inutili sono le mie parole
inutili sono i miei pensieri
corrono corrono sensa in'idea e un perché
la mente ragiona, ma nulla connette
mi sento chiuso nel fango
fra coloro che con prepotenza vogliono vivere
e quelli che non hanno di che vivere....ahime! non so che fare...
tutto ciò che dico è inutile come questa poesia
che trova in ognuno di noi un cuore arido e corrotto ma
ma con tanta voglia d'amare e di amore
Vogliamo correre, correre... ma dove
quale è la strada che ha senso!
quale è la giusta via!
la via è un simbolo scolpito nel nostro cuore
reso poi cieco dall'orgoglio ...oppure...
divisi siamo: uno contro l'altro
tutto appare delusione, persino tu uomo
che corri inutilmente ponendo fine alle tue ambizioni
come pure affranto e deluso poni fine alla tua esistenza
....ora a che serve poetare o gridare luce alla luce
all'alba, al tramonto, al sole all'amore ....
quando trucidare la natura e il prossimo
è gioia di questi tempi..... dove pudore rispetto
hanno perso il suo valore......e il sole la sua luce
e la poesia le sue .......note
LUNEDÌ, 21 FEBBRAIO 2011
Soave melodia riporti a casa quella strana malinconia
di un velluto rosso disteso in un cuore divenuto cattedrale
dove pregare un dio senza amore avvolta in un dolore sacro
smetto di parlare nella penombra di candele accese
immolata alla speranza perduta di ritrovare la ragione
catacombe di memorie sotterrate dal tempo
dolce solitudine di un vuoto annegato nella carne
eppure sentire ancora una strana magia
nel pensare alla mia luce lungo le scale della vita
non si interrompe un viaggio senza motivo
nella baia dell'anima attracca la mia poesia
chiudo gli occhi alle parole e do voce al pianto.
dirsi solo addio
senza mai capire
di poter soffrire
E se fosse il cielo
a scrivere parole
direi a lei
milioni di pensieri
Se fossi solo
come in un deserto
parlerei col vento
per fermare il tempo
Come forte pioggia
tempesta dentro il cuore
questo desiderio
che mi affligge tanto
Se fosse facile
dire solo aspetto
non chiederei di lei
ogni momento...
Mi fermo a cercarti
tra gli odori della legna
arsa e dei camini,
tra le pagine di luce sperse
tra finestre chiuse, affacciate
sui vicoli antichi e deserti.
La voce delle pietre
che si affollano nel centro
risuona come un tonfo
inascoltato.
Perfino il sudore dei
campi e l'odore della paglia
sulla via del ritorno
è incolore e lontano.
Dove sono le grida dei bambini?
E le ciance delle donne,
e i cappelli dei vecchi
timorati di Dio?
Come gli antichi mestieri
che si accalcavano nei borghi
così il focolare tuo si spegne
svuotato degli amori
e le fatiche della gente.
Nell'aria una campana
scandisce il dolore
di un paese che si spegne.
Sostiamo distanti scrutando
il giorno che va via
divisi da questo buio, ciechi,
spogli di parole
senza l’ardire, di muovere le paure
con pugni in fondo al cuore
capaci solo a farci male
usando senza fine
frasi che non trovano posto
seguendo infinite ragioni
e stupide pretese
tra vecchi e nuovi orizzonti
con la paura di scendere
nel supplizio che ci attende
mai affrancati
da questo vincolo afoso
che ci opprime
E gli disse
aspetta...
Non avere fretta
voglio solo esser
un po più sicura
cominciò così
a spuntare il sole
dopo che la pioggia
bagnò il suo cortile.
E gli disse
amore...
L'erba del mio prato
morbido lenzuolo
per il nostro amore
vienimi a cercare
dove c'è la luna
vedi quella stella
la più luminosa
prova a immaginare
quanto può valere
vivere da stella
liberando il cuore.
E gli disse
amore...
Vienimi a cercare
sono solo a un passo
dalla prima luna
si alzò forte il vento
proprio in quel momento
e fu trasportato
verso il suo destino.
Dal camino spento ronzano
calabroni morti
nebbia di cunicoli
s’insinua al palato
Ma io resisto
attratta da un senso di finito
Irrinunciabile prova
imparare a pensare di sbieco
Sotto la veste un nodo
trattiene i muscoli
alla luce, dò segni di (ben)essere
per catarsi scenica
Del lieve crampo
non mi disturba il dolore
piuttosto un oscuro sbadiglio
manda in sabbia il muro di creta
Certezze espiatorie
in un falò
di fumo…
Un passerotto sbatte contro un vetro
una, due, tre volte ... fino a sanguinare
non curante del pericolo
in preda ad una frenesia di morte
sembra non avere più nessuna voglia di vivere
strana la natura come affronti la morte
senza resistenze sembra rassegnata
ma non è così ... è saggia nelle sue scelte
consapevole che c'è un inizio e una fine
accetta la realtà senza opporsi ...
con una impercettibile leggerezza dell'essere.
