Tanto mi fai gioire
tanto mi sai colpire
e da quel bravo giocoliere
che sei non sbagli la mira
lanci i tuoi aculei
dritti al cuore
Ora i colpi li so incassare
ma il sangue ancora scorre
alle tue ferite
ma nego la soddisfazione
di lacrime
che poi dal pentimento
tenti di asciugare
Morta è la piccola fiammiferaia
debole affamata
con un fiammifero si riscaldava
dalle tue labbra pendeva
di te assetata,
dalle sue ceneri è nata
una donna ormai matura,
anch'io so colpire
ma non sulla vendetta vive un amore
Non voglio le tue scuse banali
irrazionali
voglio la dignità
da te sempre rispettata
so che mi ami
e quindi ti dico pensa,
conta fino a dieci
prima di sputare la sentenza
Le parole sono cieche. E senza occhi.
Le parole sono macigni
nella gola dell'impasse
quando la montagna cerca di parlare
delle cose che durano,
o fango nel flusso della valle
quando si abbassa lo sguardo come una poesia
a sussurrare delle cose che passano.
Parole ruotano l'incantesimo
il mago
penzola
come un burattino animato
dalle corde
della sua grammatica,
la sua magia,
come stelle nel bozzoli farsesche
sulle linee i trofei delle sue ragnatele.
Perché frugare
il guardaroba di un'onda
qualcosa per coprire la vostra nudità
quando ogni volta che si fa il bagno
si può indossare il mare?
Prendete una pagina dal libro delle stelle
lasciando la parola dietro di voi
come gabbiani sulla scia del brillante
così per il momento chiunque può vedere
non è che sei.
Le parole sono creature viventi,
le parole sono tutti gli occhi e le orecchie
come viva e vitale come il tuo
guardando da sotto le foglie d'autunno
come un fiore pressato in un libro
senza alcun significato
alla ricerca dei campi.
L'ignoranza non oscura la luce
l'illuminazione non si accende.
Si può parlare sempre intorno a lei
ma qual'è il significato del fuoco
o sedersi nel flusso mentale per tutta la notte
nelle costellazioni delle lucciole
che si uniscono come le parole
potrebbe non esserci separazione
tra l'acqua
e le riflessioni delle stelle
quella corsa piace ai ragni dalle zampe lunghe,
o tra voi e la terra,
poca differenza
come una lametta nei prati di stelle,
ma qual'è il significato dell'acqua,
qual'è il senso della terra sotto i piedi,
qual è il significato di quella lama di clorofilla?
Le parole parlano da sole,
non altro.
Le parole sono vive voci
non arpe nelle gole dei morti.
Una parola non è un pensiero,
non un'emozione,
Non una sosta per la realtà
la versione non verbale
delle cellule staminali sulla lingua,
o la fragranza eloquente di un cervello
Si può trascorrere una vita intera dicendo
e ancora non so cosa sia una parola,
una sensazione di tutta la vita
emozione ,
una vita intera pensando
e non sò cosa sia un pensiero.
Oltre le apparenze
che non sono interamente
discrezione della profondità,
nulla è la somiglianza di qualsiasi altra cosa
nell'unità della loro unicità,
l'unicità della loro unicità,
la specificità mistica
di molti fiumi
che scendono dalla montagna
a tessere questo mare infinito di coscienza
in miriadi di forme, lingue e onde di noi
che assumono le menti
come tazze vuote e gocce d'acqua
come se fossimo scivoli semplici della lingua
sulle foglie di gloria della mattina,
dalle nostre dita adunche,
le mezzelune nere del grilletto lunare
che giocano alla roulette russa con le nostre teste,
e i sogni che ci calzano come la pelle
e gli acquarelli umidi del nostro sudore sulla stoffa
sulla forma-montano-fogli
quando ci separiamo dai guai
come le onde che cercano di dire che il mare è indicibile
per le sue isole
come diamanti trasparenti
che hanno imparato lo yoga di lacrime.
Tutto è così
quando le cose girate da solido a reale.
Anche queste parole.
