si innamorano della vita.
L’inferno trova il suo paradiso
e l’irrequietezza la sua pace.
La mia bocca ha fame dei tuoi baci
con la passione di un marinaio
che naviga lungo rotte proibite
terre vergini mai esplorate
richiamo selvaggio d’oceani e foreste
suadenti percorsi d’immaginifici voli
su curve morbidamente levigate
di pelle in mistico ardore
su pelle che non conosce ritorno
o vergogna in dolcissimo peccato
atavico irrefrenabile desiderio
di indecenti tocchi d’amore.
Io uomo, cerco la mia metà del cielo
dove costruire il nido al mio cuore
M’accingo alleato del tempo a rimirar
l’incantevole dono di mistico fervore
miracolo soave di un dio crudele
che volle all’ uomo il cuore
rapire in uno scherzo mortale
ma di così profondo seme vitale.
Donna in te i miei occhi
si innamorano della vita
ch’io possa anima mia, riunirmi a te
prima che la strada sia finita.
settimana enigmistica
un disco in vinile
canta vita placida
Faccio il dottore di me stesso
bevendo un capolavoro d'acqua
e un po' di vino su pasta e zucchine.
Sempre del legno fui amico
tra una gita e l'altra.
Ultimo viaggio in Grecia
e tornato non mi riconobbi
e non riconobbi fin sul limite.
Bello vederti, parlarti
guardarti negli occhi,
avrei voluto annegarci .
Ricordo la tua voce,
ricordo il tuo canto,
il ciuffo sulla fronte,
quel buffo gesto
per toglierlo dalla fronte.
Avrei voluto strapparlo
e conservarlo per ricordo,
ricordo le tue lettere,
sapevano di mare,
sapevano d'amore
ma ci dicemmo addio
anche se mi sei rimasto
sempre nel cuore.
nessun rancore
tanto rimpianto,
io t'ho amato tanto,
la vita ci ha divisi,
tu non sei stato forte,
io mi son sentita persa,
mi avevi detto addio
baciandomi con le lacrime agli occhi
ricorderò per sempre il tuo viso
anche se son passati tanti anni,
lo so che sarò sempre come allora
agli occhi tuoi
agli occhi miei
non son passati gli anni.
c'è solo un triste rimpianto
di quel che sarebbe stato
ed invece c'è stato solo un addio
senza rancore. perchè
t'ho amato tanto.
Quando i miei occhi saranno lucidi per
le lacrime le asciugherò.
Farò l’impossibile per ignorarti
sarò forte ripensando agli errori
che ho fatto.
sono già stata forte quando il
tradimento mi ha ferita.
Sono stata forte davanti alla tua
ingratitudine.
sorrido e vado avanti.
Anno domini 2013
l'era della tecnologia
Iphon con sistema Android,
dopo studi e ricerche
scegli il sesso del figlio tuo
frutto dell'amore tra un utero ed una provetta
L'alba mai cambia
come non muta la bellezza del tramonto
dai tempi dei tempi,
mi chiedo osservando il cielo
vestito di stelle,
dove son finiti i tempi delle mondine
a piedi nudi cantando
raccoglievano il riso
Cosa ha cancellato le riunioni di famiglia
dove un bichier di vino e buon cibo
facevano di ogni domenica una festa
Ed i tempi in cui si andava a spigolare
esisteva si la fame ma non mancavano
i sorrisi, le strette di mano vere sincere
se aiuto gridavi accorrer di amici,
accorrer sincero senza foto rubate
coi cellulari nascosti
non curiosità ma affetto puro
Anno domini 2013
macchine raccolgono il riso,
non si spigola più
i genitori son spesso un peso
una volta giunta l'età avanzata
seppur concepiti da vero amore.
Grandi ipermercati ma soldi pochi
compri tre paghi due
ma vedi anziani far la spesa
tra le casse di verdura di scarto
quando finito è
il chiasso del mercato ….
Come potrei fare a
mettere qui ancora
immense distese di fiori,
cadrebbero sulle parole
come un qualcosa di noi
che è morto per sempre.
Come posso fare...
Evviva il gelo e
la mezzanotte
e la luna attorno al collo,
dolci occhi di cervi si chiudono
nella scura siepe d'ulivo.
osservavo quanto la natura
mi onorava della sua bellezza
e… davanti a me il mare invitante
dal color turchese.
