sensazioni indescrivibili,
mi lascio andare e mentre
mi accarezzi e baci,
mi sembra di volare.
Poggia le tue labbra alle mie,
andiamo oltre la passione
Inebriamoci d’amore,
mentre ti libero dei vestiti,
aderisci ancora di più
con il tuo corpo al mio.
Quando cammini nei miei pensieri
I miei passi sono i tuoi passi,
la mia passione e la tua,
dobbiamo raggiungere assieme
la vetta del piacere.
Sei fantastica ti sento fremere
sotto il tocco delle mie dita,
inarchi la schiena, per godere
meglio delle mie carezze e
liberare la tua passione,
dammi la tua flagranza e io
Inonderò le pieghe della tua alcova.
Bevi pure dal mio corpo,
assapora il dolce nettare d’amore,
e mentre avida suggi la mia passione,
raggiungo assieme a te l’apice del piacere.
sono animaletti assai curiosi
gli occhietti fissi nel culo
e camminano all indietro
usano frasi fatte
preconfezinate
sputacchiano sentenze diodorate
l appicchimafisso maschio
è un po' contorto
ama incensarsi
finchè non è morto
si abbuffa, piscia
caga e non fa l amore
ritenendo quest ultimo
sia solo un grande dolore
ha zampette ad artiglio
e lingua biforcuta
ogni sua parola è spesso contenuta
mangia escrementi
di sera e di mattina
proprio appropriati
alla sua linda latrina
dice quello che non fa
fa quel che non dice
è l apparenza che lo rende felice
non ha una mamma, neppure un papà
è proprio il figlio della disumanità
l appiccicamafissa invece
conscia del suo compagno
usa flit aromatico per profumare il pueblo
e prepararlo ad un ipotetico regno
perchè, come sia
o come non è
l appiccicamafisso
a volte
diventa re
chi l ha votato nessuno lo sa
forse son stati i figli
della stupidità
E 'sciocco sognare
occhi protesi per vedere attraverso le nuvole e le lacrime
nella speranza che un arcobaleno inafferrabile appaia
credendo che il momento il giorno successivo o l'anno
può contenere qualcosa di speciale
che altro può fare un sognatore
ma il sogno
sara l'accettazione cieca per essere meno stupido
rassegnazione fredda e calma
per una vita residua
di ombre e pioggia
porte chiuse e tendine abbassate
per chiudere fuori
anche la più debole luce
di che cosa?
dipinta
con tutti i colori incredibili
delle parole.
Dal primo attimo
in cui percepii
di te, figlio mio, la presenza
nel mio ventre
di giovane donna
ancora un po bambina anch'io,
ti amai di un amore
a me sconosciuto
forte intenso da far quasi male
giurai che mai nulla al mondo
ci avrebbe diviso
Nascesti, riccioli biondi
occhi color cielo e verde smeraldo
fusi insieme
Dio mi aveva donato un angelo,
sorridevi alla vita allora
come ora
La paura mi premeva nel cuore
così bello e buono
temevo che il Signore ti volesse
presto con se
tra i suoi piccoli angeli
Gli anni passarono veloci
perdendosi nella scia del fumo
del treno della vita
Ora che sei un giovane uomo
Dio ti ha chiamato a se
come angelo in terra
per portare conforto a chi
di sofferenza vive
e tu ancora di più
sorridi alla vita
E se pur col pianto nel cuore
con te sorrido, desidero la tua felicità
ti ho dato la libertà
di far le tue scelte osservando in silenzio
che i tuoi passi non mettessi in fallo
da lontano ancor più ti amerò
conterò i giorni col calendario dei ricordi
Ora vai segui il tuo cammino
ti avvolgo in un abbraccio
che ti accompagni fin quando ritornerai
io sarò qui sempre …. amato figlio mio
Che nel silenzio
di questa stanza vuota
mi ritrovo tra mille pensieri
del giorno che fu ieri
quando mi baciavi
risvegliando i sensi dell'amore.
Guardo queste mani!
Sono di un uomo stanco.
Vuole fare un viaggio
magari con te,
in un posto lontano
dove non ci sarà nessuno
che potrà dire
quello che bisogna fare.
