Metto a tacere la mente
una lingua a me sconosciuta
fa domande incomprensibili
e si aspetta risposte magari
Aspetto che vada via rapita
da versi di poeti o musica
ecco ora me ne approfitto
per rovistare nelle sue tasche
e cercare i pochi sogni rimasti
per rivenderli agli ingenui
comprare un sogno nuovo
tutto mio al riparo dai sicari
lo nascondo in fondo al cuore
chiudo la porta e inizio a sognare...
Afferrà quell'angelo che sta volando
ferma la bestia su ruote che uccide
sopra le strisce bugiarde della morte
stringi in cuore quel bimbo innocente
felice per il giocattolo appena visto
Dai pace al dolore di due genitori sopravvissuti
al loro piccolo miracolo dal destino ingiusto
Ferma la mano alle spedizioni punitive di italiani
che innalzano la bandiera di una violenza d'altri tempi
contro il diverso creduto colpevole e umiliato
privato, senza diritto di replica, di quel poco che ha...
Cosa resta di questo Natale !?
Riscatta quell'uomo dalle rughe che pesano
con occhi stanchi e la fame che brucia
costretto a rubare per mangiare
degradato della sua dignità venduta in tv
Cosa resta di questo Natale !?
Cosa ....
Ho visto innalzare un ponte alla memoria
ho visto navigare gli oceAni sulle punte dell'anima
ho visto annullare tempo e spazio per un amore infranto
ho visto piangere senza lacrime e urlare senza voce
ho visto vincere draghi e fate in un mondo antico
ho visto vivere un mondo di emozioni eterne
ho visto ricordare lo strazio di un amore finito
ho visto ricreare un mondo senza l'oggi nè il domani
ho visto tutto questo senza fare un passo...
solo leggendo una poesia scritta da un poeta.
Accorderei i tasti di un cuore muto
per comporre silenti melodie d'amore
farei vibrare arpe e violini
in un concerto notturno di anime
per far sognare una musica celestiale
dove immaginarsi ai piedi di un trono di note
con colonne sonore come sudditi irriverenti
e riuscire a riempire la tristezza dei giorni a venire
con sottofondo di voci armoniose
in un coro di astrali armonie
un mondo di sola musica che faccia tacere
queste urla strazianti di un'umanità in agonia.
Un vento forte impetuoso trascina foglie autunnali
gela i prati e addormenta le menti...
gli animali intimoridi cercano riparo
angosciante suono è l'ululare dell'aria ...
ascolto in silenzio la potenza della natura
che indifferente alle sue creature urla
fa paura ad un cuore dietro la finestra
che guarda fuori in cerca di memorie
assonnata chiudo gli occhi alla mente
riaccendo il fuoco salvifico alla penna
che scrive le sue strofe senza gambe
non sapendo dove andare per arrivare
quando all'improvviso il ciel trafitto da una saetta
lo vedo roteare e in un vortice di pioggia lacrimare
è questo dunque il tuo urlo di gloria terra madre
e a noi tuoi figli inerti non rimane che guardare.
Necessita ago e filo ricucire
gli strappi di un'anima vagabonda
un mendicante a... mano tesa
indifferente alla pietà di chi guarda
ferma il vostro cuore a guardare
la povertà del suo orgoglio
mentre dal cielo scendono lacrime
a bagnare il suo sguardo fuori
sulla pelle di un mondo addobato
che si prepara al Natale
testimone della sua incapacità
a festeggiare tra l'indifferenza
e l'apatia di un passante distratto
con al posto del cuore
una carta di credito pronta a comprare.
Il Natale insegna ...
il bene che fai agli altri è bene che fai a te stesso.
Culla il cuor mio questo languido amore
in una ninna nanna fatta di malinconia
viaggia in alto fino a un te lontano
per toccare una felicità perduta lungo la via
e non voler sapere di ritornare
per abbandonare il viaggio verso un sogno vitale
ostile allo spietato risveglio
di chi mi vuole vedere rassegnata
qui ripiegata nell'ascolto di questa melodia a me dedicata
incisa in me come una croce arroventata
mi rifugio nell'amor tuo come eterno fuoco
al quale scaldo le mie carni mortali
sotto la brace una preghiera ... invoco.
