Significato non scorgo in una parola sì tragica,
un termine che assai riflette l’immensità dell’universo,
fin quando non è, possibile non è la sua spiegazione.
Lei giunge allor se causa di essa fu cosa drammatica
ma se l’ora giunta non è, l’epilogo tradiscesi diverso.
Di caso in caso, d’essa, tra noi vivi, non si trova interpretazione.
Soltanto se è destino o purtroppo tragico è l’evento,
costretti siamo a lei pensare con triste tormento
e si deve con essa far presentazione e, in un momento,
eccola, ci preleva e ci conduce da Lui nel firmamento!
Modo non trovo e di ciò mi ritengo fortunato
di trovare in lei un’amica pel nuovo mondo
perché, com’io credo che esiste l’aldilà,
terror mi affligge quando a lei penso con tanta ansietà.
Quand’eccola d’improvviso, nel momento meno appropriato,
fosse lei solo una musa e non un funesto evento!
Giunge, ti prende e ti porta, ma non lo fa per molte volte,
perché lo fa una, determinante e cruenta: la chiaman tutti "morte"!
Ci hanno
generati, nutriti e cresciuti.
Educati all’amore e al rispetto
ignorando la scommessa
del futuro
Genitori nella vita
talvolta assenti
nello scorrere del tempo
Un capitolo che si chiude
un altro si riapre.
La vita avanza, si diventa anziani
“ peso morto”
espressione che è un insulto
Vivono di vecchi ricordi
di ingiuste guerre
di dolorose perdite
di amare delusioni
di giovanili amori
Finchè in loro
riflette una luce
vivono
Curvi sul corpo
con sorrisi spenti
tendono mani tremanti
a voler toccare
i nostri cuori.
Bambini smarriti
che chiedono in cambio
un abbraccio
da chi deve loro tanto.
Sogni e speranze
filtrano svanendo,
fra fiochi spiragli
di vento e vapore
e alla deriva nel cielo
ondeggiano lenti ,
lontano dal sole .
Così da sempre,
fra prati di stelle,
l'orsa maggiore
ogni notte attende,
che gendarmi e poeti
in una sol illusione
si confondan mansueti
e se dal giogo sente
che il suo carro è pieno ,
allora lenta se ne va
per un altro cielo.
V'è poi un orsa
dal carro minore,
dei vinti e dei vili
che in vita han pagato
per i grandi e i superbi
l'imposto tributo,
dal tempo e il destino
ed un padrone Creato,
ma procede l'auriga
di passo opposto e veloce
per un cielo lontano
ed un viaggio atroce .
Destini opposti
la vita impone
e invidiosa la morte
ripete l'errore.
un'ombra
in movimento
cammina
vivendo
di colpo
nel ventre
del suo amplesso
pericoloso
che non fà mai estate
trasformandosi
nel randagio
che è
bisbigliando
rodendosi dentro
sul letto di crimini
commessi
inesorabili
per quell'aspetto
che un criminale sempre resterà
anche se basta dirà
alle mani assassine
Quanti addii in una vita
tanti quanti sono i cari
una ruota ripete il giro
la morte chiede dolore
porta la lacrima con sè
... un bacio alla memoria
e il ricordo che vive
in una foto con sorriso
di una vita ormai finita
resta tra le mani chiuse
una preghiera allontanata
da un cuore sfinito dal male
irriconoscente al richiamo
di chi resta suo malgrado.
C’è quel qualcosa
che non conosce barriere di tempo
Né sole né nubi
né il bello o il suo opposto
Quel qualcosa che stravolge e sconvolge
Annulla in un attimo tutto
Quel qualcosa
di cui ci chiediamo da sempre il perché
E ci trasforma nel vuoto
nel niente da cui venivamo
Lascia il pianto e momentanei ricordi
Non c’è mente o pensiero
che la sappia accettare o capire
Extrema ratio
la si può solo desiderare
quando svanisce la voglia di vita
Parlar d'amore
fa bene al cuore
quando sei triste
con lei lontana
sogni d'amore
tutte le notti
rigirandoti dentro il letto
spicchi di luna
riflettono il viso
vedo una luce
è il suo sorriso
Amore guarda
il sole è vicino
svelami il segreto
prima che io vada
son solo un sogno.
O realtà
dimmelo adesso
smetti un istante di aver paura
io sono vero
non da inventare.
Metti la mano
qui nel petto
senti...E’ il cuore
batte davvero.
