una lacrima incontrò il dolore,
la guardò con occhi annebbiati,
con la voce tremante
e le chiese:
perchè sei venuto sui miei passi?
il dolore la guardò con pietà
e le rispose:
se tu non mi avessi conosciuto,
non sciuperesti queste lacrime,
e lo sai,
si piange anche per amore,
il dolore è uno stato d'animo,
le lacrime fuoriescono per la tristezza
ma anche per la gioia,
ma il dolore lo senti anche per la gioia
di diventare mamma,
piangi dunque,
senza il dolore non sentiresti la gioia,
non proveresti l'amore
e la lacrima pianse a dirotto,
aveva ritrovato la gioia di vivere
con il dolore di sentirsi chiamare mamma ,
la gioia di sentirsi chiamare amore.
Voglio ubriacarmi di parole
e vedere città festanti
attraversate
e inebriate
dal profumo d’incenso
di mirto e di sandalo
tornare a bramare
virtù passate
sognare uomini d'un tempo migliore
estranei alla viltà e al grigiore della nullità
cercare di nuovo nella poesia
estasi come nell'assenzio
ebbrezze come nel vino.
Voglio donne e uomini non più
timidi dei propri sensi
ma avidi di amori
e di avventure.
Spiriti indocili
dominare l'inquietudine del mondo
con il piglio sicuro
del fare d'eccezione.
Voglio un giorno
poter desiderare tutto questo
e non chiamarlo sogno.
Si allora “Ei fu” disse Alex,
e se ne andò
col suo cavallo bianco
e la sua mano dentro il corpetto,
con Sant’Elena e L’Elba nel cuore.
ma andò, e scomparve;
qui non va nessuno!
Sono tutti li ad azzannarsi per uno scranno,
a scannarsi in barba ai poveri,
a picchiarsi sbeffeggiando il lavoro.
Qui non se ne vanno!
Arrampicano troni, regni, danaro,
tanto danaro, rubato a chi
non ha nemmeno da mangiare!
Si ! Ei fu,
col suo “mortal sospiro”, e se ne andò;
i Posteri siamo noi che abbiamo capito,
chi saranno i posteri dei “Nostri”?
e ci saranno i Posteri?
I rimanenti capiranno, anche se pochi.
Dedicata al 5 maggio….2013
a piccoli morsi senza saziarmi,
e bere il tuo respiro
a piccoli sorsi
senza dissetarmi,
sentire le tue carezze
trapassare la pelle
esplodermi dentro
esplorando i miei confini
senza mai fermarsi,
umida del tuo sudore
intriso di passione
e di voglie,
ma la tua bocca...
oh la tua bocca ardente
e le tue labbra
incollate alle mie
è tutto quello che voglio

a Papa Francesco,
al nostro Presidente
alle folle oceaniche che osannano Dio,
ai fiori che stanno sbocciando
ai fiumi che stanno scorrendo,
ai monti laggiù in lontananza
al mare che azzurra d’immenso.
A tutti i poeti del mondo
che cercano versi profondi
per dire alla vita quel grazie
che merita ovunque risorge.
A chi nella stanza ovattata
è in lotta fra il giorno e la notte,
ai bimbi che stanchi e da soli
non possono certo giocare.
Ma buona domenica a tutti
i fiori di maggio sapranno
donare profumi e speranza
agli occhi che guardano il Cielo.
A comprare le ostie dalle suore
vai tu che sei clausura
che hai molli pantofole cinesi
vestaglia spremuta dal geranio rosso
starai nell'atrio
sarai l'attesa nelle prigioni
angoli all'odore di pioggia di città
malato rubinetto di bronzo.
A trasformare me stesso
prima in un saio grezzo
poi in uno sciame di polveri
una foglia ovale in mano
giù dagli scalini sassosi
del castello.
Esiste un luogo, un tempo ... forestiero
dove le alchimie s’abboccano e si strapazzano
in un confronto genuino, naturale, fatato
Preludio di sensi liberi, sciolti, spontanei
dove le carezze son più …
i baci son più…
e i tocchi e le risate son più…
Son più di molto, del tanto, del Santo
il perdono è garantito
le ginocchia sui ceci
dove sbocciano fiori, di sorrisi e risate
In quell’esplosione coglie il gambo baciandolo
e s’accorge … del fiore
ed è qui che è nato, il fiore sorridente
sorride e ride sentendo il sapore
Va annaffiato, dolcemente
mescolando l’acqua alle parole
aggiungendo sguardi pieni d’amore
un amore semplice, libero, universale.
spiando tremo.
