Perché sfregi i tuoi occhi guardando un muro,
perché gli concedi anche un respiro
ed il tuo sangue e le tue ossa.
Perché hai superato l’istinto di sopravvivenza
lasciando a terra una prima lacrima,
lasciando che ciascuno la veda,
sfigurarti l’armatura, il viso e il cuore,
e il nostro cuore.
Fratello,
sappiamo che qualcuno osserva
e ci crediamo fino in fondo
per guadagnarci un pianto,
non c’è pietà per chi vede nel vento
i petali dei fiori maledetti.
 
Amico, fratello,
compagno di vita e resurrezione,
Non c’è parola, per quanto grande o dura,
che possa ora immortalarci
facendo eco tra queste mura.
Non è un teatrino la mia ricerca di morte,
ma una spada caduta nel sangue di nemici scomparsi,
faccio ancora finta di non vedere
i miei colpi uccidere l’aria
e uno specchio trafitto.
Guarda come questa lama fedele
ha smesso di brillare
tra il sangue delle mie vene.
Lo vedi che non resta di me che un corpo impotente
di fronte a un muro, a un ricordo melmoso,
agli occhi distratti della gente?
Vedi che non sappiamo più
dove scagliare i nostri dardi
qui dove i draghi sono estinti
e tutti gli occhi son bersagli?
 
Lascia pure questa spada invisibile
tra la terra e il fango,
a non squarciare più pagine
per liberare gli eroi del nostro cuore,
ma le tue mani senz’armi non saranno vuote
se come te in quel giorno
io ci sarò
a stringerti la mano.
Ti porterei, per farti guarire,
in favole dolci o in un mondo ideale
volerei sulla Luna per non farti impazzire,
ma tu ora sei Orlando
io sono un uomo normale.
 
Fratello, ci troviamo in un mondo
Dove respiriamo a stento
E parliamo dei soliti sogni
Che non osiamo più nemmeno immaginare,
e il mio lamento invade la notte
è uno strazio che tuona,
distrugge il giorno,
e le mie mani
crolleranno contro questo muro
che non mi ustiona,
che non mi ascolta e non mi teme,
che non mi perdona.
Ti darei ora la mia vita
se ti rendesse davvero felice,
consumerei ogni atomo del mio corpo
per scovare un’anima perduta
tra le arterie gonfie d’odio
e i nervi tesi per gli spasmi.
Lo farei senza pentirmi
Se qualcosa potesse cambiare,
non c’è gloria nelle mie labbra umide
non c’è gloria in un domani normale.
 
Non si scorge che una punta di cielo
da quest’abisso di cemento e ferro
Non mi è concesso di mentirti neanche ora.
Fratello,
non sei solo,
i tuoi sputi al mondo hanno ragione,
e non saranno vani
se, al fine del duello,
noi moriremo in due.
 
Una mano sulla spalla è tutto ciò che posso,
quel che ci resta.
 
Abbasso gli occhi,
guardo il cielo in una pozzanghera,
ascolto le tue lacrime.  


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Profilo Autore: Kenji  

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I pianeti
 in piena campagna
parlano sotto il canto dei grilli
mentre vibra l'aria
tra i sogni dell'olmo.

Escono perdute le farfalle dalla rete.

Ha uno spillo nel cuore la poesia
e la mia goccia rossa
cadendo poi sulla luna.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Siamo affabili e odiati oratori
che dan fiato alle parole
affinché viaggino nel sole
a cercare lieti amori
consci che chiusi nelle fauci della sera
sedati nella corvina atmosfera
 c’è chi veglia e se ne frega
di chi arranca affogando nei problemi
e disperati cercano una via di fuga
smarriti in un mare di pensieri
che come artigli feriscono la vita
tanto da ridurla a un nome
inciso sulla pietra.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

Questo autore ha pubblicato 331 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

Finalmente è sera

l'ultima sigaretta gustata

sul terrazzo al chiaror della luna

saluto la mia stella

Già sento l'amato respiro

regolare del sonno ristoratore,

posso struccarmi con calma

come un attore in maschera

al termine dello spettacolo

Via il cerone

che da colorito al viso

la pelle dal naturale pallore

più mi si addice,

via il rosso dalle labbra

per dar forma ad un sorriso

che dal cuore non nasce

Puliti dall'azzurro sulle palpebre

gli occhi perdono il falso splendore

via le ciglia finte lunghe e folte

così le lacrime libere

scivolano sulle guance

liberando il cuore da quel macigno

opprimente

Cade a terra l'abito elegante

come una falsa pelle

posso rivedere la mia ,vera, tatuata

dai segni che la follia ispirava

in agiti insulsi

Finalmente sono io

posso piangere, urlare in silenzio

ma urlare al cielo

le mille domande senza risposta

chiudermi a riccio nelle candide lenzuola

nell'attesa che Morfeo mi prenda

amante desiderato,

mi porti in dono qualche ora di assenza

dall'angoscia di una nuova alba nascente







 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Che arrivasse questo giorno lo sapevo
che fosse proprio adesso non credevo
le lacrime mi grondano dal ciglio
adesso che al mio dolore rassomiglio.
 
