quel Capodanno ancor tra i miei ricordi
guardando una tivù ai suoi primordi (1)
che in calice mi offrì romanticismo.
Dieci anni forse avevo o forse meno
sol soletto appartato nel tinello,
i grandi a festeggiar l’anno novello,
l’anima nel mio fertile terreno
germogliava guardando uno spettacolo
di dame e cavalier coppie danzanti
suon di valzer viennesi in cuor vibranti
mai pria sentiti. Fu come un tentacolo
che m’avvolse d’ardenti sensazioni,
biancovestite splendide fanciulle
in abiti chissà se organza o tulle,
sorrisi che sembravano allusioni
rivolte a principeschi cavalieri,
come un festoso ed intimo tripudio
come ad amor cedevole preludio,
ch’eccitava i miei tremuli pensieri,
e desìo di calcare quella scena,
sinestesi di musica e d’amore,
e fuggir dal domestico grigiore
di solita minestra cantilena.
Poi raggiunsi con cauta reticenza
d’adulti e più piccini la brigata
ma l’anima sentivo ormai mutata
come avessi smarrito l’innocenza
avendo in mar segreto navigato
e avvertito sensuale un mio disagio
sconvolto da un soave nubifragio
com’esser dell’amor già innamorato.
(1) seconda metà degli anni ’50, un televisore da 18 pollici, allora in bianco e nero, il primo e ancora l’unico del condominio.
La cometa del silenzio
bussa alle porte dell’anima
e come il diario della solitudine
si sgretola imperfetta
fra pianoforti d’autunno,
valigie d’alba socchiuse,
baci di pioggia e pensieri.
La cometa del silenzio
regala al mondo l’attesa,
vive nel petto della sera,
fiorisce in un giorno acerbo,
disegna le vene di un tramonto
per poi spezzarsi sul cuore
come pagina di luna
su sguardi dimenticati.
che portasse i tuoi occhiali
dietro i miei occhi verdi
fisico snello e capelli neri
volevo una figlia
che giocasse con me
con il tutú ed il the
e se triste, venisse da me
volevo una figlia
dal sorriso come il tuo
ricordandoti mi rifugio
nei ricordi del passato
volevo una figlia
Juliette
spiegazione: il continuo de "la figlia che non c'è".
indipendentemente dalla propria età,
poi ad un tratto ti manca il fiato,
mentre un coccodrillo è li' in agguato.
Ma la strada non puoi più cambiare,
quel fiume di imprevisti devi oltrepassare,
cominci con audacia il tuo attraversamento,
contando su poca strategia e tanto buon vento.
C'è il destino da coccodrillo vestito,
che le tue mosse ha già seguito,
attende sornione il giusto momento,
un passo falso di qualcuno poco attento.
Ad un tratto con colpo di coda si paga dazio,
un attacco sferrato non lascia spazio,
in un fiume torbido di sangue e lacrime,
lo gnu di turno rimane esanime.
conduce verso l'universo
di quel profondo tumultuoso mare,
a farmi risorgere nella fantasia
dei sentimenti più intimi
dispiegati alla luce degli occhi
della ressa palpitante di emozioni.
L'essenza di poesia è ristoro
per l'anima che sogna nei meandri
che la vita impone lungo la via,
una coltre che ripara scaldando
parole pregne d'amore
esplose nel cielo del cuore.
L'essenza di poesia
è una scia luminosa senza confine
dove ogni verso racconta la sua nenia
o la sua letizia nello spazio del tempo,
essa sarà viva in eterno
nell'essere di ogni giorno
a scalfire momenti lieti
per il superficiale sentire,
e crepe profonde
per chi ama incondizionatamente
l'introspezione del poema stesso.
L’autunno sbottona
il suo rosario di luce,
le foglie impettite d’oro
vagabondano sui prati
come apostrofi d’ottobre
sfrattati per sempre d’estate.
Un pianoforte di nebbia
si strugge malinconico
fra i regali del vento,
ruba gli spiccioli del silenzio
come la canzone dell’età.
Un cappotto di nuvole
arrabbiato di pioggia
solletica panchine solitarie,
viali vestiti di ruggine,
lacrima su ombrelli
e su strade disperate.
