tengo in scacco la vostra sorte.
Tutti son per me uguali
conosco i nomi di voi mortali.
Osservo i vostri volti stupiti,
nel seguirmi lascerete i vestiti.
Nera ho la veste, bianco il viso
Agli arroganti strappo il sorriso.
Il tempo mi è compagno,
la nuda terra il mio giaciglio.
Del peccatore son periglio.
Non ingannate la vostra coscienza,
questa vita è vana apparenza.
Nella vita siete servitori,
seccheranno i vostri allori.
Periranno le vostre ricchezze,
tremate davanti alle mie fattezze.
Copro il vostro riposo col mio manto,
punisco chi degli averi mena vanto.
Il duca e il contadino
trovan per me medesimo destino.
Non bado a titoli e nobili natali,
meschini siete voi mortali.
Nudi eravate e tornerete
nell'eterno della mia quiete,
polvere rendo il vostro sangue
nel vostro volto pallido ed esangue.
Chi è giusto non mi tema,
l'iniquo al mio passaggio trema.
Io son sorella morte
mischio le carte della vostra sorte.
dove i sogni sono polvere
e profumo
e nuvola,
occhi di demoni chino sul mondo
respirano nel bianco alfabeto della notte
e tacciono e osservano
i fuochi dell'Est
riprendersi luce e lasciare tenebra
nell'incolore destino degli uomini.
Braccia d'oro scivolano sui mari
come brevi promesse di capitani sepolti
da onde nere e gonfie,
e una rondine
ricordo perduto
lancia alto un grido che ribolla nell'oceano.
Si ritira il giorno dall'orizzonte,
una mano di fiamma a donarci la luna,
sguardo silente sull'antico rumore,
mentre alberi e fiumi e fiori
- respiro della terra tutto
s'inchinano dinanzi alla madre
in un unico, grande saluto.
C'è qualcosa attorno a noi
che nessuno sa ben spiegare;
esser ciechi di fronte alla meraviglia
è morire a poco a poco.
incantata dalle onde
gigantesche.
Mi ero costruita il mio castello di sabbia
in riva al mare.
non calcolando che le onde lo
potevano far crollare, cosi è stato
si è sgretolato davanti ai miei occhi
non potevo far nulla per salvarlo.
Il vento fischiava spettinandomi i capelli
volevo portasse via i pensieri.
Le onde sempre più forti,minacciose
volevo toccarle,contarle,
ma non riuscivo,
m' avvicinavo alla riva
sempre di più, ecco! Ci sono.
L’ultima onda…..
L’ultimo respiro del mare d’inverno.
Incubi svegliano
non mi spaventano
se sei con me
a farmi compagnia
ti accarezzo addormentandomi
al tocco
della tua mano affettuosa
che sfiora la mia
nei tuoi riposi tranquilli
che sembrano non sognare
nel buio avvolgente
di notti coinvolgenti
innamorate, sapendo
tutto dell'altro
dei germogli, di piantine
al sole, sussurrate
| 03:01 A.M. | uno: il bacio che mi diedi, l’inizio, la differenza, l’attributo di un io che solo ora iniziava ad esistere.
| 03:02 A.M. | due: i corpi dentro quella stanza, emblema di perfezione e completezza, il necessario sollievo reciproco.
| 03:03 A.M. | tre: quel sogno “infantile” che custodivamo silenziosamente per il nostro futuro, così fragile, così bisognoso.
| 03:04 A.M. | quattro: le mandate di quella porta che ci escludeva dagli orrori del Mondo, prigionieri della nostra felicità.
| 03:05 A.M. | cinque: le dita di ogni mano, intrecciate le tue nelle mie, in una preghiera che sussurrava “Non lasciarmi”.
| 03:06 A.M. | sei: le ore del giorno che potevamo passar assieme: mai abbastanza, mai sufficienti. Come la mia sete di te.
| 03:07 A.M. | sette: l’ora della sveglia. Lieve, se aprendo gli occhi, vedevo il tuo respiro sereno fra le mie braccia.
| 03:08 A.M. | otto: l’ora del lavoro. Due vite apparentemente separate, unite dal magnetismo eccentrico dell’amore.
| 03:09 A.M. | nove: gli anni passati assieme… No! Non passati… Vissuti assieme! Vissuti per te, con te, grazie a te.
| 03:10 A.M. | dieci: i minuti che ho impiegato per ricordare che ti ho persa per sempre, per rifiutare questi pensieri, per
chiudere gli occhi e costringermi svogliatamente a dormire. Per continuare, domani, un qualcosa che
sarebbe già dovuto finire ieri. Che senza te non ha più senso.
