C’è un’atmosfera minacciosa
di cielo vigliacco
come di un temporale non udibile,
fatto solo d’aria.
 
C’è stagnazione
persino nel volo dei gabbiani.
 
Rare nuvole alte
poggiano sul nulla,
cirri grigi si sfaldano
su un bianco ingannevole.
 
La sera scende
nella mia inquietudine
e la brezza
rinfresca a intervalli.
 
Paesaggio e disperazione,
come speranze dimesse,
navigano in foschie senza nebbia,
tra imbastiture rotte da falsa tempesta.
 
La bassa marea
lascia scoperto il nerume melmoso
e vedo soltanto attraverso l’odore.
 
C’è del salmastro
nel mio proposito.
 
 
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Commenti  

Ambra PILTI
+1 # Ambra PILTI 02-04-2013 22:29
Nella profondità dell'essere c'è anche la parte oscura...il buio, dove spesso si rientra. E' quella parte che rimescola e fa sentire "dolore" o forse qualcosa di cui abbiamo bisogno, che ci manca...ma sappiamo in cuor nostro che dopo la notte torna il giorno. Complimenti Vincenzo.
Nadezhda/Speranza
# Nadezhda/Speranza 03-04-2013 02:23
Tante immagini in una sola poesia, bravo, molto bella.
Rita Stanzione*
# Rita Stanzione* 05-04-2013 02:19
Densa di sensazioni, inquieta trasporta

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