Immobile penso alla bellezza della vita
la leggiadria impercettibile di una farfalla
il profumo delicato di un fiore
lo sguardo innocente di un bimbo
l'abbraccio sincero di un amico
in fondo all'anima assetata d'amore
si adagia improvvisa la felicità
e scava solchi profondi e fertili
in un cuore aperto alla percezione
in attesa che si compia il miracolo
della primavera della vita
allontanando il freddo di un inverno
che congela mente e corpo
in un'attesa senza fine e senza tempo
protendo l'anima mia all'illuminazione.
Ondeggio come una barca su un mare calmo
riscaldata dal sole del mio cuore
sulle onde dei teneri sospiri
in lontananza la musica di un violino
le cui corde vibrano d'amore
eternamente la stessa melodia
annego dolcemente in queste acque
perduta nel ricordo dei tuoi occhi
mi ritrovo aggrappata alle scogliere
di una poesia scritta in fondo all'anima.
Voltare le spalle... come è giusto che sia
allontanarsi e sentire una fitta indescrivibile
come un vuoto incolmabile
capire che il cuore è rimasto lì
e sapere di non poterlo riavere ...
per farlo bisognerebbe tornare...
non resta che rinunciare e vivere senza
con il passare degli anni ...
si continua a vagare per strade note
in cerca di quel cuore arreso
tra felicità invidiate e sorrisi appagati...
cogliere una rosa e accarezzare un gatto
per tentare di riempire di tenerezza quel vuoto
un'anima assetata e affamata di emozioni
seduta ad una tavola vuota
nel buio di un pianto muto ...
Sapessi quanto tempo t’aspettavo,
solo e pensieroso in questo mondo silenzioso
fatto di vedute con lo sfondo corroso
senza che ciò m’avesse mai dal tuo pensiero allontanato.
Or che a me davanti tu sei giunta fiera
con la tua beltà, per la mia mente inebriante
felice son della vita, che mi regalò questa chimera
e se sol, fossi qui, per un istante
perduto, ritroverei il mio cammino.
Sapessi da quanto tempo te bramavo!
Ne’ sogni miei tu sempre m’apparivi
ma quando t’allontanavi e io, flebilmente, ti chiamavo,
voltandoti a me diretta, teneramente il cor m’aprivi.
Sei tu quel sogno che d’altro onde mi stregasti
come fata buona, m’innamorasti
e, portandomi teco teneramente nel tuo cor,
tu mi offristi la tua vita e io conobbi il vero amor!
Noi, piccola processione
ancora incredula
per labirinti bui e inanimati
gelo nel cuore
vuoto nei pensieri.
Tutto è irreale.
Solo i nostri passi
risonanti come un'eco di tristezza
disturbano
il rumore del silenzio.
E si affrettano a portarci fuori
quasi potesse cancellar la pena
l'aria fredda di quest'assurda notte.
Il dolore
per il distacco estremo
verrà più tardi
quando saremo soli.
Per ora, si avverte in noi
quasi un sollievo
riflesso di quello
letto sul suo volto.
Per una lunga sofferenza
ormai finita
per un'angoscia
che più non proveremo
varcando
quella maledetta porta.
Corri ragazzo spericolato
la moto, un rombo
che intona la vita
dai ragazzo!
Un’ultima sgasata
vincerai la corsa
sarai il migliore
lassù... In alto sul podio
caro ragazzo...
La tua ultima corsa
nemmeno pensavi
come andava a finire
adesso quel podio
che tanto sognavi.
È su nel cielo
non te lo porteranno via.
e mi lascia senza fiato
guardandomi negli occhi
in un bacio travolgente
come se fosse la prima volta
che ci siamo baciati
nell'ombra di un pomeriggio
invernale
nei tuoi, nei miei segreti
che sapevamo io e te
nelle nostre lunghe passeggiate
tenendoci per mano
liberi
respirando
aria
pulita
nella quiete
sempre cercata
e trovata
sussurrando
ti amo
tra le mura della sera
nei meandri del cuore
appeso a un delicato profumo
inebriato di te
che mi cerca
su queste altre finestre
nuove, con altri colori
di vite segrete
appoggiate al silenzio
abbandoni giustificati
dove finivano le voci
in stanza solitaria
di occhi
che sfidavano
l'inverno