Spezzo legami d'odio
e mi avvicino alla luce
nessun motivo mi riporta indietro
lì dove si è seduto il mio cuore
ad aspettare che il tempo muoia
... sono stanca di dimenticare
quel vuoto di libero arbitrio
chiedo perdono al dolore
e lascio che l'amore pianga
le coincidenze della vita
sono scritte nella sabbia
e il vento del destino si diverte
a cancellarne le orme
non merito il vuoto
riportami a casa ...
Intaglio i miei versi su pagine spiate
con lama rovente di sanguinante inchiostro
sospiri di poesia disegnano spartiti per un pianoforte
lasciato agonizzare dimenticato in fondo al mare
mentre in cielo un gabbiano danza in libertà
... e si fa beffa di un mondo lasciato a piedi
tremante di brividi per il freddo inverno
mi ricorda che la vita resta sospesa nella morte
dove abbraccia un grande silenzio bianco
illuminato dalla candela di un Natale trascorso
senza porre resistenze a un orologio svuotato di ore
chiudo la porta a chiave ai recalcitranti ricordi
e spengo l'ispirazione ribelle a una memoria restia
scartando immagini di un'anima assopita.
In punta di piedi cammino con il sole nel cuore
stringo forte quella nostalgia che cresce piano
e fiorisce nella primavera di un'anima aperta
all'ascolto delle storie di un passato caro
... mentre i ricordi piangono e sommergono
come l'alta marea la barriera corallina
proteggendola dal tempo e dall'usura
sento la tua carezza sul mio cuore
sordo al richiamo di una infanzia felice
di una bimba cresciuto stretta al petto dell'amore
mi nutro si sensazioni per non cambiare
per la paura di non riuscire più a vedere
tutto l'amore che mi hai insegnato e che so di avere.
Vola un gabbiano sopra il mare nero
il mio pensiero incurante naviga felice
imbarca acqua ma sembra non importare
affogherà e svanirà inghiottito dalle paure
... la luna grande e chiara come una caramella
segna la strada alla ritrovata serenità
bella la vita anche da naufraghi morenti
aggrappati ad essa come a un'ancora di emozioni
abbandonati gli ormeggi in un porto sicuro
mi lascio cullare dalle onde dei rimpianti
l'amore per il sogno mi addormenta il dolore
lo accarezza trasportandomi in un cielo di stelle
ne afferro una come un'aquilone e mi metto a volare.
che aspetta il tempo di trasformarsi in farfalla
in attesa di un alito di vento che apra le sue ali alla vita
così io protetta dalla mia poesia dove mi abbandono
a versi immortali nella vanità di un sogno
... illusione di un'attesa vitale che divora
attimi di eterno in un mondo buio e vuoto
morbido involucro che proteggi i sogni dalla realtà
amplifica i suoni dell' intensa armonia della parola
donata come ancora di salvezza a cuori affamati di miti
senza paura di sprecare una vana esistenza
schiudi il cuore alla bellezza della lacrima divina.
Accendi una luce nel buio dei pensieri
coccola dolcemente l'emozione di vedere
riscalda quei momenti col fuoco dell'amore
stringi forte i brividi di infinita felicità
lascia andare le malinconie chiuse nel cuore
assapora la leggerezza di respirare a pieni polmoni
senza pensare come una farfalla in primavera
corri nel mondo come una lince abbattendo la paura
urla il tuo nome perchè gli angeli possano sentire
squarcia l'immenso cosmico con le mani
e afferra l'attimo che non conosce ritorno
danza a piedi scalzi su piume di libertà
dai un bacio all'addio nell'attesa di Dio.
Elegante ondeggi dignitoso animale
timoroso e diffidente di natura
concedi fiducia come un re con il suddito
non conosci la parola chiedere
attendi seduto padrone del tempo
la tua maestosa dignità parla da sola
non ti concedi se non quando lo decidi
socchiudi gli occhi per dire ti amo
e fai le fusa perchè la felicità abbia un suono
veloce e atletico giochi con la vita
degli uomini sei riservato e affezionato bene.
Occhi disabitati guardano quest'oceano di vuoto
sono solo porte che danno sul nulla
le chiavi smarrite in viaggi senza mete
sono oltre i confini di una mente
che urla in un silenzio senza parole
leggero va il cuore come scirocco sul mare
trasporta scialuppe di illusioni e disincanti
per poi precipitare nel buio frantumandosi.





