Esiste un luogo, un tempo ... forestiero
dove le alchimie s’abboccano e si strapazzano
in un confronto genuino, naturale, fatato
Preludio di sensi liberi, sciolti, spontanei
dove le carezze son più …
i baci son più…
e i tocchi e le risate son più…
Son più di molto, del tanto, del Santo
il perdono è garantito
le ginocchia sui ceci
dove sbocciano fiori, di sorrisi e risate
In quell’esplosione coglie il gambo baciandolo
e s’accorge … del fiore
ed è qui che è nato, il fiore sorridente
sorride e ride sentendo il sapore
Va annaffiato, dolcemente
mescolando l’acqua alle parole
aggiungendo sguardi pieni d’amore
un amore semplice, libero, universale.
10 commenti
quanta solitudine!
spiando tremo.
Mi annienta,
come una montagna
in un gomitolo
di strada di periferia
memore di una infanzia
mai vissuta,
resto sommessa
sola in una
panchina,
sento
una mano
stringersi alla mia
una luce nasce nel mio viso
nasce nel mio
torna il sereno
grido amore
è l'incontro più bello ch'io ricordi:
il volto tuo....
.
spiando tremo.
Mi annienta,
come una montagna
in un gomitolo
di strada di periferia
memore di una infanzia
mai vissuta,
resto sommessa
sola in una
panchina,
sento
una mano
stringersi alla mia
una luce nasce nel mio viso
nasce nel mio
torna il sereno
grido amore
è l'incontro più bello ch'io ricordi:
il volto tuo....
.
Ah! Se passa il tempo!
Sembra ieri che a Siena
dentro una divisa
passeggiavo annoiato
aspettando il congedo.
In Piazza del Campo
contavo i mattoni
ammirando la Torre
guardiana del Palio.
Quella Torre, quella Piazza,
le serate in pizzeria
le canzoni di Contrada
fibrillanti d'allegria;
quindi in via Camollia
a inventarci un'avventura.
Grande popolo i Senesi,
tutti i mesi della Naia
li ho passati come a casa.
Là ho trascorso come un sogno
quasi un'altra gioventù:
quel che allora era speranza
Sembra ieri che a Siena
dentro una divisa
passeggiavo annoiato
aspettando il congedo.
In Piazza del Campo
contavo i mattoni
ammirando la Torre
guardiana del Palio.
Quella Torre, quella Piazza,
le serate in pizzeria
le canzoni di Contrada
fibrillanti d'allegria;
quindi in via Camollia
a inventarci un'avventura.
Grande popolo i Senesi,
tutti i mesi della Naia
li ho passati come a casa.
Là ho trascorso come un sogno
quasi un'altra gioventù:
quel che allora era speranza
ora è solo nostalgia.
Mai mi perderò
tra la densa nebbia della vita
tu sei il faro
che domini come un re
sul tuo scranno di scogli
Sarò riccio di mare
aggrappato a te per sempre
rubando la luce alle stelle marine
aiutandoti a brillare di più ancora
ed ancora ...
Respirerò l'atmosfera dell'universo
percorrendo la via lattea
come creatura di luce
per arrivare a te ovunque tu sia
ovunque sarai
attraversando il tempo
con la velocità di un lampo
per non perderti mai
Sarò la tua gioia ed il tuo dolore
il tuo sorriso e le tue lacrime
scaverò nella terra a nude mani
e costruirò una culla
rivestita di piume dell'uccello del paradiso
che un di mi donò
come dono di nozze ….
Vorrei essere libera come te
di andare in giro per il mondo.
Osservare senza farmi vedere
cambiare colore ogni volta che cambia il tempo.
Piangere quando sento la voglia di
piangere ridere quando c’e’ da ridere.
Girare intorno al sole
scaldarmi con i suoi meravigliosi raggi caldi.
Andare a dormire con la luna
svegliarmi con il sole
vorrei essere libera come il vento.
Vorrei essere una nuvola
per venire da te per dirti che
mi manchi.
