Legna adesso siamo
perduti in questo
fuoco,
lentamente ardiamo
consumandoci
nel fumo.
Alberi noi fummo
il cielo non
avemmo.
Nelle albe tremolanti
vivemmo di ogni vento,
tutti trasalimmo
nel fremito del
giorno.
Il sole del mattino
dolcissimo d’incanto
più volte sorridendo
sciolse il nostro
pianto.
Ma inchiodati al
mondo
il cielo non
avemmo
alberi noi fummo
altro non sapemmo.
Scrive il cuore
e si erge
nelle favole immaginarie
sul tracciato degli scritti
nello spegnersi del sole
al tramonto parallelo
alla distanza che osserva
la discesa repentina
calore prezioso
di attimo goduto
e discusso
mentre nasconde l'avanzare
del suo cammino
luminoso
avvistato dai bagliori delle navi
aspettate
dalle terre di storie
imparate a memoria
dall'eco
che ritorna
Quello che mi resta è Montesanto
con le sue strade
con i suoi vicoli
con la sua cultura
con la sua nobile povertà.
Quel che ci resta è Montesanto
con le sue strade poco nobili
ma assetate di gloria, con le
sue scale mobili.
Col suo odore, le sue pizze,
ed i suoi giornali.
Quel che mi resta è Montesanto
Chiara la luna splendeva.
Il mare frusciava.
Tu eri accanto a me
e la tua mano dolce
e lieve mi sfiorava.
Io ero accanto a te
e la mia mano dolce
e lieve ti sfiorava.
Ad un tratto si sentiva
l’odore sensuale
dei fiori notturni.
E così sbocciò Amore.
Adesso, la notte è buia.
La luna non splende più.
Splendono solo i ricordi
di un antico, svanito per sempre,
amore.
Splendono come una fiamma
che pian piano
traballa, s’affievolisce, si spegne.
Traballa, s‘affievolisce, si spegne.
Adesso, nella mia mente
non è rimasto più niente.
La mia anima non vive più.
Sono rimasto solo.
Solo. Davanti alla morte.
C'è nebbia, il sole tramonta
ma la disperazione è tanta
il fango copre gli ultimi oggetti
avuti con sudore
negli steccati di paesi
isolati
fantasmi
delle nuvole
impazienti
dimore minacciose
stanche
dell'inquinamento
costrette a respirare
negli errori dell'uomo
che sale sempre più in alto
e si vanta del suo operato
preso a calci
dalla natura
-
Mi perdo nella melanconia.....
-
quella che stropiccia i ricordi.
-
Triste....
-
mi perdo nella monotonia....
-
quella che uccide tutto....
-
e nulla più esiste
-
Mi chiudo dentro,butto la chiave,speranza...
-
speranza vana di lasciar fuori l'euforia
-
la luce,il giorno,di prendere distanza
-
contenta almeno della solitudine,ora tutta mia!
-
Già-ti sembro cosi ingrata???Stupida???
-
Infantile???
-
No,sono solo vuota,anima persa....
-
in un mondo crudele
-
non essere così con me gentile!
-
La gentilezza non aiuta....fa più male...
-
nemmeno le parole dette con sorriso
-
unico conforto e ...lasciarmi sola,no? per te non vale?
-
vedo la preoccupazione nel tuo viso!
-
Non pensarci,guarderò la luce.....però-domani....
-
adesso è ora di morire.
-
Ucciderò tutte le illusioni,speranze ormai vane
-
adesso...imparerò a non soffrire.
-
Sopravviverò ,cercando nella fede
-
quella vita cosi crudele,infelice,
-
non può rubarmela! Chi veramente crede,
per sempre rinascerà -come la Fenice!
-
Quando finiscono le speranze
-
ci si immerge nel pozzo delle lacrime
-
Laddove povere anime si soffermano stanche
-
Laddove,il cammino,disegno divino per loro finisce.
-
Li vedo... sono li vicino al pozzo,seduti
-
prima di riprendere il loro lungo cammino.
-
Vestiti di debole luce,bagnate delle amare gocce umane,
-
aspettano il loro turno,aspettano il divino richiamo.
-
Qua e là,qualche anima sembra smarrita.
-
Quella sembra un bambino impaurito
-
-chissa cosa gli è successo?
-
Si mettono anche essi in fila,piano,tanto....il tempo per
-
loro,ha perso importanza.
-
Allora capisco!Un gelo improvviso mi stringe la gola,
-
paura primordiale,senso di vuoto,battito forte.....sudore .
-
Provo a urlare.....ma solo una lacrima brucia il viso.
-
E finisce nel pozzo profondo.Là dove Noi,povere anime,finita la nostra speranza ci immergiamo.
è il nostro ultimo battesimo, per prendere la via di ritorno-la via che porta verso la nostra casa eterna!
Prego per l’infanzia abbandonata,
violata dalla schiavitù e dalla violenza.
Prego per gli uomini che muoiono di sete e di fame.
Prego per i popoli sempre in guerra
e per quelli senza terra.
Prego per questo mondo afflitto dal dolore,
in cui non c’è spazio per un po’ d’amore.
Per tutto questo, io prego.
Anche se non so chi pregare,
il mio animo mi suggerisce di sperare.
Come di vela
che sciolta la corda
nell’immenso mare
dondolando si perde,
or verso te
d’improvviso si
tende
l’animo mio
di fuoco
s’accende.
E come d’alba
dalla notte novella,
la bella tua luce
a questa voce
s’avanza,
di vento e di mare
oltre ogni sponda
lo spirito scioglie
nel chiarore
una danza.




