Ho conosciuto il limbo
in altra mia vita
parallela
il buio era padrone
ma come i gatti
i miei occhi vedevano
Camminavo nella melma
putrida e fetida
ma il lezzo che emanava
veniva dall'anima mia
putrefatta dalla sofferenza
Ferite sulle braccia da
stalattiti anomale
pendevano non dalla volta
nascevano in orizzontale
appuntite come aghi ,
perchè volta non esisteva
sul capo il vuoto immenso
L'arsura mi seccava le fauci
mi dissetavo del sangue
che colava dalla pelle lesa
attingendone la forza
per sopravvivere in quel luogo
antemorte
Godevo di quella situazione
nel contempo volevo fuggire
rivedere il sole
assaporare l'aria fresca
tuffarmi nell'acqua azzurra del mare
L'inconscio riportò alla mente
ricordi dell'altra mia vita
attimi sereni, visi conosciuti
ed amati
Uscii dal limbo
ritrovai la mia vera vita,
un sogno non è stato
sulla pelle porto cicatrice eterne
delle stalattiti anomale

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