Immobile, curva la schiena
la bocca serrata In una smorfia
sorriso forzato
Spento l’occhio,
sulla curva
Silente lacrima
In bilico tra l’iride e le ciglia
Che appanna gli occhi,
Cola il sudore sulla schiena
A congelare il sangue raffermo
Trema la madre col cuore che brucia
A fuoco lento,
Stringe le nocche fino a sanguinare
Nella via del non ritorno,
E non basta pregare
Per fermare l’agonia
Anche se si consuma le ginocchia
Prostrata in preghiera.
E si lacera la carne
Si rompe il cordone ombelicale
ancora
Tuo figlio
Ora è angelo su nel cielo
Ma
Era angelo anche sulla terra.
Le madri hanno tutte lo stesso sguardo(nella morte)
la bocca serrata In una smorfia
sorriso forzato
Spento l’occhio,
sulla curva
Silente lacrima
In bilico tra l’iride e le ciglia
Che appanna gli occhi,
Cola il sudore sulla schiena
A congelare il sangue raffermo
Trema la madre col cuore che brucia
A fuoco lento,
Stringe le nocche fino a sanguinare
Nella via del non ritorno,
E non basta pregare
Per fermare l’agonia
Anche se si consuma le ginocchia
Prostrata in preghiera.
E si lacera la carne
Si rompe il cordone ombelicale
ancora
Tuo figlio
Ora è angelo su nel cielo
Ma
Era angelo anche sulla terra.
Le madri hanno tutte lo stesso sguardo(nella morte)
Cosa vedo.
Formichine
su e giù dai portici
con un tappo di cristallo come occhio
oppure senza marito
come le oliere spaiate
una traccia
di rossetto violacciocca
quando riderai, riderò, sui denti.
Dio, che fine macabra,
una canna dell'acqua
azzurro-cielo abbandonata
e con la testa di serpente.
Il sole risplende in tutta la sua potenza
profumo di erba appena tagliata
inonda le narici allargando il respiro
seduta in giardino
mi godo le meraviglie del creato
e sogno ….
Sogno una giornata al mare
adagiata sul bagnasciuga
la pelle calda
corro verso il mare
mi chiama il chiacchierio delle onde
dall'acqua di un dolce salato
mi lascio cullare come un bimbo
tra le braccia del padre
Mi sciolgo in essa
sono acqua nel corpo e nell'anima
mi sento sirena
diversa da tutti nella normalità del mondo
perchè è così che sono
sono io solo io
nessuno sarà mai come me
nessuno proverà ciò che provo
tanto meno potrà portarmi via i sogni
L'arsura delle labbra mi riporta
alla realtà
accarezzo le mie lunghe gambe
non sono sirena
ma nel cuore si ….
Oste d'ossigeno e di mosto
a pensieri d'ogni senso
e un po’ nottambuli
questa poesia semenza
di svolazzi e virgole
scrive sulla mia pelle
immagini d'un tempo naif,
celate spesso sotto un baffo
sottile, impomatato ed arricciato.
A volte è solo T'amo
e una parola in più
sarebbe peccato, vanità
L'ebrezza d'esser semplice
è un vino rosso barricato
si tiene in bocca a lungo
per scoprirne
il retrogusto more
a pensieri d'ogni senso
e un po’ nottambuli
questa poesia semenza
di svolazzi e virgole
scrive sulla mia pelle
immagini d'un tempo naif,
celate spesso sotto un baffo
sottile, impomatato ed arricciato.
A volte è solo T'amo
e una parola in più
sarebbe peccato, vanità
L'ebrezza d'esser semplice
è un vino rosso barricato
si tiene in bocca a lungo
per scoprirne
il retrogusto more
Il leggero dondolio
di un tintinnio in ascolto
Piuma d’anima
a scialle di dio
L’abbraccio del cielo
Il bacio della terra
Tutto un sorriso
in occhi di bimba
che mai cresciuta
ricorda carezze
di un tempo felice.
Un’Estasi d’Amore
d’ovattati tepori
Coriandoli di tenerezza
tra le dita.
E sorrisi in perdono.
