Come il mare in burrasca
dall’onde tormentato,
sale dentro me la rabbia
d’esser impotente
a cotanta violenza smisurata,
mi sveglio di soprassalto e m’accorgo
che dentro me non v’è nessuna certezza.
rattristato e incupito
preparo la mia coscienza
a giudizi senza freno,
reclamando vendetta verso chi
con mano infame uccide e spegne
le piccole fiammelle
ma la vendetta,
potrà mai lenire il forte dolore
dell’io smisurato che mi avvolge ?
ricordar soltanto mi rimane
e cercar nell’oblio
l’inutile conforto
che un cor pieno di rabbia
mai riuscirà a restituire il maltolto.
Ripenso spesso a quelle tue bandiere
rosse di vita, al sole sventolanti.
Profumate come profuma la tua gente
che prende l'aspro dell'aria dei tuoi luoghi,
degli animali, della frutta fresca,
del mondo del lavoro che si desta
in un'Italia lontana, troppi anni...
da troppi anni ormai dimenticata
oltre i confini dell'intelligenza.
Caro Pier Paolo,
vorrei poterti a volte raccontare...
darti in pasto ai miei figli come cibo,
un nutrimento alto, necessario
anche soltanto per apprezzarne il gusto.
Vorrei potergli dare una bandiera
o anche solo fargliela vedere,
offrire a loro il tuo stesso sogno
ed il tuo amore per il suo colore.
Le mie bandiere, più nuove di trent'anni,
le sento in mano, le vedo sventolare
adesso e qui, adesso come allora.
Le rosse bandiere di giovane operaio
di fabbriche occupate, degli odori
di quando in mille andavamo a mensa.
Sono le rosse bandiere dello studio
dell'università, del sessantotto
della mia libertà, dell'arroganza,
del primo sesso, della mia '600.
Io di campagna...
portavo in giro una bandiera rossa
per il Vietnam, Fidel, il grande Cile
e soprattutto per i miei vent'anni.
Contro Governi che ci han macchiato
contro Governi che ci han segnato.
Quelle bandiere a cui mi son legato
erano giovinezza, erano ansie
erano me, un noi, il mio futuro.
quel rosso di bandiere impolverate,
vantate con onore e consumate
contro le stragi, lungo un'esperienza
che troppo presto si è dimenticata.
L'ultima volta era un funerale
in una Roma tutta imbandierata,
portavo il mio saluto a un uomo onesto
lui Sardo, io di campagna
le tue “belle bandiere”
e tanta gente intorno.
Scritti così sembrano ricordi
ricordi di un nostalgico invecchiato,
Scritti così sembrano rimpianti
di un uomo che guarda indietro
rivolto sempre verso il suo passato.
Niente ricordi e nessun passato
solo il colore rosso preferito
solo il colore rosso rispettato.
Solo emozioni sul bene che ti voglio.
Solo emozioni per la tua lezione.
E non amarmi
con le sole mani
mentre giaci sul velluto del mio ventre
e poi scivoli sul pericolo dei miei fianchi.
Vorrei legarti al mio pensiero
vederti schiavo d'ogni mia parola
vorrei incidere il mio nome sul tuo petto
e marchiarlo a fuoco
sul tuo cuore sanguinante
per quelle volte chè l'hai ferito
per ogni lacrima che ho versato
e non mi basta il tuo respiro
voglio strapparti l'amore dalla bocca
saperti schiavo eppure libero
mentre percorri il mio profilo con le dita
ed incontri le mie labbra arrese
accarezzando i miei capelli
senza stancarti
e senza capire
che li..
sarai perduto.
Seduto rimango in riva al mar, con la mia amata ad aspettar
l’alba che si deve tra qualche istante manifestar.
La dolce brezza sento carezzar il mio viso
mentre nel buio scorgo il definir del suo sorriso
raggiante come il luminoso brillar delle stelle
che indiscrete e maliziose esploran la sua pelle.
Un raggio di sol, nel mentre, giunge timidamente
quando il battito d’ali d’un gabbiano che plana dolcemente
richiama il nostro sguardo proprio simultaneamente
al t’amo che le dichiaro sì ardentemente.
Quel raggio poco a poco fa al creato capolino
e il rossore di quell’astro pare tanto vicino
a’ due innamorati che esploran meravigliati
l’incanto della natura, immobilmente abbracciati.
Il sole finalmente a far vedere riesce
la sua imponenza e la sua mole mentre pian piano nasce.
