Ampie sono le nostre confidenze
ma le profondità sono sfuggenti
nelle tante indulgenti narrazioni,
sicché il nostro recondito remoto
esser può sol reciproca carezza
finché non ci soccorre il desiderio
che cancella le nostre ritrosie,
finché non silenziamo le parole
per affidarci ad altri conversari.
Così mi avvolgo nelle tue fattezze
accolto nella tua corporeità
pur conscio che dell’anima tua schiva
tanto ancora vorrei poter svelare,
e tanto ancor mi fingo possedere
almeno per il tempo di un amplesso.
E tu mi accogli pur e in me ti avvolgi
sapendo che di me tanto non sai
e tu forse non vuoi neppur sapere
né io comunicare ti vorrei
se non coi soli cinque sensi ignudi
e coi loro linguaggi reticenti.
Così le alterità nostre sovrane
divengono reciproche custodi
di questa fantasmatica passione,
contemplazione in tremula penombra
di tutto ciò che in cuore immaginiamo,
mentre ciò ch’è più autentico di noi
sfuggir deve alle luci della mente.
ma le profondità sono sfuggenti
nelle tante indulgenti narrazioni,
sicché il nostro recondito remoto
esser può sol reciproca carezza
finché non ci soccorre il desiderio
che cancella le nostre ritrosie,
finché non silenziamo le parole
per affidarci ad altri conversari.
Così mi avvolgo nelle tue fattezze
accolto nella tua corporeità
pur conscio che dell’anima tua schiva
tanto ancora vorrei poter svelare,
e tanto ancor mi fingo possedere
almeno per il tempo di un amplesso.
E tu mi accogli pur e in me ti avvolgi
sapendo che di me tanto non sai
e tu forse non vuoi neppur sapere
né io comunicare ti vorrei
se non coi soli cinque sensi ignudi
e coi loro linguaggi reticenti.
Così le alterità nostre sovrane
divengono reciproche custodi
di questa fantasmatica passione,
contemplazione in tremula penombra
di tutto ciò che in cuore immaginiamo,
mentre ciò ch’è più autentico di noi
sfuggir deve alle luci della mente.

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