Lunga desolante giornata
che nel silenzio ci ha
allontanato,
le foglie nere
con in bocca
il loro insetto
sono rimaste appese
in un vecchio negozio di nastri
in attesa di venirmi incontro,
come fa forse una volta all'anno
la tenerezza
della sera
quando non te l'aspetti.
la sua salute precaria
segue la via verso il nulla
Non è
viaggio quest’antinomia
il binario
ha sempre un numero in più
un gradino
più alto della gamba
-e si reclama il posto al finestrino:
l’aria rapace correre agli occhi
insetti sconosciuti
lasciarci la pelle nell’urto
(Basta con la memoria)
Parto senza una mappa
il punto dove mi trovo
non è segnato
L’arrivo non ha attinenza;
ho lasciato le suole
sul chilometro svelto
della banchina
Cosa ti farei
sotto le lenzuola
quando ad osservarci
ci sta solo il buio.
Ti farei morire
dando mille morsi
a quel dolce odore
di fragola di bosco.
Cosa ti farei
se tu fossi ora
nel mio letto caldo
ti direi parole con un senso solo.
Dammi questo gusto
anche poco
solo quel che basta
per avere te.
Dolce come il miele
che mi piaci tanto
ora si che ho tempo
per assaporarti....
ti cerco
dentro me
vorrei che tu
illumunassi
il mio cuore
vorrei che tu
ti accorgessi
dei miei inciampi.
Poesia guidami
per questo sentiero
tortuoso dove i passi
si perdono tra le nuvole.
Ti prego
aiutami
e fai che un sorriso
mi bagni le labbra
prima di sera.
lento il cuore
vetro rotto
che in nessun
cammino conduce
a stento il mattino
saluta l’oro
portando aria
e fiori rossi
corallo
mentre
immobile
nel giglio talamo
ispidi pensieri
vagano per la mente
al suon di campane
in attesa
di un’avemaria
Sole, meraviglia d'amore
ti confondi con le stelle
Sei l'universo fiorito
coccolato dal tuo stesso respiro
dai pianeti
irradiati dai tuoi raggi
incandescenti
voluminosi, affianco agli orizzonti
davanti all'infinito discusso
da pensatori, che si chiedono
cosa dietro c'è
nel silenzio, avviticchiato in quell’angolo
scandagli d’animazioni veloci dei passanti
osservi smanioso andature difformi
di cert’uni, tentenni ad imitare
omologhe di animali mescolati a prede
Folate di fiati sbuffanti
puzzolenti refoli ti cadono addosso
e tu, pigiato nel buio pesi e soppesi
il peso delle asfissie
rigetti e richiedi, a quel santo, ricusazioni
t ‘ascolta svettandoti la molla
T’alzi e ti scuoti, sputi sull’asfalto
sgrassandoti la bocca con la manica
del primo miserando che t’urta
ciondoli sfrontato ossequiandoti
rizzandoti prosegui non curante
dei marciapiedi che son pieni d’impronte grevi
Hai deciso, svolti e sali
inciampando e strisciando
turgori nel tuo corpo, ma non ti fermi
affondi il naso nella terra
esprimendo riconoscenza, t’inchini ad essa
E’ codesto profumo che reclami.
Ho demolito a mani nude
con lacrime di ghiaccio
il muro di filo spinato
che come un lager virtuale
intrappolava l'anima mia
la vista del sole
negava al mio sguardo
Viva e libera di vibrare
nel cielo il mio volo
sfiorando il mondo
accarezzando emozioni
vere, profonde
Assaporo il profumo
di sentimenti sconosciuti,
fiducia forte, resistente
ai venti più impetuosi
come sequoie secolari
Amicizia indissolubile
non esiste distanza
nemmeno la morte
potrebbe distruggerla,
è come un amore
marchiato a fuoco nel cuore
Trafitta da freccia avvelenata
del tradimento
amaro come il fiele
rigagnoli di sangue gocciola
dalla pelle lacerata …
Per questo esiste il perdono
cicatrizzante naturale
segni sulla pelle del cuore
non rimarranno
…. ed il sole riprende a splendere
tante cose
ti regalo il mio sorriso.
Ti regalo il sole, un tramonto, una stella,
tutti i giorni sei nei miei pensieri
le notti nei miei sogni.
Regalo le parole che ogni giorno
ti dice il mio cuore
ti regalo me stessa.
Spunteranno sul viso delle lacrime
sarà un regalo per te, sono lacrime di gioia
per avere amato te.
Questa poesia per ringraziare una persona che in questo periodo un pò buio mi a fatto tornare il sorriso grazie di cuore.
magari davanti a milioni di persone
dire quello che penso
o che sento.
Vorrei poter gridare a squarciagola
che avevo una ragione
dissoltasi piano piano
come nebbia al sole.
vorrei cambiar le regole
dire che il mondo
non è più rotondo,
fare festa quando mi pare
non quando lo impone il calendario.
Mi piacerebbe tanto
quando vado dal dottore
che no mi dica le solite parole.
"Deve stare attento,ha una certa età,
si tenga controllato, faccia una dieta,
poco cibo e senza bere vino...."
Un buon bicchiere di vino rosso.
"Signor dottore che mi rimane?
Mi metto un cappio al collo
e vi saluto..."
Da centocinquant’anni sempre stanca
Vedremo dal comignolo sbuffare
Alzarsi sopra i tetti e roteare
Allegra perché loro finalmente
Capiscono i bisogni della gente.
Con gli occhi sempre fissi poveretti
Guardiamo quel camino, in cuore stretti,
Ma ancora e poi ancora ci dispera
La sporca odiosa e ria fumata nera.
Si squadrano con occhi da sparviero
Ma intorno ridiventa tutto nero
E intanto calcolando gli affamati
Intascano soldoni soddisfatti
Dal primo fino all’ultimo di ieri
Somigliano ai capetti dei negrieri.











