Se solo non ti amassi
come ti amo
non leggeresti le parole
dell'amore che forte
ti scuotono.
Se non ti amassi
aspetteresti in silenzio
un battito lontano
con la tristezza sul viso
e non guarderesti il sole
non aspetteresti l'alba
delle tue mattine
tutto rimarrebbe un sogno
solo un triste sogno!
Inutilmente
si vanno stringendo
nei pugni stretti garanzie.
Inutilmente si vive
ipotizzando un mondo
a misura personale,
immutabile,
che non sgarri dal percorso
solito e amaro,
di consuetudini pietrificate.
E si muore,
non correndo il rischio
del non conosciuto,
del non già fatto,
di ore diverse e strane
che non si susseguono
una all'altra uguali.
E si muore,
per un “io” immobile
al quale si vieta
mutarsi in “noi”,
quando il plurale
diventa obbligo
necessario e indifferibile.
E si muore,
quando il piangersi addosso
diventa accusa
per l'incomprensione di altri,
che dovrebbero
sostituirci nelle nostre
responsabilità e,
al nostro posto,
farsi soggetto e guida
per permetterci di guadare
acque che preferiamo
stagnanti, paludose,
perfino maleodoranti
purché sicure.
E si muore
quando la rinuncia
diventa filosofia di vita,
da esportare come insegnamento,
quasi imposizione,
per i nostri eredi
che niente hanno da imparare
salvo il come ed il quando
dello scarso uso
di un dono meraviglioso
e misterioso come la vita,
che si preferisce
pensare come solo tempo
da trascorrere in attesa.
Quando proprio l'attesa
è il luogo mentale
meno adatto e meno decente
nel quale vivere.
Eppure abbiamo menti
capaci di costruire
o evitare abissi
e di elevarsi
oltre ogni misura
e circostanza
menti e nobiltà di specie
che usiamo invece
solo per fare gli stessi errori
e agire ripetitivi comportamenti.
Arrivo a te
col cuore innamorato
come i primi giorni
di noi
Il fuggire degli anni
sbiadito ha i contorni
fisici, visibili...
ma l'amore no
intonso forte
caldo come l'estate
intimo come l'autunno
Invecchiare con te
godere del tramonto della vita
seduti su un vecchio dondolo
mano nella mano,
scorrere l'album del percorso vissuto
finchè morirà
l'ultimo tramontoL'
Tutte le notti
mi appare in sogno
una stradina
stretta e incantata
da tutti chiamata
via dell'amore
ci passano sempre
vecchi donne bambini
e tante coppiette d'innamorati
in fondo alla via
c'è una piazzetta
dove c'è in mezzo una fontanella
piena di mille
desideri e speranze
con monetine che ci buttano dentro
io in questo sogno
ci metto il cuore
quante monete ci butto dentro
chiedendo sempre il vero amore
via dell'amore
è solo un sogno
ma io non mi arrendo
la sto ancora cercando.
quel vociare di dubbi severi
non mi percuoteva
composta stavo
avanzando
come se non avessi sentito
pronunciare alcuna parola
temuta
in una figura che mi guidava
nelle tracce
d'insoliti sospetti
portati ad esaminare
nella quiete dell'estate
rifugiata nelle tenebre
della camera
che si confidava
tra le lenzuola
lasciate
per vedere il tramonto
del dubbio
che si abbandonò
nel silenzio
assoluto
Follia dell’umana specie,
disordini genetici di un albero
non più tanto sconosciuto.
Unità ereditaria
di un organismo animale vivente.
Frammenti di DNA
in modificazione,
espressività
di una nuova identità,
storia dell’evoluzione,
storia di noi.
ti ammiro
seguo i tuoi mutamenti
romantici
come sei tu
al battito
delle mie riflessioni
che camminano
nella mia fantasia
indorata di attese
ricordi
sfuggiti
scemati
nel tempo
infranto sui monti
visti
da non molto lontano
in quesiti
che non hanno un perchè
inseguito
e non preso
sfumato al tocco
di un capitolo
nuovo
di un poetar
dell'ora
che aspetta
la sera
armati di coraggio
scendi a valle
spalmata di calce
in tacite raffermi
all'apice di ingressi
noiosi
che sprizzano
vecchissima lezione
antico vascello
dal timone arrabbiato
della battuta scogliera
dei candidi percorsi
cullati
che tremolano
tra il biancheggiar
di giunchi piegati
al venticello
pungente
dell'avviarsi per cercar
un buco
nell'inseguire
la tua sopravvivenza
da ottenere
nel tuo impervio
desolato cammino
Fiato corto, cuore che batte,
emozione che affligge
all’orizzonte il nero si avvicina
mettendo paura.
Una tempesta in arrivo
spazza via gioie dolori emozioni
improvvisamente tutto diventa buio
nulla ha più un senso,
un nera marea di fango e sabbia
scivola via trascinando tante storie
e 36 vite.
Il silenzio assordante
copre le grida di dolore
e affonda nel buio la speranza,
angeli volati via
trascinati dalla nera signora
rapiti agli affetti
bagnati dalla pioggia e dalle lacrime
stelle che ora brillano e che emozionano
stelle che ci illuminano stelle che meritano
la quiete dopo la tempesta
una quiete che si chiama giustizia.
Passi leggeri
sento nel buio
ho paura.
Odore forte
di foglie marce
sotto i piedi...
sussuri lontani
della natura.
Grido di un uccello
smarrito...
Nebbia fitta
non vedo.
Un posto freddo
e strano.
in lontananza
un campanello
che si ostina
e continua
a suonare.
Resta
il macigno
di una porta chiusa...
bisogna andare
scappare.
Un pensiero vagante
che nell' istante
congela nella solitudine.
Fuliggine nera
come inchiostro indelebile
prende forma
nella mia coscienza...
di un qualcosa
che mai se ne era andato
passi sempre piu veloci
passi che mi seguono...
è il mio passato.
Incedi con fierezza parola in versi
diventa farfalla poesia e vibra altera
dai voce a cuori dislessici ed emarginati
e tenerezza a chi legge con occhi famelici
abita questo deserto di solitudine
abbraccia anime assetate di dolcezza
avvolgi il cuore con rime d'amore
trasforma in ali pensieri inconfessati
svela amanti derubati dal destino
urla la tua forza cosmica all'uomo
sii redenzione cara poesia in un mondo sordo
muto e cieco all'incanto della tua grazia.
angoli di strade avvolti dal buio delle sere
rotti dai passi avvolti in marciapiedi freddi
dove carni bianche, nere, gialle
sfoggiano come fossero banconi di macellerie umane.
silenziose grida provengono da sguardi per finta seducenti
labbra disegnate di rosso
in cuori e anime nere di solitudine
rosea, fresca pelle, convertita in punto di incontro
per voglie represse
cantici d' amori finti
perversi pensieri lasciati di volta in volta scolpiti nell'anima
segno indelebile
nelle donne usate.