Sei andata via, così come eri venuta
le neve la sciogliemmo insieme al sole
e la notte combattemmo con pistole
cariche di amore e di belle parole.
 
E tu che nulla hai tolto a un altro uomo
tu decidesti il tempo del commiato
e piano avvicinasti il tuo perdono
a chi ti ha avanti e già ti ha perdonato.
 
E adesso cosa cerchi oh, principessa
io spero che la tua vita ora sia diversa
che quel tuo essere tanto infelice
si attenui e abbiano i tuoi occhi, nuova luce.
 
Che tu ci creda o no, non cambia molto
per me sei stata amore da impazzire
e spero di averti almeno in parte risolto
le tue paure... 
sai, questo per me sarebbe un gran gioire.
 
Adesso vai pure là, per la tua strada
tanto io continuerò, per mal che vada
a "punirmi" dentro ai miei dolori
ricordi, che eri tu che mi dicevi, falli fuori!
 
e poi, se ti fa bene, se ti occorre:
usami come meglio credi,
tu che dentro di te non hai più fedi
io, sono forse un poco del tuo nuovo futuro
ed il tuo pianto non vedrà mai più quel muro...
 
Non crederò mai al fatto che la tua vita
per venire incontro a me non è cambiata
se solo penso che per sentirmi la mattina
tu ti svegliavi della tua sveglia prima...
 
Adesso vorrei solo che domani, 
quando la mente è libera di andare
tu ti fermassi un attimo a pensare
che le mie mani erano nelle tue mani...
 
e tutto questo, io l'ho chiamato amore...


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Profilo Autore: bruno leopardi  

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Era una fredda giornata di Ottobre, l’autunno faceva il suo dovere ed il tempo trascorrendo veloce lo aiutava. I prati sempre più verdi, gli alberi ingiallivano.

Un’ape coraggiosa volava a zig-zag tra le chiome degli alberi sfiorando le foglie non più verdi come se avesse voluto posarsi su di esse, come se avesse voluto far loro visita, salutandole per un’ultima volta.

Una splendida foglia di platano era lì, su una delle fronde più alte del maestoso albero. Gialla si, con anche qualche macchia marrone qua e là ma ancora fortemente ancorata al suo ramo, ancora fiera.

Il vento la scuoteva e lei gioiva per quella tersa giornata anche se, da un po’ di tempo aveva capito, comprendeva che i suoi giorni erano ormai contati ed ogni tanto la malinconia dei tempi passati l’avvolgeva.

Quel giorno voleva guardare lontano, non poteva sopportare la vista delle sorelle che ad una ad una si staccavano dal proprio ramo e cadevano verso la fredda terra sottostante.
Nonostante le loro vite, i loro destini fossero già tracciati da leggi preistoriche loro, avevano paura, ed anche lei ne aveva.

Il giorno arrivò, lei non se lo aspettava che fosse proprio quello, ma in quella fredda giornata di Ottobre una folata di vento più forte ed intensa se la portò via.

Iniziò a roteare su se stessa poi, sospinta dalla stessa raffica che l’aveva rapita, cominciò a galleggiare in aria allontanandosi sempre più dal suo albero.
Distante qualche metro dall’albero vi era un torrente gonfio dalle piogge dei giorni precedenti, il rumore delle sue rapide facevano sembrare che il torrente ruggisse.

La foglia, ormai abbandonata al suo destino cadde a terra e finì il suo volo proprio vicino a quel corso d’acqua.
Lei pensò che non voleva finire lì dentro ma prima che il terrore prendesse il sopravvento una nuova folata la fece rotolare facendola finire in acqua. Fu spazzata via ed iniziò a roteare vorticosamente tra le rapide, si sentiva sballottata qua e là, impotente.

