Fisciano-università-ascensore.
Io e un tizio alto con gli occhiali da sole
entriamo nell'ascensore, io guardavo il vuoto e tacevo,
lui non lo so, per via degli occhiali.
Per non comunicare con me e chiedermi: "A che piano ti fermi?"
preme tutti e 3 i pulsanti dell'ascensore (erano tre piani).
Ce ne stiamo fermi, indifferenti nell'ascensore
finchè la porta del primo piano si apre.
Io penso, lui pensa: "chissà se scende li...".
Nessuno scende e restiamo fissi nelle nostre posizioni.
Secondo piano. Pensiamo le stesse cose del primo.
nessuno scende e restiamo esattamente fermi.
Entrambi pensiamo: "Ah allora anche lui scende al terzo,
che cazzo li ho/ha premuti a fare tutti i tasti"
Terzo piano. Si apre la porta, lui commette un movimento e l'attraversa.
Io resto immobile. Il tizio fa qualche passo avanti,
poi resta fermo e gira un'occhiata indifferente all'indietro,
non capendo le mie intenzioni.
Io resto fermo nel vuoto come se nulla fosse accaduto
e lascio che le porte si chiudano.
Ho vinto io.

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Kenji Questo autore ha pubblicato 155 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Commenti
ma un po' mi vergogno.... perciò non ho mai pensato di scriverci su qualcosa...
si si, senza dubbio geniale!!!!!
comunque non mollo!!!!
una scena di vita vissuta, impressa molto bene sulla carta.
ci vuole coraggio, a mio avviso, nel raccontare così apertamente scene come questa.
credo di non sbagliarmi nel dire che tutti noi, quando chiusi nel nostro mondo, scrutiamo soppesiamo e valutiamo chi ci sta di fianco.
certo è una cosa di cui non ne parliamo... ma succede!!