Mi annienta,
come una montagna
in un gomitolo
di strada di periferia
memore di una infanzia
mai vissuta,
resto sommessa
sola in una
panchina,
sento
una mano
stringersi alla mia
una luce nasce nel mio viso
nasce nel mio
torna il sereno
grido amore
è l'incontro più bello ch'io ricordi:
il volto tuo....
.
Sembra ieri che a Siena
dentro una divisa
passeggiavo annoiato
aspettando il congedo.
In Piazza del Campo
contavo i mattoni
ammirando la Torre
guardiana del Palio.
Quella Torre, quella Piazza,
le serate in pizzeria
le canzoni di Contrada
fibrillanti d'allegria;
quindi in via Camollia
a inventarci un'avventura.
Grande popolo i Senesi,
tutti i mesi della Naia
li ho passati come a casa.
Là ho trascorso come un sogno
quasi un'altra gioventù:
quel che allora era speranza
Mai mi perderò
tra la densa nebbia della vita
tu sei il faro
che domini come un re
sul tuo scranno di scogli
Sarò riccio di mare
aggrappato a te per sempre
rubando la luce alle stelle marine
aiutandoti a brillare di più ancora
ed ancora ...
Respirerò l'atmosfera dell'universo
percorrendo la via lattea
come creatura di luce
per arrivare a te ovunque tu sia
ovunque sarai
attraversando il tempo
con la velocità di un lampo
per non perderti mai
Sarò la tua gioia ed il tuo dolore
il tuo sorriso e le tue lacrime
scaverò nella terra a nude mani
e costruirò una culla
rivestita di piume dell'uccello del paradiso
che un di mi donò
come dono di nozze ….
Vorrei essere libera come te
di andare in giro per il mondo.
Osservare senza farmi vedere
cambiare colore ogni volta che cambia il tempo.
Piangere quando sento la voglia di
piangere ridere quando c’e’ da ridere.
Girare intorno al sole
scaldarmi con i suoi meravigliosi raggi caldi.
Andare a dormire con la luna
svegliarmi con il sole
vorrei essere libera come il vento.
Vorrei essere una nuvola
per venire da te per dirti che
mi manchi.
la bocca serrata In una smorfia
sorriso forzato
Spento l’occhio,
sulla curva
Silente lacrima
In bilico tra l’iride e le ciglia
Che appanna gli occhi,
Cola il sudore sulla schiena
A congelare il sangue raffermo
Trema la madre col cuore che brucia
A fuoco lento,
Stringe le nocche fino a sanguinare
Nella via del non ritorno,
E non basta pregare
Per fermare l’agonia
Anche se si consuma le ginocchia
Prostrata in preghiera.
E si lacera la carne
Si rompe il cordone ombelicale
ancora
Tuo figlio
Ora è angelo su nel cielo
Ma
Era angelo anche sulla terra.
Le madri hanno tutte lo stesso sguardo(nella morte)
Cosa vedo.
Formichine
su e giù dai portici
con un tappo di cristallo come occhio
oppure senza marito
come le oliere spaiate
una traccia
di rossetto violacciocca
quando riderai, riderò, sui denti.
Dio, che fine macabra,
una canna dell'acqua
azzurro-cielo abbandonata
e con la testa di serpente.
Il sole risplende in tutta la sua potenza
profumo di erba appena tagliata
inonda le narici allargando il respiro
seduta in giardino
mi godo le meraviglie del creato
e sogno ….
Sogno una giornata al mare
adagiata sul bagnasciuga
la pelle calda
corro verso il mare
mi chiama il chiacchierio delle onde
dall'acqua di un dolce salato
mi lascio cullare come un bimbo
tra le braccia del padre
Mi sciolgo in essa
sono acqua nel corpo e nell'anima
mi sento sirena
diversa da tutti nella normalità del mondo
perchè è così che sono
sono io solo io
nessuno sarà mai come me
nessuno proverà ciò che provo
tanto meno potrà portarmi via i sogni
L'arsura delle labbra mi riporta
alla realtà
accarezzo le mie lunghe gambe
non sono sirena
ma nel cuore si ….