Poi, si fece coraggio ed aprì i suoi occhi serrati dallo spavento e vide, vide una luce intensa, brillante, i raggi trafiggevano l’acqua creando effetti bellissimi poi, riemerse ed affondò ancora di nuovo ed in questo incessante affondare per poi riemergere lei continuò a guardare.

Vide, vide milioni di ciottoli colorati e lucenti sul fondale del torrente,
vide i pesci, tante specie diverse di pesci, vide il cielo, gli uccelli, vide animali che non aveva mai visto. Vide nuove valli, montagne altissime, vide di nuovo le stelle ed ancora nuovi luoghi e cose talmente meravigliose che non poteva neanche immaginare potessero esistere.

Il torrente rallentò la sua corsa, non vi era più il frastuono di acque tumultuose, anzi.

La foglia assaporò nuove sensazioni e sentì che la quiete e la pace adesso erano in lei e capì, comprese che la sua vita non era finita, nuovi mondi l’attendevano, il suo viaggio era ancora molto, molto lungo.

A mia nonna.



 

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Profilo Autore: Mario De Vincentiis  

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Ti porterò nei miei sogni
la non esistono pensieri.
Ti risveglerai diversa
non come ieri
che sembravi persa.
Ti porterò nel mio mondo
dove a parlare
sarà solo il cuore
non esisteranno inulili parole.
Un posto d'amore
dove solo il sentimento
riempirà le nostre ore.
Respireremo insieme
eterna primavera....


 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Rifiorirò d'energia

tra Rigel la luminosa

e l'antica Betelgeuse,

sulla nostra cintura d'Orione,

che si estende dalle tue

alle mie labbra.

 

In un salto apprezzerò distanze

e incomprensibili spazi

e, probabilmente, incontrerò

divinità grandiose.

 

Saluterò la potenza,

per una volta generosa,

della casualità,

indiscussa madre,

delle nostre irripetibili vicende.

 

E noi

osserveremo ridendo

le mattine fresche del nostro incontro

seduti a fingere disinteresse

per evitare illusioni,

ma desiderando pomeriggi intensi

e notti che si sommano a notti,

all'infinito.

 

Affronteremo a piedi nudi

i giardini pensili fioriti,

le insenature scoscese,

l'andare e venire delle nostre

intense risacche amorose.

 

Useremo

una lingua inventata al momento,

ad altri incomprensibile suono

ma per noi universale linguaggio

causa, ragion d'essere, discorso.

 

Ci tufferemo insieme

nel blu di una notte di giugno.

 

Ricordi la prima notte

del primo giugno

della nostra storia?

Quegli odori di precoce mietitura

mi fanno ancora impazzire.

Vivo i postumi perenni

di un'ubriacatura infinita.

 

E poi...

siamo stati

e saremo felici ragazza mia

mentre per mano

guaderemo il corso liquido del tempo

cambiando ancora una volta

scenografia.


 

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Profilo Autore: Abner Rossi  

Questo autore ha pubblicato 106 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Siamo una generazione di peccatori impenitenti.
Diventiamo come cespugli selvatici,
o arredi urbani, o fiori bellissimi.
Paesaggi, che però, non si parlano.
Eleganti cattedrali di carne piuttosto logorroiche,
pretenziose e inquinanti.
Una fede nuova in cui credere.
Si inginocchia e prega la solitudine dell'anima
dietro le barricate di una guerra senza nemico
i soldati avvolti in armature con dentro il nulla
smettono di avere speranza in vita
come porte senza mura e senza uscita
in balia della corrente, ciottoli nel fiume metropolita.
Siamo fantasmi affamati di un senso
ma smetteremo di pensare in tempo
per accoccolarci nella morte come bambini mai nati.



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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Son fili d'argento
i tuoi capelli
sparsi sul cuscino,
sono assenti
i tuoi occhi
persi nel vuoto...
ti prendo la mano
candida e fredda
come la neve,
il tuo respiro
lieve
si percepisce
come un soffio di vento
leggero
io ti parlo
ma tu sei chiusa
nel tuo mondo,
immobile
come una bambola di pezza.

 
 
dedicata a una persona a me cara








 
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

Questo autore ha pubblicato 241 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

sentirti ancora e non saper che  dire
percorrerti i confini
le stagioni 

viverti ancora come la prima volta
in questo mio vagare senza meta

e berti ancora come tu fossi acqua
 entrarti dentro
sentire il tuo respiro

 chissà se hai mai compresa la mia sete
 quanto ti ho amato e ti ho voluto dentro
 ora che non servono piu' parole.  
tu sei già andato oltre
e all orizzonte  non ci sei piu' tu.