Gocce... di pietra perse nel tempo
cadute tra un passo e l'altro.
Massi ... di lacrime versate per
pagare le nostre emozioni.
Luna solitaria
trai dai miei pensieri parole
e scava su carta le mie
lacrime.
Lasciami scorrere in questo tempo
ascoltando il mio eco
sussurrato tra valli,
prenderò quel sorriso
che l'eco riporta
tra mille carezze
di essenze
nel vento.
Mi cingo golosamente del tuo amor
e d’esso nutro i miei sensi
com’ape fa col miel.
Tanto felice son di realizzar,
della vita, quel sì d’incanto sogno,
a te legato, oh dolce amor ché di te ho bisogno,
ché tu, ciò che bramavo, venisti ad avverar quel giorno.
Mi sfamo avidamente del tuo amor
come fosse esso il miel
di quell’ape, che per lavorar,
vola col nettare in cor per la Regina deliziar.
Reco nel mio cor pari appetenza
del tuo amor che di tutti i fior
fai traspirar profumo dell’essenza
e del cielo rifletti dolcemente co’ i tuoi occhi il color.
Infinitamente t’amo, oh mio mieloso amor!
mormora
conduce suoni
tramite
il respiro
di un tuono
che scalfisce
l'ombra
lunare
nel diletto
pensare
nella spinta
superiore
del mare
soffiata
da un venticello
di tramontana
nell'arcobaleno
sorridente
sopra i tetti
che invidiavo
e smettevo di fissare
Sviluppi, passaggi di stato, regressioni,
balzi del tempo, ancoraggi, fughe.
Decisivi episodi che sfuggono alla mente.
Fatti e vicende di cui non si ha coscienza.
Come fiume che viaggia sottoterra,
magari anche selvaggio, tracimante,
ma che non da segni di sé in superficie,
come altra vita che non si manifesta.
Eppure quel fiume, tutte quelle acque,
che scorrono in eterno movimento,
sono decisivi più di tutto il resto,
ti parlano con un linguaggio alternativo
come altra persona che vive nel tuo corpo,
la più sconosciuta, quella più distante,
un'altra persona a cui non dai risposta.
Altre strane e nobili esigenze trascurate.
Non esiste qualcosa che ti appartenga
più di quel fiume, più di quelle acque;
vivi immerso ma non te ne accorgi,
ti senti sempre asciutto, ma è tutto falso.
Non esistono in natura due fiumi uguali
- un po' come le impronte digitali -
non c'è definizione per quelle acque
il giudizio non vale, là nel profondo...
il bello e il brutto è di questo mondo.
Qualcuno dice di esserci arrivato,
di aver toccato e nuotato in quelle acque,
altri pensano che tutta quella roba sia l'inconscio.
Può darsi, io penso troppo, non miro ad arrivarci,
però ogni tanto sento degli spruzzi,
delle gocce che non sono solo acqua.
Mi capita (sempre) quando sono innamorato,
quando vedo delle parole scriversi su un foglio,
da quando vive con me un miracolo di donna;
anche stasera, quando ho preso per i capelli una poesia
che stava lottando contro la corrente,
per uscire fuori, farmi compagnia.
Fu un gesto nobile
non chiedersi perché
mentre un cuore pulsava
emozioni da inalare.
Fu un raggio di luce,
trapelare tra mille nubi,
mentre un uragano segnava
il confine tra il mondo
e noi.
Ma nulla poté fermare
i nostri teneri cuori
pulsare ancora emozioni
da riconciliare
il nostro amore.
Fu un lampo negli abissi della vita,
lasciando un’edera rampicante
sul corpo della natura
nutrendosi della nostra
linfa vitale.
Abbandonarsi,
perdere identità, legami e storia.
Lasciare che il pensiero spicchi il volo,
senza obiettivi,
senza indirizzarlo.
Lasciare che ritorni al conosciuto
oppure che vaghi
in luoghi originali senza tempo.
Solo pensiero
senza corpo e sangue,
senza matrici,
senza impedimenti.
Fuori da ogni singola memoria,
oltre me stesso,
oltre quel che sono.
Lasciare che da solo
si rinnovi,
lasciare a lui soltanto
le sue scelte.
Andare al dopo,
a dopo le emozioni,
far sì che lui da solo
compia il suo viaggio.
Lasciare che viaggiando
si trasformi
in sogno.
In qualcosa di più
di quel che sa,
di quello che conosce.
Sfiori i confini
di nuove fantasie,
nuovi misteri,
faccia nuovi incontri.
Scopra infine da solo
come ritornare
ad una libertà
diversa e nuova,
come arricchirsi,
tracciare ancora rotte.







