svelto
camminano per le strade
della città.
Tu sei diverso
il tuo passo è lento,
ponderato
i tuoi occhi brillano
davanti al mondo,
nulla sfugge al tuo sguardo,
sai rubare sorrisi,
ti soffermi davanti
al fascino di una donna!
Ehh si!
Sei un uomo particolare
sei un poeta
e non essere triste
se qualcuno ride di te,
chi ride non sa
che solo tu uomo particolare
solo tu poeta sai accendere
la passione di una donna
sai farla ridere
e farla sentire
al centro del mondo.
Chi ride non lo sa
e mai ha sfiorato la felicità
quella vera che fa vibrare
e fa toccare il cielo.
Chi ride non lo sa
ma tu poeta si.
Tu si!
Scelgo un luogo affinché la mente
si rifugi quando è triste.
La stanza vuota; io chiudo gli occhi
e realizzo un quadro con il pensiero.
Sono una nuvola, sono una nuvola,
una nuvola in una giornata di vento.
Per pochi istanti non penso a niente:
io sono il niente.
Sono nessuno.
Guardavo le formiche
camminarmi sulle scarpe.
orgoglio
inaspettatamente
caduto.
non ti ho mai vista stanca
ma stasera ti ho ascoltata piangere
implorare aiuto al cielo.
non sapevo come dirti che
qualcuno ci protegge.
inutili le mie parole
inutile son io
vorrei sparire.
l'odio verso te stessa
prende forma
ti travolge
ti divora
e pesa
più delle scarpe
più dell'amore.
Non trovo le redini
di questo cavallo
che corre furioso
si accascia a terra non vuole rialzarsi.
ti stringo al petto
per farti rombare in testa
il rumore della vita
che assorda.
ne vale la pena.
Sei un po’ come la pioggia
carezza mattutina,
sei fatta di
rugiada,
di temporali e brina.
E quando guardi il mondo
così come tu fai
sporgendoti e rientrando
per non cadere mai,
germogli nella luce
vestita dei colori
che io non vidi mai.
Che se l’arcobaleno
si posasse su di te
io credo perderebbe
almeno due colori
l’azzurro terso e chiaro
dei tuoi occhi senza fondo
e l’altro tuo colore
che adesso non ricordo.
Che quando di mattina
ti vesti di rugiada
e seminando vai
la terra tua ch’è chiara
rifletti nelle gocce
l’anima tua ch’è antica
poiché di terra fertile
sei tu nutrice e figlia.
E quando nelle sere
ti scateni e inondi
i campi senza tempo
e ingrossando vai le onde
sei un po’ come la pioggia
carezza mattutina
e certo sei rugiada
temporale e brina.
Scappai,
da quel giardino
dall’odorose viole
dall’armonioso senso
dal candido tuo
fiore.
Andai
per erti valli
nell’ombra di un
sentiero
solo, a piedi scalzi,
ad ingannar
la vita.
Un tempo senza
tempo
vissi ramingo,
randagio e cattivo
come un cane
ferito.
Molte anime
strappai alla vita,
sfamandomi incurante
del lamentoso
sangue.
Come un guerriero
preso alle
spalle
come un leone
spaventato
infine mi
chetai,
stremato caddi
in un sonno senza
sogni.
Nella tenebrosa notte
per gran tempo
giacqui.
Ebbro e stordito
nel triste giaciglio
mi separai
da me
dalla mia stessa
vita.
Nascosi in quel
giardino
all’ombra delle viole
l’armonioso senso,
quell’unico mio
fiore.
Avidi d’amore
i tuoi occhi di
cerbiatto
imprevisti ritornano
da un’altra notte.
Il niente sei
e l’assoluto spazio,
minuscola
cammini su
di me
con il tuo
passo.
Di me ti nutri
ancora trasalendo,
da secoli
provieni
in quello slancio,
sibili e t’espandi
in geometrie
di vento.
Il tempo intorno
a noi
diventa segno
luccichii di
acque danzano
piccole onde in
cerchio.
Un venticello gelido
mi aggredisce
disseminando
il pensiero
mentre la tua lingua
tuttora mi ferisce
ignorando
il sentimento vero
Il tuo amore
si mostrava infinito
come il nero della notte
profondo
ora disperato e solo
nello spirito ferito
come un vascello colpito
piano piano affondo
Ti amo perché mi
accogli.
Quando stanco
ritorno
dagli stessi
sogni.
E sei splendida
di luce
quando ancora
mi raccogli
e le tue mani
sono il
mio porto più
sicuro.
Ti amo perché mi
conosci,
come il fabbro
il suo ferro,
tu che nel silenzio
modelli
magnifiche forme
con il fuoco che
mi appartiene.
Ti amo perché
mi desti
la cosa mia più
cara,
che sorride ora
alla vita
e me la fa amare
ancora.





