Parole come paradisi artificiali
o come inferni freddi,
delineano il confine fra il vero e il falso.
Elementi che non si legano
e sogni che si sovrappongono.
Apparizioni, sospiri di pace improvvisa,
poi di nuovo il vuoto, e il cancro,
e lo scorpione, e l'infinito.
Tutto questo nelle tinte cangianti
di quattro occhi, del mare,
di due anime che si cercano
che si trovano
che si perdono nelle spiagge
e nei budelli della Riviera,
nei bazar di una mente
che immagina
l'amore, i nostri angoli, il mondo.
Mi fa paura la vita,
è il vento che viene dal mare.
Il soffio di libertà, il bacio di mezzogiorno,
l'acqua che evapora e condensa.
Il ciclo delle occasioni.
L'estate. Il sale. L'Havana Club.
E noi.
Come panni stesi al sole,
noi lasciamo che la luce
ci passi attraverso.

Dentro di me
intorno a me
l'immenso
che profuma di te
di noi, dell'unione
dei nostri corpi
travolti dalla passione
Per le strade del mondo
l'immenso
di verdi alberi e
fiori multicolori
adornato
Dal canto degli uccelli
musicato
nell'immenso
l'impronta di Dio
In questa vastità
rattrista l'evidenza
di quanti esseri umani
si perdono,
intrappolati da false
insegne luminose
promesse sterili
di vita migliore
facilmente raggiungibile
e poi li trovi
per le vie, come tetto il cielo
come coltri cartoni umidi
Un dono è l'immenso
prendiamo quel che si può
non paga l'egoismo
ma la saggezza di godere
di ogni suo piccolo attimo
l'immenso inteso come vita
meravigliosa da vivere
ma molti spesso si perdono....
Si fondono nell’aria e tutto diventa scuro,
Suonano le sirene cadono le bombe
Ogni minuto trascorre nel profondo terrore,
Brandelli di pensiero che volano via,
Occhi smarriti e l’istinto che prevale,
tutti in maschera ad aspettar passivamente il finale.
Grappoli che cadono giu’ dal cielo
come gli acini dalla vite
ma non seminano la dolcezza,
bensì il gusto aspro del dolore.
La tragedia si diffonde,
spazza via case giochi e amori
lasciando spazio al calor bianco di un fuoco
spinto dal bestiale istinto della non ragione.
Scende il silenzio in una sera distratta
e cala il sipario nell’esistenza ormai distrutta
ecco, il finale è arrivato, giù la maschera
domani il nulla sarà realtà.
Ricordi di una notte magica,
di un tempo lontano,
quando, non pronto a prenderti,
ti ho immaginata prima,
ti ho avuta poi
e ti ho amata all’ombra
di un sogno
che, ancora oggi,
mi sembra impossibile.
Così impossibile
da offrire spiegazione
dell'infinito.
Come infinito
e completo
è il nostro amore.
Ho la pelle intinsa d'aria
di respiri, e di parole.
Tatuaggi quasi spenti
che bruciano ogni rumore
in una stanza affittata
a troppi sogni
e forse a un cuore.
E batte il sussurro dell'ago
in orgasmi di storie
che fanno da sfondo.
E batte il sussulto
del sasso sul fondo.
la mia amata penna
nel calamaio pensante,
perso nel labirinto della speranza...
Temo,
in futuro,
di finire
in un carcere isolante,
senza via d'uscita
da ogni bravata mal riuscita...
Minuti solchi
qua e là,
amiche sentinelle
a osservare
i miei crudi versi...
Enorme barriera
a dividermi dal pane quotidiano,
tenteran loro
d'arrampicarsi invano...
Uscirò pur io
come tanti altri:
io son uomo
che entra con la credenza
nel labirinto della speranza,
la porto nel saccoccio
e non esco
tagliando a forza
le antiche siepi...
io sono una comparsa.
Se esiste un copione
ne posseggo l’abbozzo.
Che cosa posso dirvi delle fiamme,
delle ustioni riportate da chi,
piangendo per il freddo,
ha seminato nella notte lacrime di ghiaccio
come lame a doppio taglio?
Se esiste la musica
che accompagna ogni avventura
e fa l’eroe immortale,
che dipinge anime sui muri
o le rinnova di colori...
Io non la sento...
Ascolto invece il freddo gemito di un vento
che ha smesso di soffiare le sue celebri orazioni...
Se esiste il canto della pace
le sue note sono morte
nel tonfo di un cadavere,
nella colomba mozzata da un colpo di machete.
Pellegrino,
getta a terra il tuo bastone,
lo sforzo è vano.
Và, torna a quel che chiami casa,
attendi nuova musica,
nuovo vento...
Preghiamo insieme per dormire.
Cerchi concentrici
in uno spazio infinito
si intrecciano
e non lasciano spazio alle parole.
I pensieri si imbrigliano,
fanno fatica ad uscire.
In tutto questo universo concentrico,
mi concentro e vedo te,
nell’eccentricità dei tuoi pensieri,
nel giro in tondo delle tue parole,
sussurrate al mio orecchio
e svelate ai miei occhi.
Il mio volto si alza
e i miei occhi incontrano i tuoi
in una circolarità verticale
che ci riempie
ma non ci completa.
Le tue mani si muovono
e con esse le braccia
a formare anch’esse
cerchi perfetti nel cielo.
Io alzo lo sguardo
e un falco feroce
mi prende i pensieri,
li stritola negli artigli
voraci di vita,
di passione e di freschezza,
perché anch’egli si stanca
e si turba in turbinii circolari
e il suo volo fa giri concentrici,
così come i miei pensieri
che si concentrano su
di te in maniera
sempre eccentricamente circolare.
I nostri cuori si toccano,
le nostre labbra si sfiorano,
le nostre lingue non si saziano di parole,
ma si divorano in una circolarità
orizzontale e verticale
che sazia gli spiriti
e il falco, appagato,
conclude il suo volo
e dall’alto ci osserva.
Prendila con passione,
falle sentire il tuo odore.
Strigila forte!
mentre le dici che l'ami.
tocca leggero i suoi seni
scendi pian piano
a piccoli morsi
gustando il calore del corpo.
Strigila forte!
Falle sentire l'odore del sesso
che bagna le labbra focose,
lei ti dirà
non fermarti!
con un respiro affannoso
stringendoti forte
gustando quel caldo sapore
che dà tanto amore.
E si formano bolle d'aria nella tua gola che non si fanno respirare, forse serve un bambino che le rincorra e le faccia scoppiare.
C'era quell'ombra perenne che non si scioglieva neanche con il sole. Cadeva a fiocchi nelle pozzanghere, ma quando si fermava rifletteva il cielo che non mancava all'appuntamento.
Ho concluso in un respiro il ragionamento di una vita, persa dietro un calendario che mostrava la sconfitta di vincere. Persa in qualche numero sparso che qualcuno ci ha incollato addosso. Ed è rimasta più di una cifra a dar profumo al mio sudore.
Perdo i confini del mondo cercando l'inizio di una corsa che se non finisce non ha ragione di avere un punto di partenza. Ma dobbiamo trovare un muro per poter dire che li c'è una casa. E mi abito dentro stanze che non sembrano voler funzionare saltando la canzone che ci piacerebbe sentire.
Sono le parole ora che scrivono me ciucciando l'inchiostro dalle mie vene.
E' sbagliato anche avere un foglio bianco e poterlo colorare solo di segni che non hanno gusto né sentono dolore.