Anche nelle lucciole
non si vedono mai nel
profondo pozzo della parola,
anche nel cuore umano,
la stella, la roccia, l'albero,
nel più piccolo occhio d'acqua
che abbia mai visto su un cielo d'estate,
il mare indicibile
di tutto questo multiverso
che crea mondi come petali freschi
dalle bocche del mare della mente,
la durata di tutto
esiste senza sforzo
per esplorare il suo clima
come l'acqua, per tenere
la propria vita come un gioiello
alla luce
e vederlo incoronato
in un palazzo d'acqua
Ogni volta che dici il tuo nome
alle stelle
solo per far loro sapere
che tu fosti qui, una volta
come se volessi dire......
nero come tutti i colori assieme
come il niente e il tutto
assenza di significato
e completezza assoluta
nero come la mia ombra
che mai sarà verginale bianco
nero come questo occhio
in cui mi sono perso
come l’underground
che mi ospiterà
per sempre
nero come il sonno
che mi ruberà la luce
nero cimitero di ombre
nero vita eterna
nero sfondo
per candide illusioni
nero come il mio umore
in questa notte
che la luna mi ha abbandonato.
Mi basta saperti accanto a me
Per continuare a costruire quello che ho in mente per te
Vorrei lasciarti le rime prima della mia dipartita
Per ringraziarti di come mi hai amato
È’ stato tormentato, cattivo, intenso e passionale
L’amore tra di noi
Per tanto tempo ti ho immaginata nei miei domani
Ma se ci sei oggi vuol dire
Che sei nel mio ieri
Plasmata nel cuore e nell’anima
Resto accecato da così tanto amore
Di cui mi hai saputo nutrire
Ti ritrovo in queste pagine nuove
E in queste mille canzoni
Che ho pensato per te
Non ho scritto mai d’amore
Perché t’amavo tanto
Mi basta saperti qui
Per sorreggere la vita che apre nuovi orizzonti
E quel quadro di noi colorato d’improvviso
Mi fa riflettere alle notti che qui accanto ti avrei voluto…
Sulla piazza piovono
fili rossi d'aerei
mentre battono le ore
i paggi opachi
nel mondo astronomico
di un piccolo silenzio.
Poi sulle ruote raggiate
foulard di seta
nel gomitolo di strade.
Per diventare universali in una corsa
lui e lei,
forse portano il loro amore
dov'erano sbocciate
alla Piramide
le rose.
__________
La_Mille_Miglia_Brescia_Roma_Brescia
rivivo quei momenti
di quando potevo fare
e che non ho fatto.
Per rimediare
vorrei poter scappare,
in un posto dove nessuno
possa trovarmi.
Non voglio
aspettarmi nulla da nessuno,
vorrei rivivere quei momenti
intensi di passione,
piangere, ridere e
poi estraniarmi da tutto.
Preferisco essere pazzo,
piuttosto
che non essere orgoglioso,
non voglio ostentare la mia felicità,
per poi passare attraverso la solitudine.
Non voglio
indossare nessuna maschera,
voglio solo essere me stesso,
a costo di sembrare fuori luogo
e fuori dalla società.
tra le pareti
della giustizia,
tra lo scetticismo della gente
e il tremolio deciso
della mente...
Mi accomodo iroso
di fronte
alla signora:
le ordino
un campari analcolico...
Analcolico?
Perchè mai l'ho detto?
Lei si trascina l'ebrezza
per tutta la stanza:
la devo controllare
prima che finisca male...
Tutti rozzi
ma ben curati,
a guardare affamati
e curiosi...
Ma che è?
Un bar
o un tribunale?
Indiscrete domande
qua e là,
un milione di perplessità:
staremo a vedere...
Mi chiedon:
dov'eri quel giorno?
dalla madre morta,
ehm malata...
Morta?
Ma perchè l'ho sepolta?
Era un marito
il defunto...
E io che c'entravo?
Cosa ne sapevo
del fattaccio crudele?
Non importa,
sono Hernest Kabiss,
piacere:
guardia del corpo
della ubriaca,
incarico ereditario
passato per frustrazione...
E lei chi era?
La mia amante?
Credenza popolare,
smentita colossale...
Uomo misterioso
si avvicina:
la vuole condannare?
La vuole importunare?
Non importa,
sono Hernest Kabiss:
se ne può
anche andare...
Uomo di spessore magro
Hernest Kabiss,
forse ha ucciso
o forse ha ammazzato:
chi mai lo saprà...
Ammanettatelo, provate:
svanirà
tra le fattezze di un uomo
e si salverà,
tra un caldo applauso
e un sorriso di pietà...
un solo incolore
in quest’odore di stalattiti
tanti estranei
davanti alle porcellane:
guardare ma non toccare
ché il sentore del danno ci fa orrore
S’è voltato un occhio
troppo concupiscente…
ah!
che lo nasconda il folle
dietro occhiali-cortina!
