Biondi capelli anni cinquanta
Forme abbondanti
Maglietta aderente rosa inguardabile
Un paralume verde smeraldo la gonna
scarpe rosse con tacchi assassini
Stupore per quei colori così strapazzati
La borsetta non l'ho notata e chissà com'era
Non avevo più spazi mentali per sbalordire
Ancheggiavi sulle strisce pedonali
red carpet di un film d'annata
mix di Marilyn e Anita
La tua apparizione un'istantanea di Dolci Vite finite
Mi sei passata d'avanti nel caldo feroce
Io ferma al semaforo...uno dei tanti
nella mia fretta frenata dal rosso
Alle tue spalle l'ingresso di Cinecittà
Forse eri uscita da quella vecchia magia
Io stupefatta tra te e quei cancelli
Poi....mia Jessica Rabbit ti sei dissolta
dietro un colpo di clacson impaziente
Scrivo di notte, mentre tu dormi amore,
mi vesto di nebbia fitta e scivolo fuori.
La vita adesso nel buio ha un altro sapore,
di misteri sospiri e giovani sinceri amori.
Fieri lampioni, come lucciole assai belle,
spruzzano debole luce strada facendo.
Occhi vigili e splendenti, miliardi di stelle
la luna mi culla , sento tepore stupendo.
Incontro nell' aria i sogni nostri umani,
viaggiano in piccole nuvolette bianche,
sono tanti, a volte colorati, desideri strani,
amori finiti e mai nati, anime stanche.
Mi fermo laddove sono proibite le speranze
e il silenzio dona pace ed eterna tristezza,
solo file di tombe ordinate, che usanze.
Io, nel vestito di nebbia riposo in strana ebbrezza.
Scrivo di notte amore.....all' alba torno sempre nella mia fortezza.
C'è un lago nei tuoi occhi:
è profondo più del mare,
non si riesce a misurare.
Concedimi uno sguardo,
uno sguardo solo!
profondo,
intenso…
Entrerò a bagnarmi
dalle rive
di palpebre,
non creerò nemmeno un'onda,
non un battito di ciglio
e mi fisserai,
congelandomi
nei tuoi ricordi.
Nei tuoi occhi,
io
lingua di sublime
fiamma,
cenere di ardente
magma,
mi lascio sprofondare
e annego
scientemente.
Già si scioglie
la rugiada dell’iride
e si sfuoca il mio viso
nelle tue lacrime d'amore!
Ora che il tempo si e' fatto spazio,
che siamo due stelle,
che bruciano questo stesso cielo,
cosi' lontani,
posso essere brezza e luce.
C'e' tanto di piu',
che non e' mai stato un noi,
perche' mai varcherai quella soglia,
mai sarai casa.
Bellezza di sale,
inpuro come cio' che ci ha bagnato
nel lungo inverno di strade,
nudo come una statua:
bianco:
risuona vuota questa tua carne,
una cena di parole senza futuro:
non scaldi il cuore.
L'amore che invano
ti ho chiesto
rimane fra noi,
aria che ci unisce e ci separa,
ora che non t'appartengo
e non m'appartieni
risuona cio' che ci richiama.
Sarai la musa,chimera,
che muore qui fra le mie mani.
Noi due insieme
bellissimo!
Nei tuoi occhi,la luce dei miei
Il tuo sorriso, invito privo d'indugio.
Ore liete, inventate al momento
senza limiti di tempo
Danze corporee, riflesse nel vetro
veicoli di arte, e bellezza
Battiti di cuore, come rulli di tamburi
Emozioni dilaniate, dall'attesa
Camminavo per la solita strada,
Quella sempre deserta e grigia.
Ho alzato la testa e così ti ho vista,
danzavi un valzer, eri leggera e triste.
Non cadesti per terra e pur lo pensavo,
per incanto rimanesti lì, nell’aria, come sospesa.
Un ultimo desiderio di essere vista, immaginavo.
Ti guardavo stupita e come un bambino sorpresa.
Hai fatto l’ultima piroetta, che magia!
Eri bellissima e tuo partner un leggero sospiro,
un attimo, incertezza e poi su, via!
Che spettacolo, io, il tuo pubblico, ti ammiro.
Ti bagnasti nei colori dell’ultimo sole,
Pur accecata non tolsi lo sguardo, eri la mia storia!
Diventavi il mio ricordo, effimero se si vuole,
così bella e sola color autunno ... una splendida foglia.
Incatenami
con legami di zucchero!
Stringi forte
i miei polsi al tuo cuore!
Imprigionami
nei tuoi occhi!
Tienimi ostaggio del tuo amore!
Non lasciare
che quest’uomo
si disseti
dell’amaro sapore
di una vita senza te!
E mi avveleno
al tuo silenzio…
Fermo nella discesa
assaporo il nero
che al tempo ho lasciato
prepararmi,
con tinte bluastre
e macchie di rosso
riadatto i luoghi e i ricordi
al mio nuovo incedere
e avanzo e calpesto
ormai
prima di ricevere
un nuovo numero
il suolo che mi spetta,
che lasciandolo
alle voglie insane
di altre notti,
non ho mai abbandonato.
Ho sentito una donna
addormentarsi pregando
e chiedendo solo la forza
per esistere ancora.
Non era una donna
ma un corpo.
Implorava.
Un mucchietto d'ossa
consumate
dal sole
dal vento
a cui restava
l'ultimo respiro,
e l'impressione
di essersene già
andata
insieme a quel dolore
che resta
culla di morte.
Forse una lampada in questo porto
brucia le guance dentro la nebbia,
via lattea domani di cime e velieri,
forse il soffio delle balene...
Corse un cigolio finito in sogno
come di travi al caldo di una stufa,
come un'altra via che porta al mondo,
o a qualcosa di simile.
(2011)
Scruto il cielo
e cerco me stesso
nell’infinito volo sospeso
dell’aere
ma si smarriscono i miei occhi
in fondo all’orizzonte.
Divento anch’io una nuvola
e disegno
il nome tuo tra le stelle.
Cambia il vento
e stempera lontano
anche l’ultimo sospiro
di tacite
lacrime
Ho mani forti
e generose
vorrebbero stringerti
e sfiorarti
sono ansiose
di tastare i tuoi seni
di libare stille
di dolce vino
nel sacrificio
del tuo ventre
di servire il tuo piacere
senza pudore alcuno
consapevole che sei mia
totalmente mia
e nell’abbraccio
che avvampa le gote
stringeresti i miei lombi
e ti perderesti
nella libertà
sconfinata
dei tuoi sensi
per risvegliarti
nel cuore dell’aurora
abbracciata
alle mie mani,
sì, alle mie mani
forti e generose
e solo tue…
A mezzanotte penso a Cenerentola
alla scarpina di fine cristallo
che perde la fanciulla dopo il ballo.
A mezzanotte penso alla strega
con le megere riunite al sabba
ed allo stridere della civetta.
A mezzanotte vorrei dormire
invece di fantasticare
e divertirmi con queste rime.
A mezzanotte se ancora leggi
è bello svegli scambiarsi baci
e quasi uguale chiederli ai sogni.
Si aprì il casale ai girasoli,
l'altare a testa bassa ricorda
su una pagina lo scheletro smorto
di un ciuffo di fiori.
Sapere dove ti sei dischiusa,
vedere il lago della tua fronte
bagnarsi di rugiada: è un conforto
adesso rinascere lungo una siepe!
Un ponte levatoio separa
il tempo dal vento,
le preghiere della sera
dal pianto delle civette.
(2011)





