Mi capita a volte
di non aver nulla da dire,
esule preda del mio Vietnam cerebrale.
Mi capitano situazion in cui
facilmente i sensi scioperano
e ridono di me,
sono i tempi tristi e improduttivi
gli inverni freddi e insonni
i giorni in cui la gioia
è solo un lontano e sfuocato
ricordo.
Dove sei quiete ??
Perche’ non mi rinfranchi ??
E tu, vino, perche’ non mi riscaldi ??
La pioggia batte sottovoce
sulla mia inerme chioma
e la morsa del nulla
lentamente mi ingabbia.
Tu sei di carne, amore,
ma se fossi della materia del vento,
spazzeresti via queste mie paure ??
Se avessi la sensibilità delle tinte pastello
di che colore dipingeresti i miei sonni ??
L’inverno è appena iniziato
ma questi miei occhi ostili
già si chiudono nel cerchio di uno zero
dietro il guscio di un letargo
dietro a queste quattro mura
che assorbono il mio grido
e gli negano la strada
che porta al tuo cuore,
al tuo cuore di dea taumaturgica
così utile al mio dolore
eppure così lontano
dalla vendemmia del mio panico.
Il dolore,
Questo mondo sempre più insozzato
da guerre, discriminazioni, razzismo
dove disseminate nel vento
vagano false promesse
senza trovare un terreno fertile,
perchè le bocche da cui escono
sono sterili e bugiarde
mi sta stretto ormai ….
Ed allora metto in valigia
il coraggio, la speranza e l'amore
spicco il volo
alla ricerca dell'isola che non c'è
Ricordate la favola di Peter Pan
e se non fosse favola?
*
Voglio ritrovare il colore del sole
aria pulita non grigia di smog,
il profumo ed il colore dei fiori
i sorrisi dei fanciulli
Sono certa, incontrerò adulti come me
che nel cuore e nella mente
vivono ancora la fantasia
la gioia ed il ricordo della fanciullezza
l'aura che li avvolge candida
come neve,
le onde del mare cantano ancora
perchè l'inquinamento è sconosciuto
e da esse lasciarsi cullare
è un abbraccio di passione
Ed è una danza di fiori e fronde
degli alberi
mosse al soffio della brezza leggera
un essenza profumata
dona vitalità dimenticata
Quante altre sorprese troverò
sull'isola che non c'è
noi tutti abbiamo in noi
un piccolo Peter Pan
ma sulla terra non più vive
perchè hanno ucciso la fantasia
Un calcio
a un cane randagio
la coda tra le gambe
il capo chino
si allontana stanco
rassegnato
si ferma
come a un richiamo
si guarda indietro
non si nega
la speranza
nessun rimorso
dall'altro lato
va via
non sei importante
ma lui sta morendo
non guaisce
per sentire
quell'amore che ancora
brucia dentro
non era importante
questo fa male
non parla
ma io lo sento
ha imparato
la lezione
tornare è un errore
quasi sempre
un errore del cuore.
quannu a notti mi accarizza
e cull’occhi cari mi talii.
È focu u to chioviri
mentri n’funnu all’anima
mi lassi nu surrisu
caricu d’amuri.
Manca u sali o to turmentu
e quannu trasi u to sciatu
mi cunfunni carni e pinzieri
e intra a luna chianca mi perdu
comu na nica scintilla
chi mori no ventu.
Dolce sei Tu
quando la notte mi accarezza
e con gli occhi cari mi guardi.
È fuoco il tuo piovere
mentre in fondo all’anima
mi lasci un sorriso
carico d’amore.
Manca il sale al tuo tormento
e quando entra il tuo respiro
mi confonde carne e pensieri
e dentro la luna bianca mi perdo
come una piccola scintilla
che muore nel vento.
Quasi come i fili d'erba
che tremano nel turbinio dei venti,
il mio amico immaginario
ha recitato cinquantasei rosari.
Ho ascoltato con attenzione,
intrappolato nei miei pensieri
dalla sfuggevolezza dell'essere.
Appiattiti sul mio petto
grilli e cicale, fiori senza radici,
come eco di dolori lontani,
inveiscono contro una psiche turbata,
labile, schiva, abbandonata
alla balia del non essere.
Sollevo lo sguardo al passato
e inchino il pensiero verso ovest,
poi penso alle preghiere promesse,
a tutti i miei sbagli, ai miei capelli grigi.
Ed ecco una scossa, ecco il presente,
ecco il mondo in un granello di sabbia,
e poi un altro pezzo di me che se ne va.
Ti ho lasciato una sedia all'ombra del faggio,
sul lato sud del nostro nido d'amore,
c'è spazio per tutti i tuoi sogni,
il tempo per fare rumore
e una matita per tracciar le tue rotte.
Traiettorie indecifrabili, non più consone
alla mia personalità bacata.
Io mi fermo qui, con un sorriso in mano
e ti guardo da dietro la bolla,
nell'angolo più ad est del destino.
Ti ho dato la vita, forse,
e ho disegnato le ali al tuo sguardo,
ma oggi non posso giocare con te,
preferisco contar fili d'erba,
sgranare il rosario con il mio occhio lucido
e perdermi nel tunnel che ho partorito.
