un sole che appare
al posto della luna
mostrando i colori delle stelle
l’amore è
un letto di parole soffuse
con un brivido caldo
che ti percorre e
non riesci a frenare
l’amore è un sogno
che sogna dire ti amo
per tutta la vita
fino alla fine
l’amore è un fresco
respiro nel giardino
di un sospiro mentre
le tieni la mano.
il melograno
nella gloria d’autunno
immobile trionfo
dell’attesa estiva;
i fiori dell’alloro
fanno mostra viva
alle ultime farfalle
dal danzare incerto.
Le rondini son via
le grondaie mute,
i passeri già stanno
all’imminente inverno.
Viaggiare, attorniati dai minuti
io la mia città tu la tua
senza foci solo albe in cumuli
-si tornerebbe obliterando paesaggi,
tramortiti dalle valigie
hanno fatto più danni i controllori
(svegliandoci) di soprassalto
che non i saluti obliqui
senza un fazzoletto da lanciare
e ancora l’iride tua di nero accesa
di nero annuncia
il prossimo vuoto accanto
Come si fa ora, il momento
che il mio riso vorrebbe unirsi al tuo?
uscire dalla bocca uscire azzurro
unire i balzi del Mediterraneo
alle conformazioni della neve
Specchietti ai finestrini
mi coprono ancora dei tuoi sguardi
d’ombra e di pace, libertà inquieta
dai lineamenti che nessuno ferma
non badarono a te
mentre guardavi
il mio cuore.
Chiudesti la porta
del cielo immenso
scendendo per baciare
il mio volto di lacrima
in un sogno spoglio di emozioni.
In questo cammino
dove regna la musica della malinconia
donasti a me
l’amore immenso
senza chiedermi nulla
senza dirmi
del perché
la mia tristezza immane
sotterrava anche l’eco
della notte
di chi di me
saziava il pensiero.
Tu, che nel grembo
trovasti la mia vita
portandola nel pianto
sotto la luce esplosa
tu, figlio mio
diventasti parola e voce
senso e candida voglia
di abbracciarmi
portando la mia mano
verso lo sguardo della speranza
verso la mia coscienza
trovando l’uscita
dove splende il tuo volto divino.
in un buco di tabaccheria
entra e mi si affianca
un ragazzo dalla sciattezza infinita
avrà avuto poco più di vent'anni
barba e capelli disordinati
una felpona togliforme di pile blu acceso
su una tuta sfilacciata
e un paio di scarpe sopravvissute
alle mode di sette anni fa, almeno.
tossisce in continuazione
a intervalli brevi di 4-5 secondi
e si schiarisce la gola
con un colpetto più deciso.
così giovane, così combinato,
quella tosse poi...
ed è qui per avvelenarsi
con le sigarette.
ah, quel ragazzo sono io
e non ho mai fumato in vita mia.
con il sole
che splendeva
alto nel cielo
le parole sussurrate
erano vere
come tutte le stelle
che non si riesce
a contare
ma non sarò
giocattolo
nelle mani tue
e nel ricordare
il vero di un giorno
qualunque
andrai incontro
a giocattoli nuovi
da smontare.
coprirò il tuo sogno
scoprirò il tuo mondo
prenderò il tuo sguardo
lo aprirò sull'orizzonte vellutato
accompagnerò la tua mano
nel dolce scivolare
sotto il mo mantello
vestirò il tuo corpo
svestirò tutti i desideri
sfiorerò le tue labbra
per baciare il cuore
avvicinerò le tue gambe
in perfetto incastro
sotto il mio mantello
polvere d'argento
si mischierà a gocce dorate
dipingerò il tuo sorriso
con i colori dell'energia
in perfetta armonia
sarò dentro te
sarai dentro me
sotto il mio mantello
ti farò volare
in bellezza siderale
modellerò la notte
su luna e stelle
ti profumerò di me
mi profumerai di te
mago nel raso
e nella seta
mago nel silenzio
e nel respiro
mago nel cielo
e nel tuo giardino
mago senza trucchi
mago nudo alla stagione
E’ bella mia madre
con la sua età
di dolce nonnina
un po’sorda e un po’curvetta
ma sempre attenta.
Osservo mia madre,
lo sguardo suo diverso
nel tempo
e le rughe sempre più fitte
disegnate sul viso.
Vedo i segni posati
nelle sue mani
dove anche la fede
a ricordo di chi l’ha amata
non entra più.
Assenza, com’è
d’aria negata quando soffia
dal labbro il non respiro
Trasparente è l’attimo che mi riguarda:
graffi sono passati a cancellare
dal volto il senso
Una falesia bianca
mi costringe, chioma immobile
e svuoto appena le vene
ché non arrivi
il suono freddo di una brina
contrazione delle favole
la stessa che disperde
una per volta
in un ammasso, le stelle
Cos'è l'amore se non donarsi
L’un l’altro nella fede.
Per tutti,
non per te
angelo vecchio
seduto nella mente
al tuo solito specchio.
C’è tacita conferma
nel ritrovarti solo.
Amare è perdersi,
smarrirsi per trovarsi
abbracciati all'altro.
Chiuso e freddo
intransigente orgoglio
mascherato di dignità
presntuoso, ha la sua legge
confezionato a morte
deciso a imporsi
pur di non dover sentire
nella mancanza, la dipendenza
rinnegandosi
divenendo terra di dolore
dove i fiori non sanno di fiorire.
La nemica bugiarda t'accarezza
ti rassicura subdola e convinta
afferra l'intelletto affabulando
striscia ridendo del desiderio
tranciando via i fili
lasciando che ti senta vivo
qualunque cosa accada
con la mente confusa
nel divenire spento
di una guerra persa.
Cieca e sorda
l’antica sorella
rinnega tutto
che non sia già deciso.
Senza perdono
senza visione
senza comprensione
si resta soli.
Ma questa è solo un’opinione.
L'infinito trasuda
Nell'appariscenza
della notte corallina
contrasta
il tramonto di essenziali
contadini che s'attardano
a coricarsi sulle piume
di un letto speranzoso
con semini promettenti
per l'indomani, che sorgerà
ed un nuovo vento consumerà
il raccolto seminato, nel sacrificio
di uno scopo emotivo
Arriva una volta nella vita
la testa va nel pallone.
Ti rendi conto che quello
che hai provato prima è niente!
Ti sconvolge...ti emoziona..
ti rende debole...ti senti indifesa...
L'assenza un vuoto un buco nello stomaco
si riempie appena lo vedi.
Non puio fare a meno di amarlo
non fare a meno di lui.
Ti ha rubato il cuore, ti manda in estasi,
questo sarà motivo di sofferenza.
Perché lui verrà
prima di tutto.








