Il drago-droga
ha sputato una fiamma
bruciando una giovane vita.
Non più primavere coi fiori,
un'altra giornata è finita
portandosi dentro la morte.
Il drago
sbuffando s'ingoia
i cenci già miseri e sporchi
di chi l'ha guardato negli occhi.
Un misero mucchio
di stracci
è ciò che rimane
di un figlio.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Fiumi di parole
sorpassano l'orizzonte
traboccando
mentre ti ritrovi
nel silenzio spezzato
di un fiore
che non potrai cogliere.
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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Quel pane raffermo abbandonato nella credenza

dove il credo si è consumato

tra detti e parole buttate al vento

Un vento dissennato che soffia e tormenta

spegnendo le fiamme dei cuori

vi posa, al cambio, ramoscelli secchi

pieni di chiodi arrugginiti e deformi

piantati lì, nelle carni vive

Un servizio tolto all’umana fede

di quell’uomo inginocchiato

davanti ai tralicci delle piaghe

Una volta non temeva

ora, non è capace di rialzarsi

è dolore nelle ossa scremate

 laceri di carne.

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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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Galleggia l'aria
Non senza lasciar l'acqua
sotto un brivido

 

(paesaggio lacustre)
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Affondava la testa nei crisantemi bianchi
della tovaglia in una scena di nullità.
Dovizia di tentacoli.
Osservava tutto così
come spaesato
senza piangere

fino all'attaccapanni
dalle radici
 nel pavimento
coi soliti frutti
ormai per sempre perduti
  nelle frange.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Fantasie celesti, voli d’aquila,
balzi felini, antilopi in corsa,
ghiacciai perenni
sui monti eterni,
abissi bui in tempestosi mari,
foreste antiche fra impetuosi fiumi,
pensieri in trono
dentro il cuore amico
tu sei negli occhi
che del mio vagare
sei bella sempre, e sempre rimarrai
angelo puro
dei miei sogni belli.
 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Spinge la nave
il vento azzurro
tra profumo di sale
e orizzonti sbocciati
mentre un ricciolo di pioggia
scende giocando
sul mio volto sognante.
Come mi manchi
in questa primavera
spoglia di emozioni
che si ostina a vestire ancora
i colori del bacio.
Quel rosso acceso
che coglie il respiro
come i petali della rosa  bevono
 la rugiada nascosta
tra la  seta lucente.
Come ti voglio
tra queste onde
del viaggio celeste
e mentre ti cerco
parlo di te
a quel profondo inesplorato
cantando l’alba della speranza
diventando un gabbiano
che sorvola il tramonto esploso
e in una lacrima sulle piume del sogno
si specchia ora
il tuo viso  amato.
 
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Corre il tempo
sparviero dalle ali fugaci
a coprire gli spazi increspati
da meschinità perverse.

Paziente nel parco
delle menzogne 
colui che difende
l’onore e il rispetto
dal gretto dire.

Spazio limitato
al poetare vizioso
a chi dopo il sincero
approccio mostra
il perverso desiderio
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Profilo Autore: elvio angeletti  

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In cima alla notte
il mio risveglio
che domanda di te 
 
tra due virgole
di passaggio
 
Nessun inciso
nessun segnale
È  solo il merlo
che
tra gorgheggi
 
due volte
fischia il mio nome
dalla lettera u
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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vidi una tua foto delle medie
indossavi dei pantaloni larghissimi
tutto un pezzo
 
ricordo
che in qualche tua confessione
me ne accennasti
 
era il periodo in cui
iniziavano a scandirsi
le forme di una donna
 
ma tu eri un qualcosa
di integramente puro
provincialmente, divinamente
puro
 
e ti sentivi sporca
quando in classe ti alzavi
per buttare una carta
 
vorrei tornare in un'altra vita
per stringerti la mano
per accompagnarti
fino alla porta dell'aula
a temperare la matita
al cestino
e sussurrarti all'orecchio
"tu sei
magica..."
 
t'immagino ancora
girarti e arrossire
mentre un insegnante
ti dettava
il suo fallimento
alla lavagna
 
e tu arrossivi
e ti giravi
prima ancora di finire
e per nascondere
la tua pubertà
tiravi giù la maglietta
con l'altra mano
 
e non dovevi sapere
quant'eri dolce
 
mentre le tue compagne
provocavano i professori
con i jeans tirati
e la puzza di latte
 
per questo ti ho amata
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Profilo Autore: Kenji  

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Torna poi il sereno
mira il divino arcobaleno
Don Luigi Calò dal cielo annunciàr novella
dal petrolio farèm le mozzarelle...
Per fortuna Arabi e Beduine
negàron latte e materie prime...
Dio sia lodato!
Stomaco salvato!
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Profilo Autore: michele losito 1906-1990  

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Cosa cerchi dentro un cuore
storie , vite, un po’ d’amore
come ladro che maldestro
ruba senza dare il resto.
Eppur vero… mio scrittore
alla fine son parole
che si vendono alle ore
prostitute irriguardose
fan godere delle  cose
inventando mille pose
simulando strani mondi
di smarrite  finte tele
trafugate senza fede.
Tutto falso miei Signori!
Per giustizia non s’ignori.
Spazzatura in mezzo ai denti.
Quanto schifo in quegli ambienti.
Nel silenzio bagno il  cuore
mai venduto alle parole
come tutto quel che vale
si difende  dal suo male.
Nessun nihilo sazia l’ozio
come scrivere  fine e inizio
una storia da inventare
un racconto  cielo  e mare
di Demiurgo rinsavito
che si vuol di sé beare.
Ogni grande viaggiatore
intraprende con timore
il suo primo viaggio tosto
navigare dentro il gelo
con il cuore ben esposto
mai nascosto sotto un velo.

 
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Non emigrava mai
amava i suoi alberi
i suoi posti.
 
Volava nel cielo azzurro
apriva le ali nere
andava fra le nuvole.

Aveva tutto 
rimaneva nel suo Abitat naturale
anche se faceva freddo.
 
Ma un giorno
un cacciatore le sparò
gli spezzò le ali.
 
Non poteva più volare
nel cielo azzurro
fra le nuvole……
 
Non avrà più
la libertà
meglio morire.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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La tenerezza ci pervade
con la purezza di Dio
sviluppandoci in un liquido
efficace, di un attimo silenzioso
di una camera oscura, che ingrandisce
dolcezze e non amarezze
nella cavità delle arterie interiori
modificando il dna, sentendo fibrillazioni
nelle freddure dell'albero genealogico
nostro patrimonio genetico dell'amore
generato dalla conquista, del cuore
romanticone

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Komm, komm,
vieni, vieni,
 là-bas, là-bas,
laggiù, laggiù,
che colore ti fa soffrire
più del vellutato rosso, più
del giallo, più del blu, più del verde

l'azzurro che cade
fa piangere
  le mie gemme da sotto un velo,
 si scartocciano a cipolla,
  ramo d'ippocastano seduto al chiuso,
  quell'odore di chiuso dei vecchi cinema.
  


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Profilo Autore: Alberto Automa  

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