una goccia di pioggia
portandosi via
la mia ultima lacrima
piena di te
E il sole ancora
che scalda
e illumina ad arcobaleni
nuovi luoghi inesplorati della mente
dopo noiosa acqua salata scrosciante
Il calore immenso
racchiuso in un nuovo abbraccio
scioglie ancora pietre
indurite dalle ferite
Sento urlare le emozioni
che tornano a danzare gioiose
dopo un lungo temporale stancante
scelta più giusta e perfetta
non poteva essere
da subito fummo noi
non io e te ma “noi”
come l'edera avvinghiati
l'un l'altro
come l'arcobaleno
vestiamo gli stessi colori
Noi lo stesso profumo di pelle
aroma lasciato sul nostro cammino
per non perderci
se dividerci avessimo dovuto
E ci dividemmo si,
ma la scia magica ci ricondusse
sulla stessa pensilina
nella piccola stazione di paese
per risalire sullo stesso treno
e ripartire da zero
più tutti gli anni già vissuti
Siamo come girasoli
la testa chiniamo insieme la sera
sul letto che riposo ci dona
ed al sole volgiamo il viso all'alba
pronti ad affrontare
ogni nuova battaglia
una nuova gioia
un dolore improvviso
Sei l'aria che respiro mi da
sono l'acqua che ti disseta
siamo il cibo di cui ci nutriamo
a vicenda
la vita non da certezze
se non la morte
ma “noi” siamo oltre la vita
“noi” siamo oltre la morte ….
fan da cornice al suo viso
pulito, pacato…un cielo
Cammina e avanza nei suoi anni
confondendo le fasi delle sue stagioni
Occhi fanciulleschi meravigliati d’incanto
di tanta bellezza del creato...e ne gode
Percorre senza meta accarezzando
quella terra boschiva che profuma
di vita, di ricordi ...visioni
Nelle tasche dei colori…saranno fiori
Lei semina per i boschi granelli
nel baratto tra natura e uomo
creando in simbiosi
la prossima primavera.

vorrei riuscire a vivere senza di te.
Sembra di essere in cima ad una montagna
e non riuscire a respirare.
Vorrei lasciarmi cadere giù dal precipizio
ma c’e’ una mano che mi trattiene.
Non vedo nessuno ma qualcuno oppure qualcosa……
che mi trattiene.
Una voce dentro di me mi dice
non lo fare…..non ne vale la pena.
L'estate dalle ali imprigionate
libera traspare
giunge ebbrezza e mistero
apice d'incanto
alla soglia segreta
nel coro sincronico d'assolo
stridenti fibre di suono
acciaio tra le onde
singulto amaranto
di corde spezzate
E sembra spargere
alla costa nostalgiche ferite
del sole adagiato al tramonto
morire del suo stesso nascere
nell'illuso paesaggio riflesso
del mare che frange e rinnova
nei sedimenti impuri e malati
nella gioia apparente
icone decadenti
di un'estetica divina.
per non ricordare
mentre il tuo volto
s’accinge sul mio
per non morire.
Libero l’anima sepolta
in un passato fuori dal mondo
tra macerie, rocce
di un tempo
che non mi appartiene.
Ascolto melodie in questo essere
che trascina il corpo
su passi oramai affannati
e stanche gambe
in un lento andare
sento abbandonare in me
l’essenza
di rughe sepolte e scarnite
nel viso
mentre tutto muore
lasciandomi un sospiro
sul viso.
La testa vuota sul davanzale
sta di fronte agli schianti dei fulmini,
al pavimento secco
del recinto.
Candeline
candeline dal tetto arancione! Da qui
è un guardare smorfioso di malinconia
raspata nei suoi tesori
più semplici
dai conigli.
La mano bianca piange mancanze
e cosparge il capo di cenere
insiste la terra nel far nascere i fiori
e il buio apre il limite e lo lascia urlare.
Aspetto che frolli le carni e inveisca al rifiuto
fuggo via giù lungo la gente fin su la via.
E chiedo aiuto, porto fiori al pianto
Non c’è Nessuno e infine m’inchino
ad un dio scaltro e cinico ancora e ancora
vestendo la disperazione col silenzio in un calice vuoto
Non basta dire lascia che sia
in questa torre d’avorio lontano dal mondo.
Son lacrime che scendono dal fondo
rivoli d’amore che han perso l’aurora.
Morir di lei
anche se ti fa soffrire
è solo lei
che nei momenti che ti manca
fa disperare il tuo cuore.
Ed ora che stai scrivendo
pensando a com'era
vivere di lei
starai piangendo
perché oramai
sarà difficile poterla rivedere.
Morir di lei
quando il giorno
ha perso il tempo
ed il freddo si è rifatto sentire
proprio adesso che hai cambiato i vestiti
con quest'aria che s'é fatta pesante
sarà tutto un silenzio
perché lei ha sbattuto la porta
sparendo per sempre.
Morirai di lei
della sua trasparente freschezza
e di quegli occhi sinceri
che ti guardarono per l'ultima volta.
Il vecchietto restò muto e cadde a terra ai piedi della donna forse era stanco di ricordare senza aver potuto amare.
ritorneranno i giorni migliori,
dopo una forte tempesta
torna sempre la quiete.
Sarai come il cielo
basterà un pò di sole
lo renderà nitido
potrà rispecchiarsi sul mare
Quel mare...
Così profondo e immenso
un'altro mondo
dove nessuno può toccare il fondo.
Avrai tempo per pensare
ora che il tuo castello
s'è sgretolato in un attimo,
era di sabbia...
insegue il fumo dei comignoli
nel cielo grigiastro di novembre
e il cuore affranto
rincorre il vento
disperso in sbuffi sublimi
di giorni perduti.
Mi guardo intorno
e cerco le persone
ma vedo solo maschere,
ammiccamenti edulcorati d’ipocrisia,
pigli bassi e intristiti,
espressioni di risentimento,
corpi assatanati di disperazione
che vagano rutilanti nella sera.
La mia saggezza
si smarrisce
nella monotonia dell’esistenza.
Nelle tenebre
ricerco la felicità
con la mia lampada infuocata
e ogni novità assume
il privilegio della meraviglia.