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Profilo Autore: zeta  

Questo autore ha pubblicato 32 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

 

 

Nel suo sguardo spento

di ogni luminosità

si perde in una lacrima

che ferma sta li e cadere non può,

il dolore lo squarcio del cuore

Nel liquido ambrato

che roteare fa piano

nell'ampio bicchiere

appaiono gli occhi innamorati

della sua donna

volata nel fumo di un altro mondo

troppo presto

e il sorriso dolce della creatura

dal loro amore nata

che la accompagnata

nel lungo viaggio senza ritorno

Non esistono più perchè,

non esiste più chi

solo sovrana rabbia

rasentata pazzia,

il chiedersi chi e cosa sarà ora

senza i suoi due unici amori

E mentre nel sonno scivola

stremato dal troppo pensare

ode ancora in lontananza

lo stridulo rumore

di freni

l'odore dell'alcool

impregna le pareti di una casa

che casa più non è



 


TROPPE ANCORA LE MORTI DOVUTE A COLORO
CHE IRRESPONSABILMENTE GUIDANO IN STATO 
DI UBIACHEZZA .... ANCHE PERCHE' LA MAGISTRATURA
NON DA PUNIZIONI ADEGUATE ....
UN PENSIERO A TUTTE LE VITTIME DELL'ALCOOL 

UN ABBRACCIO A JIM ....









 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

Questo autore ha pubblicato 504 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Sdraiata sulla tavola dell'umanità

do il mio cuore in pasto ai corvi

dilaniato e trascinato ai bordi

dalla follia in una feroce agonia

sono cibo per agozzini senza pietà

smembrano e ridono la mia verginità

mi strappano le ali con avidità

lapidano il mio cuore di luce

lo trascinano per le strade roventi di pece

l'anima tinta di rosso sangue

richiama topi affamati all'odore della carne

nauseabondo, marciscente la luce invoca la morte.

Pietà !  Che sia una fine veloce la mia sorte
.




 

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Questo mio corpo è fatto di argilla
getta fuori un grammo al giorno
ha iniziato il suo viaggio come  nodulo
sulla superficie acquosa urtando

ho dato al tessuto che tiene
la bellezza della mente e dello stampo
<made in colori luminosi>
illuminato con grazia e valore

dal momento che ha perso il legame con me
si è trasformato in un calabrone.

Mi sono seduto sul letto d'ospedale, vestito con un pigiama nuovo-lucido
con draghi stampati che mia moglie aveva comprato proprio per questo ricovero
leggevo un giornale, il chirurgo è venuto,
ha detto ehi come và? Un sorriso rassicurante
mi ha detto di non preoccuparmi. Una ragazza, in blu è venuta, mi ha servito brodo
c'era un cartello sul mio letto <il paziente dovrebbe avere solo liquidi per deviazione del retto>
ho fatto fatica a pensare a qualcosa di
triste come l'aldilà e d.o, ma ero impaurito nell'attesa.
All'alba mi hanno dato una pillola,
ho letto una poesia che avevo scritto per mia figlia Azzurra;
poi per ore sospeso nel nulla senza sogni.
Quando mi svegliai avevo perso l'ultima traccia di tutte le credenze religiose.

Come flusso di coscienza
cambia il corso,
le sue dimensioni infinite sorgono,
quando ci alziamo al di sopra di questo corpo,
solo allora, questa verità possiamo realizzare.

quindi, si dovrebbe sapere bene,
Io non sto per morire.
quando io parto dal corpo,
In una nuova dimensione mi rialzerò.

non Chiamare  le persone lontane,
che non ci sia alcun clamore.
io sono immortale, non posso morire;
un funerale semplice.

non sprecare il tempo in pianto e in attesa,
vorrei una partenza tranquilla ,
il mio amore è con te,amore mio,
si dovrebbe sempre nella vita...


Rifiorire sbocciare e rifiorire...


 

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Profilo Autore: fabio brogini  

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Alcuni miei germogli son fioriti

e nascondono altri germogli tra le foglie.

Altri li vedo e sono appena in boccio,

girano intorno per cercare il sole.

 

Spero di avergli insegnato la passione,

i modi di inseguire grandi sogni,

l'uso corretto della propria testa,

la libertà, il coraggio dell'amore,

il tempo, il ritmo, una sana ostinazione,

la verità del tempo che trascorre,

ma, soprattutto, l'improvvisazione.

 

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Profilo Autore: Abner Rossi  

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