Nebbia avvolge,
che sia la tua carezza,
da un ramo si stacca una goccia d'acqua.
Non è strano innamorarsi
di una parete d'inferriate,
la ruggine dei marciapiedi,
le radici di vecchie case...
Con delle violette senza dirmelo
hai stretto a me
questo giorno di pioggia.
(2012)
Vogliamo andare lontano
viaggiare con la mente
scoprire nuovi pianeti
che ci conducono alle porte
del riservato mistero
intrappolato dallo smog
nei sentori parziali
di sibilline invasioni
codeste trappole mortali
per il genere umano
succube dell'eccidio
marino
della flora, fauna
che ossigenano i nostri polmoni
che vivono in loro
senza apprezzarli abbastanza
chiome verdi meravigliose
Occhi sorridenti di bambini
nascosti dietro il luccichio
di piccole stelline…
Il cielo si illumina di mille colori
accompagnati da rumori assordanti…
Il tappo salta e lo spumante scivola
giù lungo la bottiglia per ritrovarsi
dentro calici festosi…
È finito l’anno vecchio,
con le sue gioie,le tristezze,i lutti..
è arrivato l’anno nuovo e…
tutti chiedono,…sperano.
Spera la mano protesa
ai margini della strada,
sperano i bambini abbandonati,
spera la mamma che in terre lontane
allatta il suo bimbo,ma non ha latte…
spera il malato nelle corsie,
spera l’emarginato che vive
in fatiscenti baracche,
spera il disoccupato,il licenziato..
spera,…sperano.Speranze vane?
Bugiarde?illusorie?
Spera l’uomo che cambi qualcosa
dentro di sè ,e… allora tornerà
la vera gioia,la vera speranza,
non più nascosta dietro sorrisi ipocriti,
deboli,rassegnati ,incapaci.
Benvenuto anno nuovo
Vecchia signora truccata,
vestita di toppe e scarpe rotte,
poco avvenente
ma con un cuore rilevante.
Ai bimbi grandi e piccini
porta svariati pensierini,
di caramelle e cioccolatini.
E’ felice,
per una notte
madre di tanti figli.
L’alba si sveglia
a feste finite,
senza più
scoppi né botti.
Addio luci e
coriandoli dipinti
dagli effetti scintillanti.
La vita continua
a denti stretti.
metto in fila
tutti i ricordi
punto il dito al calendario
vedo giorni sempre neri
io son stanco d'aspettare
per avere un pò di pace
devo giunger la vecchiaia
da domani cambio vita
vorrò far di vero un sogno
abbandono tutto e tutti
una barca in mezzo al mare
col rumore delle onde
mi fermo a contemplar le stelle
Faccio un nodo stretto, stretto
la cravatta non la metto
devo solo fare in fretta
questo sogno non aspetta.
Sssssssshhhh…silenzio…
parla la biscia del sonno
fa un giro di spire
e sfolla i dintorni
Inseguo la sfumatura piumata
all’estrema pianura del mondo
rimarrà irraggiungibile
come ogni volta…
Appena in tempo
mi balbetto l’ultima idea
poi s’annoda la lingua
all’aroma del soporoso papavero
Anonimamente mi attira a sé
il lato b di un’icona
Mi riporta nell'abbraccio del tuo ricordo
questa musica che mi ostino ad ascoltare
è come una lama che non paga di sangue
penetra nel mio cuore affamata di dolore
è come una pagina bianca colma di lacrime
che si trasforma in versi scritti di getto
fa male pensare a quella dolce illusione di beatitudine
per poi ritrovarsi con occhi che si ostinano a rimanere chiusi
sorgente di dolore quest'anima senza di te.
Non faccio rumore ...
Stringo la tua manina... non so cosa fare
sento che la mia vita non sarà più la ...stessa
piena di un amore a me sconosciuto
passano gli anni ... mi vedo accompagnarti all'asilo
una stretta in gola e una lacrima chiusa nel cuore
sei così bella ... ancora non ci credo ... mia figlia
è così difficile lasciarti andar via ...
crescere è difficile e l'adolescenza lo è ancor di più
i cambiamenti sono all'ordine del giorno
inizi ad essere una donna altera e decisa
ma io stringo ancora la tua manina
sei sempre più lontana e ti assenti spesso
rimango sempre attenta ai tuoi cambiamenti
e le tue sfide mi feriscono ma capisco ... è la vita
il tuo primo amore e io lì a guardarti fiorire
"Ciao Mamma" sempre più frequenti...
18 anni sei un'adulta giovane e raggiante
io ti guardo con tenerezza e seduta accanto al camino
ti vedo affrontare la vita con grinta e determinazione
resto sola ...ma stringo ancora la tua manina...
All'improvviso una sensazione
come di una barca inclinata
danneggiata che cola a picco
e con essa l'illusione di una felicità.
Smarrita guardo fuori
e mi accorgo che il mio cuore
sta inabissandosi dentro
questo mare di malinconia
al risveglio di un sogno
senza porto o approdo
destinato alla deriva
senza più capitano nè marinai.
Eppure la mia isola era vicina
la potevo vedere , quasi toccare
mi chiedo poi se non fosse
un'altro miraggio della mia mente
che si diverte a regalarmi attimi di felicità
perchè sia più triste il risveglio
col solo scopo di torturarmi
e costringermi a scrivere versi che non voglio.
L'uomo si nutre di dolore
è un morboso piacere
sembra pervaso
da una spasmodica agonia
che trova l'apice
in pianti e urla
quasi a costringersi
in uno spettacolo
ridicolo di lacrime
come se per sentirsi vivo
si debba uniti
cerimoniare la morte
ma è dolore
non lo sentite
ha bisogno di silenzio
il dolore
non capisco ...
invano provo
ma non capisco ...
Dove sono le parole
ora che ci sono io
quelle bastarde
amano giocare
con le mie convinzioni
quando credi
di averle tue
si nascondono
tra i pensieri
e non le trovi più
ma io lo so
che quando
vogliono
sanno tradire
per poi sorprenderti
e venire allo scoperto
solo per sbalordire
è così che fanno
all'improvviso
si trasformano
in poesie
a chiave
del tuo sentire.
Mi vidi volar, com’angelo che sopra l’immenso sale,
planar, volteggiar, fiero com’aquila reale.
Mi sentii libero de’ pensieri d’ogni giorno
e desiderar di vivere quel viaggio, senza ritorno.
D’un tratto l’improvviso sussulto, un vuoto e una caduta
sentii e il mio cor in gola per la ripida discesa,
vidi la Terra tanto piccola, subito poi cresciuta:
angosciai di finir rovinosamente sull’ampia distesa!
Fu sogno, tanto bello, rivelatosi oltremodo spaventoso,
che sol la mente avea dentro sé creato!
Fece sì che al mio risveglio, parecchio affannoso
nel letto ondulante, mi ritrovai disorientato.
Un sospiro di sollievo tirai e il mio cor sentii risollevato!