Sui vetri arruffati di pioggia
l’anima si piega ai ricordi,
sfoglia il diario dei suoi pensieri,
annusa una cometa di garofani rossi,
si confessa bimba felice,
giovane donna distratta,
sposa d’autunno colorata.
i piu' attendon l'alba nella propria dimora,
il lavoro chiama i più mattutini,
i treni arrivan con i puliti finistrini.
La notte ancora avvolge tutto,
ma il suo buio sarà presto distrutto,
le prime voci s'odon nel vagone,
pian pianino si riempie la stazione.
Il rumore delle rotaie è già cadenzato,
il ciuf ciuf è un miraggio dimenticato,
le porte si aprono e chiudono in fretta,
sale gente con in man la schiscetta.
Una nuova giornata è già iniziata,
ognun con in dote i propri desiderata,
di nuove emozioni il tuo animo è ingordo,
mentre un baldo controllore sale a bordo.
volgendole in parole ben intese
per carezzar soavi volti amabili
e affabular le menti lor sottese,
quei volti che sermon son della mente
di un’anima un linguaggio ch’è silente. (1)
Ma davvero nessun saria capace,
e s’il fosse saria ostico ardire,
di far di sé un ritratto assai verace
e di sé poëtar senz’arrossire
dare di sé sincere trasparenze
senza foglie di fico od indulgenze.
Così un “velame de li versi strani”
quel sentir non fa esprimer che s’asconde
in poeti da “li ‘ntelletti sani”, (2)
che compongon di sé tra umane sponde
tra le torbide onde d’un linguaggio
sublime o greve di cui sono ostaggio.
Un angelo vorrei dal ciel mandato
liberator da ogni inibizione,
da demoni o pudori del peccato,
da lessicali limiti in ragione
di dar voce al poeta dal profondo
da consegnar autentica al suo mondo.
(1) Vultus sermo quidam tacitus mentis est (Cicerone): Il volto è in qualche modo un linguaggio silenzioso della mente.
(2) Riferimenti a Dante, Inferno IX: “O voi ch’avete li ‘ntelletti sani/ mirate la dottrina che s’asconde/ sotto il velame de li versi strani”, ove un angelo apre a Dante e Virgilio le porte dell’Inferno.
Tre ottave toscane con schema rime ripetuto uguale in tutte e tre ABABABCC ABABABCC ABABABCC.
In troppi preferiscono provare
congiuntivite od altro tristo male
piuttosto che un dì mettersi a studiare
il congiuntivo ed il condizionale
per poi capire dove e quando usare
il primo od il secondo e non banale
presente ed imperfetto indicativo
facendo della lingua uso nocivo.
Eppure la licenza elementare
fu d'obbligo a livello nazionale
dal Regno di Sardegna¹ per cercare
di rendere più umano l'animale
facendolo contare e anche parlare
con lessicologia convenzionale
che lo rendesse aperto e comprensivo
dicendo "ascolto parlo, leggo, scrivo"
con un sistema per comunicare
che fosse ad un livello più globale
capace di narrare, emozionare,
spiegar la scienza o far matrimoniale
proposta o sentimenti raccontare,
discutere assemblea condominiale
senza grugnire in modo convulsivo
con un linguaggio di chiarezza privo.
¹: nel 1859 si introdusse l’obbligo fino alla 4ª elementare, ed in 4ª già si imparavano congiuntivo e condizionale per poter superare l’esame ed avere la licenza!
27/09/2024
Con riferimento al “Teorema” di Marco Ferradini, rispondo al suo amico che gli andava blaterando che basterebbe lasciare aperta la porta del cuore per vedere che qualcuna è già in cerca di … di me? Metrica strana, ogni strofa consta di quinario, senario e ottonario che si ripetono con rime abCabC.
Solo illusione!
Senza parlar curdo
ora ti sto preparando
dimostrazione
(si dà per assurdo)
che non mi stanno cercando:
sono ingombrante,
non son trasparente,
è facile rintracciarmi,
pur se distante
fortunatamente
potrebbe lei contattarmi
Se non avviene
che riesca a trovarmi,
chiuder possiamo la porta:
lei non ci tiene,
non prova a cercarmi
ché di me non se ne importa.
E poi del resto
ci son pretendenti
decisamente migliori
nel suo contesto,
maschioni splendenti
senza debiti e dolori.
Solo una stolta
può volere me
e con le stolte ho già dato!
Quindi stavolta
fuggo quel cliché
e tengo l’uscio serrato.
25/09/2024







