Sdraiata a letto
guardo il soffitto.
Mi alzo
e vado in cucina
prendo un coltello
da uno dei cassetti
e torno a stendermi
dov'ero prima.
Circondo ciò che ho preso
con entrambe le mani
poi lo appoggio sul cuore
e premo.
Non un rivolo di sangue
fuoriesce dal mio corpo
ma un fumo nero e denso
si spande lento e sinuoso
e piano piano mi svuoto.
Sento puzza di dolore
e sofferenza.
E' la mia anima
è sporca, lurida
l'ho impregnata di tutti i miei peccati
l'ho lacerata con le mie oscenità
e adesso fugge via da me
dalla ferita infertami.
Apro gli occhi.
Sono sveglia.
All'improvviso
sento tutta la stanchezza del mondo.
T’amo, come qualcosa che non so dire
Perché mi stringo al tuo sentire
Perché mi aleggio delle tue parole
T’amo, come qualcosa che non so ascoltare
Talmente è frastornante il suo rumore
Perché è forte il tuo sapore.
T’amo, come fossi di colpo immersa tra le nuvole
E perché poi, alla fine ci scopriamo soli
T’amo e mi chiedo se m’ami aspettando che torni
T’amo e mi chiedo se torni aspettando chissà poi cosa
Se già dentro quella stanza c’è già l’impronta di noi.
Pensavamo d’averla cancellata
Ma, sta lì costantemente in noi, per l’amore che porta.
Un paio di scarpe vecchie
un cappotto sliso
un cappello antico
una sciarpa al collo
un ombrello
anche quando non piove
un giornale
che non verrà letto
maniere gentili
un'andatura d'altri tempi
pacatezza nei modi
un uomo d'ascolto
più che di parole
paziente e moderato
ecco questo è mio padre
un eroe agli occhi
di una bimba innamorata
anni incuranti e spietati
hanno segnato il tuo vivere
ma resta la grandezza di un faro
che segna la via sicura
ad una donna adulta
ecco questo è mio padre
e il mio amore è per te.
Stasera ho chiesto alla luna ...
Cosa pensi di me?
Lei beffarda col suo faccione
pieno e muto mi ha guardata
senza proferir parola...
mi ha solo indicato del sonno l'ora.
Allora l'indomani ho chiesto al sole
che stupito dalla mia ingenuità
ha aperto la sua bocca di fuoco
e senza parole mi ha scaldato di felicità.
Volgendo il mio sguardo sul prato
l'ho chiesto allora ad un fiore
che col suo fare un pò aristocratico
mi ha fatto segno di andare...mi dico
Che stupida !
alla luna , al sole e perfino al fiore
non importa nulla di me
ospite e parassita del pianeta
sono un nulla marginale
solo una donna banale
di fronte alla grandezza del creato
....il mio esistere poco vale !
Deserto negli occhi
Tra gli occhi guardai
Sorriso tra le labbra
Sulle labbra trovai
Carezzai l’idea
Che mi saziò di te in fretta
Cosi tentai l’ennesima mia
Fuga dentro me
C’eri tu in me sorrisi
Mi guardasti in silenzio non capisti però
Ciò che io di te pensavo
Poi cercai mille strade
Ne trovai una in più
Braccia su di me io sentì
Braccia tra le braccia abbracciai
Di te l’immagine limpida ricordai
Di te la mia idea incarnai
Radici, in vuoti conflitti
e introverse virtù
interrate nella polvere
di chi immaturo
disadorno di principi
avverso ai dinieghi delle parole
sventolava collera nel tempo.
Dei granelli remoti
germogliati con l’età
adesso è, tutto più cristallino
hanno fatto breccia
e con maschera diversa
rinnovati dal lato opposto
li ha riseminati.
Ora capisce e ringrazia
lottando per loro.
Non mi ama.
Se fosse diversamente
non potrebbe stare lontano da me
invece ci sta
e lo è anni luce
è irraggiungibile
come le stelle dei miei sogni
e io sono luna
si avvicinano a me
ma non mi toccano mai.
Questa non è la nostra vita
tu hai già il tuo finto amore
hai già quello che non so se vuoi
io invece aspetterò invano
un tuo insignificante clone
per sempre.
Forse, in una prossima vita
potremo amarci.
Sembrava così assente
con quello sguardo vuoto...
Provai a rispecchiare
un mio pensiero,
ma quel vuoto era
impenetrabile.
Aveva perso, capii,
anche la sua dolce voce,
nel tentativo vano struggente
... di richiamare a sé….
provai a sentire l'eco
per poter udire la speranza,
ma oramai
silenzio da brivido
regnava intorno...come non mai.
Cercai di sorreggerlo
un corpo stanco e martoriato,
portava nei secoli i segni
di un cammino assai tormentato.
Mi svelò con un ultimo triste sospiro
la sua identità
e nell'atroce solitudine
si dissolse nell'eternità.
Era il raccoglitore di anime pure.
La mia morte
tanto sognata e immaginata
reale, vicina
a volte quasi afferrata.
A tratti mi sono persino beffata di lei...
La morte,
la presi per mano.
La guardavo, sorridevo,
appariva disorientata
... un incontro assai strano
nel tentativo di compiere il suo dovere
ma del tutto vano....
Non potè scappar dal suo fardello,
andava e tornava,
le piacevo e
ritornava ancora da me.
Seduta vicino le raccontavo storie vere, favole,
un mondo colorato che immaginavo per lei
un sorriso sul volto provato,
vidi di sfuggita,
ma se le piacque la cosa...mah, non saprei..
Forse oramai era stanca o forse...decise così,
ma la morte una sera mi disse qualcosa..
di fretta, come era arrivata,
veloce se ne andò
Arrivano quei momenti
d’un silenzio così fuori portata
da ammutolire le tele alle pareti
Limiti e discrepanze, zero…
Se passa un tuono
a frantumarne l’eco
riprende ad arieggiarsi
la dama col ventaglio
e sulla bocca ciancia
la frivola carnosità
sancita dal rossetto
Pietre di luna
nascosi per te,
nel grembo
del mare eterno
Con i raggi del sole
sulle rocce scolpii
i nostri nomi
e la parola
ti amo
Dalla nuvola
più bella,
soffiando, creai
per sempre
la nostra dimora
Per ritrovare
la strada
da me partorii
una splendida stella.
Sono pronta a perderti.
Adesso puoi vedere
passando dal tunel
del tempo.
Nulla hai da temere
Cerca il ricordo
dentro di te,
il profumo
dell'ultimo bacio
è la luce della nostra stella
che ti riporterà di nuovo
da me.