Se ho sognato un sogno
Per completare tutti gli altri
Sarebbe incluso
la scatola di playmobil
Se ho sognato un sogno
Che durasse per sempre
Sarebbe incluso
parti interscambiabili
Se ho sognato un sogno
Di incrollabile amore
Sarebbe incluso
il teletrasporto di star treck
Se ho sognato un sogno
senza aghi
Sarebbe incluso
Un dolore che non c'è
Se ho sognato un sogno
Di risata a bocca aperta
Sarebbe incluso
ritornare un pochino indietro
Se io sogno un sogno
nel mio presente
non sarebbe incluso
I capelli che sto perdendo.
Quando appesa la sera
nell’aria
la Luna è rossa
mi volgo al cielo e guardo
la sua veste pudica
che in verità
m’appare
solo una messinscena
Creatura virtuosa
…che sotto sotto
è puttana
Mendace luna…
favilla incantatrice
come angelo argenteo
affascina nobili pensieri
e romanticismi
poi ad ogni tentazione
si concede
la fèmme fatale…
di tutti i poeti è la concubina!
Caldo letto dell'amore
a sfiorar la dolce pelle,
con profumo che a te piace
rimane addosso respirandolo.
Caldo letto dell'amore
nell'abbraccio di quei corpi
che sensuali poi si amano.
Non vorrebbe mai finire
lo sfiorarsi e poi toccarsi
di un sapore a te gradito
di una tenera passione
smania sempre accesa
di una fiamma senza fine.
Son voluto venire
al giardino cinese,
ma sono ancora spente
le lampade a farfalla
e tutto galleggia
nel tenue dolore del lago.
La pioggia battente
ha allontanato gli invasori,
i vetri cadono dipinti d'acqua
in labili monogrammi.
Le foglie mostrano
l'anima racchiusa,
matta di solitudine
e di una gioia assurda.
quello vero
che colpisce.
Ti prende intensamente
facendoti scoppiare la voglia.
L'amore...
Che a volte
può distruggerti la vita
se non puoi viverlo
a trecentosessanta gradi.
Cosa dire...
Se a volte le parole
che hai nel cuore
non puoi esternarle
col tuo amore.
Che cosa sei
tu...
Che quando arriva la notte
ti nascondi dal mondo
in un angolo buio
a piangere
per amore.....
quegli uomini:
ordigni di sangue
tra i cestini
dell'ignoranza...
E nel mare di cultura
perse la vita
una ragazza:
disidratata,
bruciata
dalle faville del male...
Abile nuotatrice
tra gli scogli della vita,
in questo mondo di naufragi
voleva diventare...
Ma ora sta lì,
nell'oceano
della nostra sofferenza;
immobile
nell'abisso
della violenza...
Minuti di silenzio;
ci chiediamo:
ma perché
le han distrutto la carriera?
Perché
chi nuotava con lei
è costretto ad annegare
tra le sue stesse lacrime?
Quegli alieni
hanno già perso:
affogheranno
tra la solidarietà della gente
e il trionfo della giustizia...
Accendi la luce
Mi sono accorta di essere viva, di essere donna.
Ora conosco ogni centimetro di me
donna, non nel portar tacchi e minigonna
e non è una vendetta contro di te.
Danzerò sul tuo desiderio più profondo
scolpendo nell'aria un sì...dalle viscere tue strappato
rubando dalla notte il suo mistero lascio nudo il mondo
per poter respirare il tuo sguardo velato.
Guarda la luna, le ho donato il mio pudore
or si nasconde dietro nuvole fatte di fumo
io sono diventata un'anima fatta d'amore
e ti inebria il mio sincero profumo.
Le mani che cercano le mie forme nello stupore
trema il respiro e brilla nel buio il nostro calore
cercami, pretendimi, ti racconto l'amore
quello che ho tenuto nascosto dentro di me.
Gocce di dolce fantasie scendono su di noi
sono tua ora, adesso, lo so che mi vuoi
lasciami viverti tutto, lascia che ti abbraccio
l'arco della mia passione più vera disegna un bacio.
Imparo ad amare, amandomi , amando
ho buttato il pregiudizio nella borsa di una parrucca passando
mi sono specchiata nel lago, ove ho annegato i resti del mio pudore
rinata dopo aver cercato, trovando dentro di me il più grande amore.
Il cuor di chi non sapeva amare
nella notte all'improvviso svegliò il silenzio annoiato
il cuor che rubò il ritmo del mare
ha dipinto gli occhi nel colori di chi ha appena amato.
Quando i ricordi
prepotenti
vengono a galla
e non ti lasciano più vivere,
senti quel dolore
che ti toglie anche il fiato,
e vorresti guardare avanti,
ma rimani bloccata
indietro,
e non vedi una via d'uscita,
un barlume di luce
che ti dia la speranza
di uscire dal tuo labirinto,
e ancora ti senti morire
una due tre...cento...
mille volte ancora,
e ti senti stanca,
e vorresti chiudere gli occhi
e non pensare più al futuro,
quel futuro che sai
che non potrai più cambiare,
dove i sogni
si son dispersi
in una valle di lacrime
annientati
sciolti come neve,
e ti vedi in un deserto...
arido e infuocato
senz' acqua...
e questa maschera
che non riesci a togliere
e che vorresti buttare via,
liberartene per sempre.