Ora son qui da solo
chiuso...
Nel buio, della mia piccola stanza
e vorrei avere te amore
In su mese de maju
Deus ti c’at leadu a mie
po ti regalare
a Mama nostra in chelu.
Cantu apo piantu
Fizzu de su coro meu!
Sa vida mia po sa tua aia chèffidu dare
Ma Deus no m’at chèffidu,
s’at leadu a tie.
Fisti sa lughe de sa vida mia
Fizzu de su coro ite fatto como?
S’amore meu no est bastadu
po ti tènnere umpare a mie.
Fisti unu fiore appena ibbocciadu
Canta gana de vivere aisti
Cantos dissignos ti faghisti
Cheristi vìvere ancora in custa terra.
Cantu as gherradu contra sa maladia,
Cheristi andare incontr’a sa vida
Cun allegria e cuntentesa.
Ma cando in sos ojos tuos
Sa sufferèntzia idia
ite dolore fizzu meu;
m’istringhiat su coro cando mi naraisti
“Deo so suffrende meda no cheso vìvere pius”
Ma appena istaisti bene
cuntentu ch’escisti cun sos amigos tuos.
Destinu malaitu
troppu prestu
t'at leadu a mie,
Fizzu de su coro meu!
Sa vida mia po sa tua aia cheffidu dare
ma Deus no m'at cheffidu
s'at leadu a tie
fiore appena ibbocciadu.
traduzione
Nel mese di maggio
Dio ti ha portato via a me
per regalarti
a nostra madre in cielo.
Quanto ho pianto
figlio del mio cuore.
La mia vita per la tua avrei voluto dare
ma Dio non mi ha voluto
si è preso te.
Eri la luce della mia vita
figlio del mio cuore cosa faccio ora?
Il mio amore non è bastato
per tenerti insieme a me.
eri un fiore appena sbocciato
quanta voglia di vivere avevi
quanti progetti ti facevi
volevi vivere ancora in questa terra.
Quanto hai lottato contro la malattia
volevi andare incontro alla vita
con allegria e contentezza .
Ma quando nei tuoi occhi
vedevo la sofferenza
che dolore figlio mio
mi stringeva il cuore quando mi dicevi
io sto soffrendo molto non voglio vivere più.
Ma appena stavi bene,
contento uscivi con i tuoi amici
destino maledetto
troppo presto
ti ha portato via a me
figlio del mio cuore.
La mia vita per la tua avrei voluto dare
ma Dio non mi ha voluto
si è preso te
fiore appena sbocciato
la traduzione un po' perde
Ceneri
rimangono per terra...
eppure il vento
non riesce a portarle via,
son le ceneri dei grandi
amori
che mai si disperdono
e riempiono l'aria ,
le respiri lentamente
s'incollano alla pelle
e diventano parte di te...
ceneri
che vorresti buttare in mare
farle inabissare sul fondale
ma le onde
prepotenti
le riportano a galla...
eppure son soltanto
ceneri
leggere come piume
ma ancorate alla tua anima.
Orrore raccapricciante
di rocce
frontali tra loro
a terrorizzare
i terrestri rarefatti
che rabbrividiscono sulla rupe...
Rumori raglianti
che raggelano realtà oscure
e tenebrose paure
rievocate da tetri spiriti interni...
Raggiungo rigido
la riga del ribrezzo:
resto senza rischiare
a scrutare il brivido
del nero dirupo...
Una candida luce nell’atmosfera
Gioisa del tempo di primavera,
si poggia sull’ondivago fiume,
scompigliato dal vento. Lievi piume
di pioppi volteggiano ancora nell’aria,
ristagnando poi nella solitaria
campagna, ricolma di fiori e di gelsi;
mentre un monte si erge verso gli eccelsi
punti del paradiso…
quest'aria
che solletica il viso.
Mi sdraio un pò
sull'erba verde del prato
osservo, ammirato,
i respiri del mondo.
Guardo quella piccola farfalla,
com'è agitata!
Cerca un fiore per potersi saziare,
ma ahimè non c'è posto,
già tantissime api
prepotentemente invadenti
ne han preso possesso.