A vista d’occhio poi egli sorge e com’un gigante buono appare,
a noi che gli diam il benvenuto col nostro amor,
ringraziandolo per questo nuovo splendido
dì
fatto di noi la tenerezza e della sua massa il calor.il vuoto prende il sopravvento
e inizia a tremare la terra
tra dissolti silenzi
nell'inganno
delle correnti
dell'ultima illusione
sgomenta
carovana assetata
d'ingiustizia
albero nudo
tagliato
annullando promesse
nel pessimismo
non agiato
malinconico volo
corroso
di mobile affanno
dello strano destin
inclinato nell'onda
che sovrasta
l'essenza
di magici
miraggi
È un solco esile, il sorriso
che varca il sospiro
come, una pupa in cerca di luce
nel passo fertile della vita.
È un balsamo, il sorriso
avido solo d’amore,
smorzando, le pene del cuore,
vibrante a ogni lusinga.
Offre pace e perdono, il sorriso
anche, mentre diluvia
e scorre fiele, nelle vene
riversando barbagli, nella notte.
Per questo, ti regalo un sorriso
Senza sipario né applausi
così tutto inizia
e protagonista recito
il mio misero copione.
Divertito ride il pubblico,
felice ne è il regista
e ignaro continuo
la mia parte,
di abile buffone.
Poi qualcosa succede ,
la scena si spezza ,
ed ecco ,
ecco ,
io,
io,
io,
ma il pubblico fischia ,
si chinano i riflettori
e dietro le quinte
già pronta,
la sorte attende .
Così sconfitto ,
scompaio
dietro il sipario,
che cala
sull'atto primo
e senza una parte
seduto attendo ,
da spettatore ,
il mio lieto fine.
A metà esce dal paradiso
un volto malato da pianeta metallico
con violette nere che invadono la notte,
una madrepora
senza occhi.
Ci rivedremo se in preda all'artificio
una sera saremo perduti,
nell'imbuto dei veleni,
per dirla così,
senza spiegare troppo.
(2012)
La poesia, di rigore, è una narrazione,
e si può con essa comporre anche una canzone,
quando piove, può riferirsi al tempo
oppur, se l’attualità l’ispira e se propizio è il momento,
essa può rivelar sentimenti che l’autore vive dentro.
Un evento particolar la può ispirare
e se quella davanti è una persona importante,
alla sua vita si può anche dedicare.
Un battito d’ali, una foglia al vento
e della nuova rima è arrivato il momento!
nell'animo arriva un’emozione più forte di prima?
Or è il momento di scriver una poesia in rima.
Ciò che la vita propone a noi poeti in erba
viene da lei tradotto in versi, che gli attimi poi uniscon
in rime baciate o alternate o se l’argomento lo chiede fermamente,
con rime incrociate o incatenate si ostenta differentemente.
Ogni poeta, per scriver in versi, della vita segue la scia.
Nel club de’ poeti ne esiston numerosi e ognuno, comunque sia,
si cimenta, componendo e proponendo ogni giorno una sua poesia.Poi dopo un lungo silenzio
lei mi parlò,
la voce era dolcissima
mi guardava...
Con quegli occhi tenerissimi.
Io non capivo più niente
perdendomi
nell'oblio della sua mente
la guardavo
come un bimbo curioso,
fremevo dalla voglia,
era come aprire un bel regalo.
Viaggiavo fra le nuvole,
mille pensieri mi attraversavano la mente.
Dio mio...
Che cosa sarei senza di lei.
Nell'aria galleggi
fra le onde librando,
stretta e sospesa
in uno slancio stanco ,
finché ingorda la mano
sul palmo non sente,
prossimo lo scorrer
dell'onda che arriva ,
allor getti e lasci
l'aria e la presa
e in un respiro nuovo
le dita stringi .
Anche se fosser
sol lampi o bagliori,
dal buio sapresti
a mezz'aria fuggire ,
come una scimmia sospesa
a drappi di luce .
in moto perpetuo
l'ultimo giorno dell'anno
vestita a festa
aspettando l'avvento
del nuovo
tra gente sorridente
piatti succulenti
brindisi,
la musica investe l'aria
come un uragano,
Ecco è quasi mezzanotte
sorda al rumore
a me intorno
sento il tuo respiro
affannoso e stanco,
il tichettio delle macchine,
prolungamento del tuo corpo
nell'asettica camera bianca
L'anno sta morendo
ti porta via con se
piange il mio cuore
e impotente ti guardo,
stringo la mano grande e forte
che fu un giorno
voglio trasmetterti
tutto il mio amore fino alla fine
Stille dagli occhi
il trucco si scioglie
sollevo lo sguardo
e tu sei li
si apre il sorriso sul tuo bel viso
alzi il bicchiere
brindiamo insieme....
Ovunque tu sia
buon anno papà