Mamma, bella la vita.
di un tintinnio in ascolto
Piuma d’anima
a scialle di dio
L’abbraccio del cielo
Il bacio della terra
Tutto un sorriso
in occhi di bimba
che mai cresciuta
ricorda carezze
di un tempo felice.
Un’Estasi d’Amore
d’ovattati tepori
Coriandoli di tenerezza
tra le dita.
E sorrisi in perdono.
Mamma, bella la vita.
Sotto le stelle calde
in un angolo di stupore t'ho incontrato
all'artista di strada ho rubato il fiore
e l'ho portato sulla tua bocca
come se quel sangue fosse già roba mia
Cadono gli dèi dalle nuvole
la notte a Barcellona
cammino con l'aria sotto i piedi
e dai capelli solfeggio l'idea dei tuoi sapori
tengo per me un pezzo di Spagna
mentre mi prendi il polso
La rambla è salita al terzo piano
quassù s'è rotto il respiro del mare
la notte genuflessa
come il tuo corpo a me
-Hoy cuarenta y cinco –
così salutava la mujer della reception...
Quarantacinque perle
una sull'altra, lente scendono
dalla fronte a carezzare il sesso
Dolce sale che suda
Anima, allo stato liquido
Corre e tocca tutte le vite
tracciando la fine. Tempo
Una fine “immaginaria”
nella materia che sbriciola e vola
dopo il suo passaggio
È come se si generasse, un atto magico
dove anche l’aria si posa
per fare ombra al silenzio
mescolandosi all'universo
ed è li che il tutto è vero, pulito, vivo … Luce
Dove il cieco e il sordo non esistono
e il muto… Energia
Sono intonazioni vibranti, melodiche
ed è tutto nel richiamo
della SCELTA, dove andare a rinascere.

tracciando la fine. Tempo
Una fine “immaginaria”
nella materia che sbriciola e vola
dopo il suo passaggio
È come se si generasse, un atto magico
dove anche l’aria si posa
per fare ombra al silenzio
mescolandosi all'universo
ed è li che il tutto è vero, pulito, vivo … Luce
Dove il cieco e il sordo non esistono
e il muto… Energia
Sono intonazioni vibranti, melodiche
ed è tutto nel richiamo
della SCELTA, dove andare a rinascere.

Il sole indora
la mia fronte rugosa
annullando propositi
e conseguenze.
In feste serali sconosciute
emergono con disagio umiliante
sensazioni di tedio
e inconsistenti monotonie di vita.
Ghermisco fiori spettrali
e intreccio mazzetti di ghirlande
in angoli bui
della mia esistenza.
E l’allegria si manifesta
con gesti di rabbia
che non provo,
tra sbuffi d’aria fresca
che lambiscono la coscienza
come carezze nella sera.
Vizi e virtù,
castighi e peccati:
ricerco l’impossibile
attraverso l’inutile.
la mia fronte rugosa
annullando propositi
e conseguenze.
In feste serali sconosciute
emergono con disagio umiliante
sensazioni di tedio
e inconsistenti monotonie di vita.
Ghermisco fiori spettrali
e intreccio mazzetti di ghirlande
in angoli bui
della mia esistenza.
E l’allegria si manifesta
con gesti di rabbia
che non provo,
tra sbuffi d’aria fresca
che lambiscono la coscienza
come carezze nella sera.
Vizi e virtù,
castighi e peccati:
ricerco l’impossibile
attraverso l’inutile.
Si adagia la sera
vestita d' ombre
e riflessi corallo,
il silenzio ti culla,
la musica dolce
del vento
abbraccia leggera
i rami fioriti di Marzo,
ma il blu infinito del mare
si perde in mille bolle bianche
in quell'onda, che lieve si frange
baciando la sabbia,
in questa magia
di primavera
respiro la mia terra
e il mio mare.
vestita d' ombre
e riflessi corallo,
il silenzio ti culla,
la musica dolce
del vento
abbraccia leggera
i rami fioriti di Marzo,
ma il blu infinito del mare
si perde in mille bolle bianche
in quell'onda, che lieve si frange
baciando la sabbia,
in questa magia
di primavera
respiro la mia terra
e il mio mare.