Respiro il vento....Parla,
lo ascolto.
Mi distrae solo
il cinguettio di piccole rondini,
aspettano la mamma,
porterà loro qualche vermicello
per poterle sfamare.
Oh!Che aria lieta
m'entra dentro l'anima
piccole creature
siete voi i respiri del mondo
vorrei tanto imparare da voi,capire,
rinascere...
E la piccola rana gracidante
mi osserva curiosa
si tuffa nel fiume
scompare.....
Farfalla dalle ali mozzate
crudeli assassini di realtà
te le hanno recise
non voli più da tempo
ti guardo agonizzare
impotente senza speranza
mentre cerchi di strisciare
e sanguini mancanza.
Mi chiedo
perchè tanta crudeltà
a te che eri volo di felicità
bambina spensierata in riva al mare
che giocavi con i sogni
non sopportando di vederli annegare.
L'urlo disperato di un universo complice
accompagna l'ultimo tuo respiro
è mio il ricordo di quel martirio
mentre rivivo com'è morire
mi guardo allo specchio
piango la farfalla che ero
tento di farla rivivere
scrivendo poesie
prima che il suo, il mio ricordo
scompaia per intero.
Un giorno di maggio di pura nebbia
e scorrono le tue dita fiori di gelo,
non hai difficoltà
a dirmi così
com'è il cuore che abbiamo.
Il triangolo magico si svela
ed è un semplice silenzio
che comprende canti d'uccelli
e arie da pianeti lontani.
Ecco l'isola in mezzo al lago
che chiude il suo cancello di rame.
A volte mi vien voglia
di andare al cinema
per vedere insieme a te
un cartone animato.
Uno di quelli dove il bene
trionfa sulle cattiverie.
Dove il cavaliere errante
trionfa sulle macerie
fermandosi finalmente...
e ce ne stiamo seduti
dolcemente accoccolati
tu, sulla mia spalla, muti
e con gli occhioni sgranati.
Con le nostre mani in popcorn
e patatine che fan crock,
mentre quelli a noi intorno
ci guardano disturbati
chiedendoci uno stop.
Occhiate da fulminare
sguardi da shoch:
al cinema non si può fumare
ma nemmeno fare crock.
Ma noi siamo due bambini, qui
a riprenderci un po' di questa vita
che da tempo ci sfugge dalle dita,
perciò questi cartoni...
Ma loro che ne sanno
loro che inseguiti dai guai
della loro vita se ne vanno,
e non vivono mai...
E' bello questo cartone
racconta di una ragazza
che vive prigioniera
di una storia pazza:
un uomo l'ha fatta schiava
mentre lei sognava l'Amore
ma adesso arriva il principe
che la viene a salvare...
E' una storia comune
ma di grandi sentimenti
che racconta l'Amore trionfare
e... vissero felici e contenti.
Come noi, felici e contenti...
Crock, ops... patatine
e poi, la scritta fine...
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Ecco, piano piano risaliamo...
Il tempo grigio e piovoso
di questo giorno
di un maggio anomalo,
si sposa con il grigiore
che pervade il mio cuore
riportandomi indietro nel tempo
quando anomala ero io
nel vivere la vita
Sento l'odore acre
delle lacrime rosso sangue
che dalla mia pelle scaturivano
rigagnoli di dolore
nate dalla siccità degli occhi miei
che lacrime più non versavano
Il sapore amaro
non addolcito nemmeno
dall'inebriante gusto
del nettare di Bacco,
calato in gola sperando
di perdermi nell'oblio
di una ubriacatura,
per risvegliarmi poi
da un sonno agitato da incubi
con lo schifo di me nell'anima
Ricordo il desiderio
di vedermi spuntare le ali
e spingermi in un viaggio
eterno senza ritorno
sparire tra le nuvole
diventare nuvola
irriconoscibile tra migliaia
di nuvole
Un raggio di sole penetra
la stanza
un invito a tornare alla realtà
la pelle non piange più lacrime
rosso sangue
lacrimano gli occhi di serenità
ed un sorriso rivolgo al cielo






