La sabbia nella clessidra
ha superato più della metà del tempo
dalla vita concesso
rivoltarla al contrario
e partire da zero
Rinascere nel tempo di cinquant'anni fa
dove nell'essere bambina
tutto era più semplice
non vivevo col cruccio del domani
come sarei diventata
quali sorprese la vita mi avrebbe donato
Ripercorrere gli anni di scuola
l'adolescenza bella e difficile all'unisono
quando il sorriso di un ragazzo negato
faceva piangere
il primo bacio tremare
come una foglia alla brezza primaverile
Un attimo ….
col senno di poi con la realtà vissuta
fin ora ne varrebbe la pena?
E se il percorso risultasse diverso?
Se non avessi conosciuto lui,
non avrei avuto i miei figli,
non avrei amato così
non avrei avuto un amore cosi …
le battaglie perse o vinte
che crescere mi hanno fatto
vissute le avrei?
Le meravigliose albe ed i tramonti
così belli da commuovere il cuore
sarebbero apparsi ai miei occhi
non esiste risposta ne certezza ….
La clessidra continui a segnare
il mio tempo finchè sarà lei
a fermarsi al punto giusto ...
sorrisi complici
sguardi sognanti
di un volto sconosciuto
nascosti tra sogni riposti
e speranze affidate alla luna
Tengo lassù
nella lontananza infinita
desideri impolverati
insieme ai ricordi
di lacrime ferite
asciutte tra le lenzuola notturne
Mancanze e desideri alternati
di un amore amato
e da amare
qualcosa che non c'è
qualcosa che vorrei
è scorsa tra le dita
come un nastro di seta colorato.
Ho ritrovato le mie paure
ancora vergini, ferme ed intatte
pronte a graffiare ogni debolezza.
Non ho nascosto
fiumi lenti, attraversamenti
senza ponti con l’aiuto delle mani.
Eppure tante sono lì pronte
sull’argine scivoloso di un fossato
senza il calore della vita.
dissetati dalla meraviglia
accendi lo sguardo
ascolta il respiro
avvolgimi
lasciami scivolare
coprimi
voglio amare
colorati di porpora
incastra la sorpresa
libera le parole
vibra nel profumo
stringimi
fammi sentire
accoglimi
voglio amare
verso movimenti scintillanti
dietro effluvi sensuali
oltre petali rossi
voglio ritornare
con danze notturne
dentro nella pelle
ed ancora più su
voglio amare
risveglia
grandi speranze
sparse aldilà
dell’orizzonte
come foschia
copri
dolorosi pensieri
nell’alveo di Stige
dispersi, sommersi
il tuono del tuo ferro
possa
rompere il suono
di trombe e cavalieri
armati di dolore
il chiarore del tuo battere
rompa
infinite catene di corpi
sacrificati su altari
di colpe fasulle
il tuo rimbombo
addolcisca
le spade degli angeli
e le lacrime del Giudice
lavino i visi
di anime perse
con il cuore
pieno
della gioia
di un perdono.
Cosa mi succede, di cosa son preda?
Forse è il momento del rododendro:
sei felice senza che nessuno te lo richieda.
Tutto mi sembra più bello.
Anche se mi sgridi,
io ti rispondo:"hai ragione fratello",
e sento le campane da antichi lidi.
No. Non ho corso. E' il mio cuore,
che senza comando è in accelerazione.
Ho capito! E' l'amore.
Solo lui infrange le regole dell'immaginazione.
Quelle quattro cose brutte
un'eco al contrario
sono io, che nel sonno,
palleggio con un granello di pepe.
Quelle quattro cose brutte
la mia propria entropia
mi porteranno alla fine del viale,
me lo ha detto il tempo.
Quelle quattro cose brutte
le dame, i cavallier, l'armi, gli amori
coloreranno sempre i sogni dei poveri,
ma nient'altro.
Perche' il resto e' misericordia.
Nuvole, viaggiano alte portate dal vento,
all’improvviso! Un caldo sole si fa largo
e non c’è più traccia delle nuvole e nemmeno del vento.
Una pioggia cade lieve, poi diventa acquazzone:
un po’ vanesio, un lieve sole si specchia su laghi, e mari…
e eccolo è lui porta i suoi sette colori
in un arco-baleno. E con loro alla gente rassicurazione.
Coppie di innamorati,
o persone solitarie la sera…
Camminando in viali osservan cieli stellati
Tutto questo accade solo in un posto,
il cielo, casa di Dio e dimora degli Angeli
All’Umano genere offre la felicità dei sette cieli
E la protezione divina ad ogni costo.
Versi vi prego
fermate quella luce che trema
dissetate i pensieri, i respiri
calmate l'ira del vento.
Fate che il silenzio dipinga l'aria
e senza aver fretta di chiudere gli occhi
raccogliete le foglie che danzano
accarezzando i volti
e sull'erba stendete la malinconia.
Affollate di sorrisi i poemi
e non di spogli e mesti istanti
fa che nel passar di vita
ormeggi il paradiso nel cuore
Cantano per noi le stelle
che nel buio del cielo
brillano stasera
cantano una romanza d'amore
e sorride la luna
Gli occhi nostri si baciano
con l'ardore delle labbra
che lentamente
si toccano, si esplorano
perchè ogni volta scopriamo
un nuovo sapore
sempre più forte
sempre più ardente
Non è passato il tempo
sotto questo cielo di stelle
che per noi cantarono
una romanza d'amore
tanti tanti anni fa
Non è passato il tempo
sui nostri visi
forse qualche solco
segna il contorno degli occhi
del collo dove la tua calda mano
ancora accende il desiderio
Non è passato il tempo sui nostri corpi
forse un po' appesantiti
ma sempre si accendono di passione
alle carezze che ancora audaci
ci doniamo
mentre le stelle per noi
cantano
Volevi
nel sogno
i desideri della vita
adesso sepolti
in quell'angolo
di strada.
La gente che passa
veloce
qualcuno ti guarda
i tuoi occhi curiosi
a un sorriso nuovo
risplendono intensi.
Volevi
ma nel girotondo
ami voltarti al bello
della vita.
E' finita la giostra
che frenava il tuo cuore.