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Notte di Mercoledì, 2 Marzo 2011
su sentieri di ripido cammino
come un'enigma che si specchia
tra sponde poco profonde
di luce penetrante
e disegna punti di domanda
in trasparenze di sorgente
che sanno di montagna
e aria fresca e pungente
e immeritati nuovi mattini
e svogliati silenzi graffianti
come raffiche di vento
la mia discesa aspettando.
amante perfetta
mi guardi e mi sfiori con il tuo alito
M’imprigioni nel tuo bene
soave cantilena fatta di tocchi soffiati
di quell’alito bramato … raspato e … volato
Mi cullo in quell’odore
che sa di buono, di pulito
dove le verità son semplicemente verità
Sorrido, tendo la mano
ti sento … sei viva
serenità.
Come non amarti ancor di più
se nel tuo sguardo
che galeotto fu del nostro amore
vedo il desiderio di tornare indietro,
leggo la sensazione di deserto
lacrime non lasci cadere
ma hai tuoi piedi
è nato un lago salato
Come non amarti ancor di più
non per il tuo corpo
che muta ogni giorno
un cavo del tuo sistema elettrico
brucia, una lampadina si spegne …
oh no non è per questo
ora siamo più intimi che mai
accarezzo il tuo corpo
nel fare la doccia insieme
ed il getto dell'acqua
ci scalda si accende la passione
e fare l'amore e dolce passionale,
unico …
Ridiamo come due bambini
osservando le piastrelle blu
cosparse d'acqua
ma nessuna mamma ci sgriderà ….
siamo solo noi nel nostro paradiso
fatto non di mura
ma di sentimento che ci nutre
ci riposa
Siamo più fortunati della luna e del sole
che solo all'eclissi possono baciarsi
i nostri baci vestono ogni attimo
del nostro tempo ….
Come non amarti ancor di più !!!
hai cinto di clangore un fianco
l’altro sullo sfondo
di luce riversa, giace
illumina -e più mi guardi
mi dici bianca,
come sei candida -e nera
quale contrasto
alle pupille!
oh! cerchi liquidi, asole al collo
affogo d’eutanasia
il lago blu coi cigni
ninfee leccate , onde piccole
ogni cosa aspetta
la foglia cadere -lo schianto
e tu
hai una farfalla
all’angolo della bocca
schiocco morbido di nuvola
pioggerella orizzontale
t’assaporo
-esisti
Vien slegando nella mente il mostro
con appeso il mio cuore a capestro;
e' quell'attimo d'orrore dove sviene
sul foglio ironico, il verso
come appare, quand'e' maldestro.
Vien toccando il pensiero
come il mare, in un bacio sottoterra.
"Non si può vivere senza sognare"
mi sussurra, ne son sicuro.
Serve solo a farlo soffocare
l'angelo, che colora l'arte
con il suo unico occhio di raso
piegando l'ala del tempo
senza perdere di vista il caso.
Il cuore risvegliatosi sul viso
bagna gli occhi all'improvviso
con parole cresciute sotto serra.
Affama l'anima chi, disarmato
di spirito nel buio soffoca
il pudore, orfano d'amore.
Invasioni di campo,
uccidono l'incanto.
Questo e' un mondo segreto,
il mio soltanto.
In punta di piedi
a uno scrigno pian m'accosto,
la mia Itaca con scogli bianchi
e mare dai riflessi color bosco.
In lei, rido e piango,
rintanata tra fragili fogli
simil giunchi
rifugi stanchi
con uno sparo al cuore.
Morto, oh mio Signore!
rivoli d'acqua al di là del fosso.
Il Sole inebria come il vino rosso.
Rosso il sangue scorre nelle vene,
Rosso l'amore risveglia la natura.
Covoni di grano pronti alla coltura.
Caldo scende il sudore dalla fronte,
Il ghiaccio si scioglie sul monte.
Ronzii assordanti di cicale,
vocii di comari in fondo al viale.
Fanciulle ebbre amore
cercano risposte tra i petali di un fiore.
Rossa l'estate infuoca il muro
rosso il cuore batte come un tamburo.