Sentivo l’acqua abbracciarmi
nel cingermi la vita mentre
sulla pelle ormai salata
un lieve bruciore s’avvertiva.
Gocce cristalline, ferme
sulle braccia, poi… all’improvviso,
il loro scivolare lasciando al
passaggio un rivolo di luce.
Un gabbiano esibizionista
nelle danze amorose, ammiravo,
mentre la compagna
nascondeva la testa sotto l’ala.
Ed era un giorno così
nato con la semplicità
di un’alba dipinta
da Dio senza l’uso
d’inchiostri e ne colori !
per la donna perduta 2°
andiamo a dormire cari pensieri.
Su fedeli andiamo via,
io volto le spalle e chino il capo
apro le porte della tristezza,
e invoco il mondo:
perchè mi scacci dal suo dominio
e tenga Lei;
per un eterno sia trattenuta
e non giunga a morte,
perchè son certo che all'altro mondo
m'affiggerebbe anche il sospiro.
Dunque per te
doloroso amore non trovo pace,
la tua dolcezza è pari alla vita,
la tua dolcezza è pari alla morte,
malinconia tu sei e vai
fra le ali candide della speranza;
io non capisco perchè il dolore, perchè l'amore,
perchè allor vivo se appresso a te devo dannarmi;
e in questo cumulo di pensieri morti
risorgi tu, per far capace di continuare
il mio soffrire.
fine......
Così divampa un’idea
Il fiammifero alla testa
fa liquidi i grumi
irrompe la portata
dalle provette
Così il siero è rubino
e di chiodi cesella
la notte della pelle
Ritrosie dalle stanze
sbottano
forzando scuri
gambe lunghe
gambe per volare
com’è l’inseguire
la preda che sboccia
dal nero, della macchia
Tra i campi incolti
gironzolano brucando erba fresca
le pecore dell’altopiano
con ancora carico di lana
il mantello.
Ululano i lupi dai boschi
con i colori della primavera .
Corrono senza osservare chi
giunge i caprioli, mentre s’allontana
un cinghiale setoloso.
Scorre senza sosta
sotto gli alberi ombrosi
un ruscello rimbombante
tra le pietre dai sogni spigolosi.
Volano in giro tondo
le rondini in preghiera
sopra i prati
quasi a sfidare il vespro
che indora il cielo ed oscura
il sorriso di chi nasconde il viso.
giù dal tuo mondo
Quel languore d’asfalto s’attacca
tra le vene zoppe d’erba
e una pozza di grigio morde
il ciglio di verde su, tra le mura
Si affaccia un dorso di cielo
sopra il coppo e le macchie
di pietra aggrappata ai camini
Ma tu arricci le labbra, nascosta ai graffi
del freddo d’autunno
Volevi saldare una lama d’azzurro
tra i rigetti di grigio e i gocciolii
di questo labirinto al neon
Ed io ti ricordo come la foglia dopo la calce,
un tentacolo di vita che beve cemento
di là dal plasma.
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per tutta la notte.
Nel dormiveglia sento
la sua insistente monotonia sui vetri.
Il rumore casuale di un’auto
arriva dal fondo della strada,
rimbomba sul selciato
e si spegne nel vago sonno
che non riesco a prendere.
Calpestio liquido di passi,
poi silenzio,
altri passi che si smorzano
e la pioggia continua,
fragorosa e abbondante.
Sulle pareti della stanza,
visibili nell’oscurità,
fluttuano frammenti di sogni,
luci vaghe,
righe nere,
cose da niente
che si arrampicano
e scendono.
E come oggetti vaganti
nell’ombra della mia insonnia
ammiccano a fragili sofferenze.
Nell’assurdità della tenebra
la solitudine dell’anima
si espande nella putredine.
quando le lacrime non scendono più.
Capisci che non era un sogno
sai che il tormento può trovare la pace.
Ho capito che dietro un sorriso
si può nascondere la cattiveria.
Da uno sguardo che tu pensi sincero
ci sono dietro mille bugie.
Adesso c'e' il silenzio senza le parole
il cuore è avvelenato.
Ho capito che l’ansia che mi toglieva il respiro.
era per la presenza.