Il cielo è muto, in alto
ammaina l’onda
e continua il suo corso
come una dolce preghiera
e porta via la mia felicità,
ho pianto perdutamente
per te.
Il mio mondo eri tu,
ora sono in pena
e mi piange il cuore,
saperti in profonde pene,
spero solo che
una nuova primavera
possa riscaldare
e profumare la tua vita.
Io da parte mia,
ti sarò per sempre amico,
possa la pioggia
spazzare e lavare
il tuo passato,
cancellare il male subìto.
Il mio cuore ferito
verrà sanato,
da qualcuna
che sappia comprendere
con la forza dell’amore
tutto il mio dolore.
Imbottigliato nel traffico
pensi a lei che ti aspetta,
il semaforo è rosso
si affacciano mille pensieri,
non hai voglia di tornare
ti senti diverso
forse senti un po' freddo,
accendi la radio
le note di una vecchia canzone
ti riportano indietro,
avevi 20 anni
il mondo davanti,
con lei al tuo fianco
guardavi la luna
guardavi le stelle
con occhi sognanti...
ti guardi intorno
non hai più pazienza
vorresti fermare un po' il tempo
che scorre veloce,
c'è lei che a casa ti aspetta,
ma lei ormai
non la senti più tua
che forma hanno?
Dove giace il tuo corpo caldo
la tua pelle, i tuoi battiti?
Di quali emozioni ti riempi
con quali sguardi mi tormenti.
Dove sono le tua mani?
Cosa si nasconde
tra il piacere di una carezza
e la sua ricerca?
Dove nascono i brividi?
Dove sei...
inconsapevoli dei nostri limiti.
Giochiamo per quanto ci è consentito,
il pulviscolo dell'universo sotto la mia lampadina.
Mamma, perché ho paura dei mostri?
loro mi parlano e si comportano bene
sanno godere dei loro umori veloci.
Mamma, perché mentre parlo con loro
penso di essergli superiore?
Perché ad ogni gesto gli vedo cadere una maschera
e cambiare la pelle?
Perché ancora m’illudo parlando di maschere?
La loro perfezione combacia con la natura di questo secolo.
L'istinto di una bestia è compromesso dalla ragione
e non vi è maschera se non la mia in ogni conversazione.
Io puzzo d'umanità per quanto cerchi di calpestarla.
Scendo a patti con la polvere e la materia,
m'incanto di sfondi luminosi, di piaceri nervosi,
mi spacco di emozioni che scoprirò soffocarsi
al risveglio del giorno dopo
quando svanisce ogni entusiasmo nel desiderio
di una buona colazione.
Oh mamma,
raccontami di storie mai narrate
e avventure che non rientrino in un'orma,
sorprendimi fino all'eterno incanto,
almeno fino al sonno,
nascondimi una pentola alla fine dell'arcobaleno,
la cercherò tutta la vita,
ma giurami che esiste.
Non farmi respirare a vuoto
e pensare a stento ad un cielo gonfio d'atomi.
Giurami che esisto e che questo abbia un senso,
mentimi pure, ma sii credibile,
convincimi fino allo svenimento,
fai un miracolo, lo aspetterò e penserò e aspetterò
e penserò ancora.
Ora andrò a letto e mi abbraccerò da solo.
Cercherò di dormire sperando all'indomani in una buona colazione.
Non traditemi.
Non sognare di me,
aspettami a occhi aperti
perché tu per me,
non sei il sogno di una notte,
sei realtà nell'istante,
più prezioso che vivo.
Quando è la vita a regalarmi
quel tempo destinato a noi,
nulla è a caso, tantomeno l’amore.
Non è una coincidenza
che sono trascorsi anni,
alla ricerca di una casa
che ho trovato tra le tue braccia.
Non è una coincidenza
l’averti incontrato, l’averti amato,
con te tutto è più bello,
con te il colore nero della notte
diventa rosso arancio.
Grazie a te ho imparato a rinascere
l’amore mio per te non è a caso
ma un privilegio di pochi.
non c'era
ne avevo bisogno come quando si cerca
nessuno si fermava ad ascoltarmi.
mi ha risucchiata dentro
per un' amicizia che si spezza,
impotente
ti distrugge l'anima.
che s'innalzano al cielo,
come un macigno
ma alla fine rimani senza forze
e vedi nella sofferenza il suo sorriso
a muoversi perchè è arrivato all'ultimo stadio
al più presto
per aver pensato
... anche solo per un momento
morto
sofferente.






