quanta gente avrò accanto
di che umore sarà quel giorno il cielo
se sarà lunga sul calvario o idea di un attimo
accadrà
ma io sono pronto
ho anche la valigia
piccola marrone con due scatti cromati di chiusura
la cordicella di canapa robusta
e il manico bianco d'osso finto
dentro poche cose
due semi un pugno di terra e una fotografia
quanto serve
unica speranza è che ci sia l'acqua
l'ultima volta c'era
mi sento talmente vuota
e penso;ma se dovessi sparire?
Se andassi via lontano da qui
da questo posto malinconico,opaco,
se ne accorgerebbe qualcuno
della mia assenza?
A volte mi sento talmente vuota, sola,
che la mia mente s'ingozza
di mille pensieri.
Mi rinchiudo in me stessa
e le parole fanno fatica ad uscire
per colpa di uno stupido nodo in gola.
A volte
mi sento talmente vuota,
sola....
Perché nessuno è in grado di capire
realmente quel che provo.
Mi dicono "Sarà l'ansia."
Se questo è vero
mi sta distruggendo......
mi buca il labbro
e mi punzecchia
l'ombelico,
vi è l'alluce
che entra nella cruna
e vi si incastra,
tra le retine
dei pescatori
e le corna
di lumache e tori...
Alquanto arcano
come si barrisce
per non ridursi
a squittire
con la proboscide
nell'alcool...
Destati un attimo,
scansa le narici
e dipingiti l'iride,
con la tonalità intensa
del caffè amaro:
destati per sempre,
devi essere come lui;
il preistorico affamato
che sbraitava grezzo
al mammut crepato
che ora tu sei...
Adesso non so più volare
per il mio volere
e non so più amare
con il mio calore
rendo alla terra le mie viscere
tornando nei luoghi
dove la luce mi diede un sorriso.
Cosa sarà di me
se non avrò più una parola
rubata dal mondo
e taciturno fermerò il mio cuore
solo al tuo volere.
Prendimi con te... notte,
la mia anima
sospirando ti regalerà
un ultimo sorriso
per non morire
ogni giorno
in più.
dentro il corpo
corpo che si modella
modella vicino al fuoco
fuoco che brucia
brucia baci e carezze
carezze che coprono
stanchezza e dolore
dolore ormai dentro
dentro il cuore
cuore che sussulta
sussulta alle tue parole
parole e movenze
movenze sensuali
sensuali sotto raggi della luna
luna che osserva
osserva ed accompagna
la nostra notte
notte che non corre
corre oltre il tempo
tempo dilatato
dilatato nei colori
colori e profumi
profumi di noi
noi uniti in effluvio
effluvio perfetto
perfetto anche da ascoltare
ascoltare nel suo scivolare
scivolare dentro
Arpia, sfidi i miei sentimenti
donna mia, porti in me l'aurora
e non ti curi dei miei lamenti.
Mentre ti vedo assorta sui monti
dietro i vetri: è la mia ora!
Sussurrano piano i tramonti
forse, io, ti desidero ancora.
Mi sento circondato da serpenti
che mi tormentano dolcemente, ora
tu sorda mi guardi mentre canti.
Come il ritorno alla dimora,
assediata da mille pezzenti,
è reso arduo, da te, Signora.
Vagano gli occhi per la stanza
nel silenzio del primo mattino
quando il respiro
ha un diverso rumore
e l'anima ancora non è stanca
Cambio tana ancora una volta
avrò un giardino di trifoglio vestito
addobbato da fiori colorati
profumato da erbe aromatiche
Già più nulla sento che mi lega
a queste mura
sono piroettata verso
le sere estive che verranno
assaporando la brezza
sollievo dalla calura del giorno
Alla luce della luna
potremo parlare rilassati
sul vecchio dondolo,
mentre sotto il palmo sento
il morbido pelo del nostro cagnolino
tutto da accarezzare
Assaporo il profumo di caffè
bevuto al tavolo bianco del giardino
mentre il primo sole
ci dà il buongiorno
progettando la giornata
o semplicemente perdendosi
nella serenità di noi
Non sono gatta
che si affeziona al luogo
la casa è l'essenza che dentro
si porta attraverso il nostro essere,
i pensieri, le gioie ed i dolori
ma in cima alla lista l'amore ….
è l'amore che di fa di due cuori una casa da vivere
che sia castello, spelonca o sotto il firmamento
l'essenziale
è averti accanto
al dolore di un sogno mattutino.
Solo su uno scoglio, un bimbo
guarda il mare con lo sguardo all'infinito
nel pensiero ripieno di entusiasmo
i delfini saltano le onde in gioco
e le vele sfidano il vento fioco.
