E fu silenzio Come il vento Che non sa tacere Quel silenzio Che invade me Di odore di te E fu notte Ed assaporo Le essenze nell’aria Che lasciasti al tuo passaggio E fu ancora il silenzio Padrone nella notte A farmi assaporare Quella essenza di te Su di me
Seta,
sembra che non ci sia altro,
ma nel paravento
gli occhi sono di gesso
in un viso di lacrima.
Ti piace,
e mi piace,
e ci scambiamo la maschera
come gli animali delle favole...
Se noi due fossimo un giardino adesso
sarebbe sparso
di bucce di mela.
(2011)
Cantare io vorrei
di quella bella
stella
che illumina
ogni notte
e Vita mi fa
bella.
Cantare io vorrei
le geometrie di
fiamma
che nel mio cuore
accende
la luce sua
di perla.
Dire io non so
dell’orbita che
segue
capire dove va
nemmeno perché
viene,
solo dire che
mi nutre
d’ogni bene
le vie di questo
cuore
soavemente tiene.
Quando il vento sfuma
i colori del tramonto
l’odore delle foglie s’alza
ed io resto a guardare,
silente nei pensieri,
l’arrivo del buio
Boote condurrà
il carro della notte
e poi mi guiderà
nel viaggio delle stelle.
Con gli occhi miei vedrò,
da attento spettatore,
le scene di quel film
scritte un milione di anni fa.
Orione brandirà
la spada dal suo fianco.
La Cetra suonerà
un melodioso canto
e l’incanto cucirà
lo strappo sul mio petto
ed io confesserò
le mie malinconie alle stelle.
Ora il vento s’alza
e il bosco delle querce
è teso: pare che ascolti
il dialogo di un uomo
vestito di se stesso
da solo nel buio.
Il gufo poserà
gli artigli sul mio braccio
il grillo canterà
restando qui al mio fianco
il sogno scioglierà
il buio della notte
e la luce scoprirà
il vuoto dentro ai miei vestiti.
Ora il vento sfuma
i colori dell’aurora
ma non sono solo.
Rimango essenzialmente
un’ombra del passato
proiettata all’orizzonte.
Ciao se vuoi ascoltami
dammelo un minuto
un'istante cosa vuoi
che sia
la vita ti toglie sempre
quello che ami
le cose alle quali tu tieni di più.
Quando potevo
non volevo
adesso che voglio
non posso più
mi dicevo domani
domani di tempo
ne ho
ora molto tempo
non c'è più
per la mia passata
gioventù.
Ciao ascoltami se puoi
oppure anche tu devi andare
incontro a questa fretta
che non ci vuole lasciare,
che pure quando stiamo a letto
ci assale,
e non ci lascia riposare.
Ciao, io ti immagino
a volte
con la tua felicità
fuori dagli schemi
ma era tanto tempo fa.
Ciao, a volte
basta un ciao
per sentirsi meglio
ma chissà perchè
da chi non ti interessa
lo hai sempre, da chi lo
vorresti non lo hai quasi mai
Ciao
Rallentati cadono
invece delle foglie,
nel telescopio,
nei vortici,
nei ventagli delle comete!
Un rintocco diafano
assale l'anima,
e vedo croci spoglie
che mettono in ombra
tutti i desideri.
Una steppa di fiori
ha bevuto sfilacciate murene;
tutti i gradini
sono bagnati di lacrime.
(2011)
La felicità esiste
la trovi negli angoli remoti
del nostro cuore.
Nelle facce delle persone
nei meandri dei vicoli dei quartieri
delle nostre città.
La felicità esiste
la trovi in una tabaccheria
dentro una fotografia
dentro un vecchio
e giocoso Bar.
La felicità esiste
la trovi nell'infanzia delle
nostre vite
scompare nell'adolescenza
dei nostri ricordi
diventa forza nella maturità.
La felicità esiste
ma fa tutto lei
come la vita
viene quando meno
te lo aspetti
Contemplo l'incondizionata calma:intuisco la sostanza
d'ogni sembianza.
Musica. Battito suadente.
E l'intimo zittisce
e conferisce valore.
Ovunque è vigore:
creato ch'accoglie
e creatura ch'esilia.
Solitaria
Conciliata
Armoniosa
Estasiata
intuisco e contemplo.
E m'abbandono...
E piove sui marciapiedi
aridi della città
piove sui nostri volti
pieni di lacrime amare
a volte un sorriso
sembra farci dimenticare ogni solitudine
a volte sappiamo che la vita ci prende in giro
con false illusioni
e false proomesse
a volte non possiamo fare più niente
a volte come sempre
Mi sono aggrappata
alla femorale destra.
giovedì mattina
l'ennesimo giovedì di festa
di una nuova era.
I miei muscoli
sono l'ultima cosa
che resta,
meglio stringerli forte
potrebbero spezzarsi.
Accadrà
tutti ci dissolviamo,
nell'attesa
sottolineo i giorni
che s'intromettono
tra me e te
che ti strappano via
lasciando due vite
disgregarsi
Oggi non oso svegliarti
Scorgo in penombra i tuoi lineamenti
La curva del naso
Ciglia serrate sui sogni
Capelli arruffati da cucciolo inerme
Lacerare il tuo sonno
è un trauma che vorrei risparmiarti
Provo ad entrare nei sogni che fai
e resto a osservarti in silenzio
Un'idea mi sovrasta
Annullo i tuoi impegni cancello i miei
ti lascio alle favole
Mi alzo e preparo un caffè
Osservo la luce che cresce
annuncia la sveglia su un giorno di impegni
Torno a osservarti
mentre tu dormi
ciglia lunghe schermano il sole
Oggi decido per te
resti nelle favole che il sonno ti narra
Decido per me
ancora un caffè
Poi nel mio letto e fuori c'è il mondo