… Pensiero folle...
Pensiero folle
Desiderio di perdersi
Senza ansie
Senza timori
Senza paure
Di essere giudicati
Interpretati
Avendo il modo
Di esprimersi e
Far esprimere
L'incondizionata passione
Dell'amore
Sempre tenuta nascosta
Nel più lontano cassetto
Dell'anima
Mai lasciata libera
Chiudendosi nel nulla
Quotidiano
Lasciando niente
Alla spontaneità
Ma
Tutto nel banale
Scontato
Lasciandosi inghiottire
Nel buio vortice
Dell'apatia
Relegando quel
Pensiero folle
Nella pura fantasia
Unica fonte di vita
Dell'anima
“…Oh, totus floreo,
iam amore virginali totus ardeo
novus amor est quo pereo…” (Carl Orff)
Due occhi stupiti
increduli
cercano conferme
Sapore di ragazzina
e inattesa lacrima
miele sulle labbra
Dita intrecciate
legano l’attimo
incidendolo nel cuore
Le bocche tacciono
ma gli sguardi
sono sufficienti parole
Stasera
cerco parole che offrano silenzio,
parole che proteggano l'attesa,
utili a cancellare i miei pensieri
il rivivere inutile
di ciò che è finito
e
non ha un senso.
Non cerco un sogno,
né una fantasia,
non voglio parole
che ho già detto o scritto,
né quelle che scatenano un ricordo.
Devo, voglio trovare
parole strane, nuove, dense,
da soffiare dalla bocca con il cuore
capaci di creare un meccanismo,
come una duratura bolla di sapone
che, assurdamente, voli nella notte,
cancelli i suoni, affievolisca il mondo,
renda leggero il peso che io sento.
Voglio dimenticare.
Chiudere il tempo
delle tue pretese,
aprire un tempo nuovo,
solitario.
Voglio la libertà che non ricordo
La corruzione
in partecipazione
lega le membra
che più non sembra.
Ed obbligato resti
insieme ai disonesti
come ladro onesto
sul fatto in cesto.
A quell’azienda
non piace la faccenda
che a mo’ di famiglia
l’ordine scompiglia.
h 6,40 5.4.2012 meteora

Il tempo defluisce impassibile
dove non so,
lasciando una scia di ricordi immortali
di fotografie sbiadite
a riposare in un album
custode geloso di giovani sorrisi
corpi sdraiati sulla sabbia calda
del sole
sui prati verdeggianti di
alpeggi montani
Se ne va celato
nei cerchi di fumo di una sigaretta
stretta tra le dita
dalle unghie vestite di smalto
a tratti scagliato
dal lavoro di mani stanche,
la pelle arricciata dall'evo
avanzato
Non resta altro da fare
che attendere nella desolata e umida
stazione
la vecchia locomotiva
per l'ultimo nostro viaggio quando
l'orologio del contratto a termine
cesserà di funzionare