Ha capelli bianchi e occhi stanchi
il bimbo, stretta la vita in un pugno
ha dimenticato l'amore e il sogno.
Una signora nera abbraccia il suo tempo
lieve accarezza la sua fronte e il fianco.
Poco distante un'esile bimba
con capelli rossi e lentiggini sul viso
urla il suo nome pregandolo in sorriso
di voltarsi verso di lei e di credere
che non era solo un gioco
il suo amore caduto in volo.
"Ti voglio bene, non mi lasciare sola"
urla la piccina ma il bimbo è già sparito
la nera signora l'ha nel frattempo,
sconfitto e vinto, e portato in paradiso.
È notte e piange il cuscino
mentre la luce del giorno illumina il mattino
c'è qualcosa che luccica, un piccolo bagliore
il bimbo ha lasciato qualcosa sullo scoglio
il suo piccolo grande Amore.
La cupola è
un ragno di stelle
un ragno
di ragni bianchi,
trenta raggi ondulati
vogliono andarsene
insieme a me
e viaggiano, la testa
fuori dal treno.
Ti do il mio dolore te lo infliggo
dalle mie gemme iniziali
che si squarciano piano
all'avvicinarsi dell'alba.
È notte fonda
con tutti i perché del giorno
trascorso nelle rette
di binari immaginari,
pronti a fare compagnia sempre,
senza mai sfiorarsi.
Scivolano negli occhi del buio
le lacrime sognatrici,
che furono belle,
appaganti le fantasie
dell’essere uomo
vicino a lei che amo.
tengo in scacco la vostra sorte.
Tutti son per me uguali
conosco i nomi di voi mortali.
Osservo i vostri volti stupiti,
nel seguirmi lascerete i vestiti.
Nera ho la veste, bianco il viso
Agli arroganti strappo il sorriso.
Il tempo mi è compagno,
la nuda terra il mio giaciglio.
Del peccatore son periglio.
Non ingannate la vostra coscienza,
questa vita è vana apparenza.
Nella vita siete servitori,
seccheranno i vostri allori.
Periranno le vostre ricchezze,
tremate davanti alle mie fattezze.
Copro il vostro riposo col mio manto,
punisco chi degli averi mena vanto.
Il duca e il contadino
trovan per me medesimo destino.
Non bado a titoli e nobili natali,
meschini siete voi mortali.
Nudi eravate e tornerete
nell'eterno della mia quiete,
polvere rendo il vostro sangue
nel vostro volto pallido ed esangue.
Chi è giusto non mi tema,
l'iniquo al mio passaggio trema.
Io son sorella morte
mischio le carte della vostra sorte.
dove i sogni sono polvere
e profumo
e nuvola,
occhi di demoni chino sul mondo
respirano nel bianco alfabeto della notte
e tacciono e osservano
i fuochi dell'Est
riprendersi luce e lasciare tenebra
nell'incolore destino degli uomini.
Braccia d'oro scivolano sui mari
come brevi promesse di capitani sepolti
da onde nere e gonfie,
e una rondine
ricordo perduto
lancia alto un grido che ribolla nell'oceano.
Si ritira il giorno dall'orizzonte,
una mano di fiamma a donarci la luna,
sguardo silente sull'antico rumore,
mentre alberi e fiumi e fiori
- respiro della terra tutto
s'inchinano dinanzi alla madre
in un unico, grande saluto.
C'è qualcosa attorno a noi
che nessuno sa ben spiegare;
esser ciechi di fronte alla meraviglia
è morire a poco a poco.
incantata dalle onde
gigantesche.
Mi ero costruita il mio castello di sabbia
in riva al mare.
non calcolando che le onde lo
potevano far crollare, cosi è stato
si è sgretolato davanti ai miei occhi
non potevo far nulla per salvarlo.
Il vento fischiava spettinandomi i capelli
volevo portasse via i pensieri.
Le onde sempre più forti,minacciose
volevo toccarle,contarle,
ma non riuscivo,
m' avvicinavo alla riva
sempre di più, ecco! Ci sono.
L’ultima onda…..
L’ultimo respiro del mare d’inverno.
Incubi svegliano
non mi spaventano
se sei con me
a farmi compagnia
ti accarezzo addormentandomi
al tocco
della tua mano affettuosa
che sfiora la mia
nei tuoi riposi tranquilli
che sembrano non sognare
nel buio avvolgente
di notti coinvolgenti
innamorate, sapendo
tutto dell'altro
dei germogli, di piantine
al sole, sussurrate









