Dirti grazie è poco
Mille grazie è niente
Ringraziare il cielo della tua presenza
Nelle notti dove la tua luna brilla
Per colmare il cuore che di te si ciba
Mi rinfranca e vola nei tuoi occhi neri.
Voglio dirti grazie
Per la gioia immensa
Che in un paradiso di lucenti stelle
Hai portato l’anima con il tuo calore
Rasentando ciò che di sublime al mondo
Può trovare un uomo nella sua pienezza.
Per finire grazie
Delle tue parole
Per i miei sospiri è un misterioso unire
Come cielo e terra fra le amate sponde
Un respirare insieme un incrociare i sensi
In un abbraccio dolce che vuol dire grazie.
tra le fronde dei però
oltre gocce di dolore
scappa l’emozione
lascia ogni cosa
abiti di speranza
petali di orizzonte
fugge il naturale
dietro linee d’ombra
tra spicchi di cielo
oltre lacrime arcobaleno
provvisorio sta
l’impulso di cercare
il soffio che lentamente
deve esplodere
in altro tempo
Queste sensazioni bellissime e terribili
le danno ancora la forza di procedere,
ma un peso enorme la spinge verso il basso
e il suo grido futile muore inascoltato,
soffocato dalla terra.
Affonda ora, è stremata, e crolla
nel regno della desolazione -
schiacciata fra aspirazioni
e rimorsi -
Solo un braccio ha il potere di sollevarla,
di tirarla fuori, di estrarla.
Concedendo speranza.
inzuppa l'aria meridiana
di aromi untuosi
di cristalli olezzanti
ché ne ondeggiano i tratti
sbiaditi ed inetti.
Il longevo misurare delle cose,
come longitudine,
fraziona e frammenta
ritaglia e seziona
l'immagine allo specchiato
immerso silenzio
d'un paesaggio scabro
essenziale e rugoso
al cinico oltrepassare.
Ogni dove si snoda il vertice
di un eluso lucore.
a sciogliere e intaccare
iceberg e muri
ampiamente alzati
tra respiri e battiti
Parole innestate
di tormenti e amore
penetrano tra le piccole fessure
invadendo la mente
di fantasie abbandonate da tempo
Gocce dolci di miele
si sciolgono tra i sensi anestetizzati
scuotendoli come brezza delicata
tra i capelli liberi
Ma non c'è riflesso
negli occhi dell'anima altrui
per vedersi
perdendosi pienamente
Non sarà così
iceberg e muri
non cadranno
sgretolandosi ai sospiri
di un sogno platonico
Tieni fra le dita una sfera di metallo,
solida e liscia.
Prima la stringi con vigore,
e poi la rilasci con ansia -
Al suo interno scorre linfa vitale.
La manipoli,
la culli,
la modelli
con il calore della tua mano.
E lei si scioglie in silenzio -
lasciando tessuto nella sua scia.
Con grazia la scolpisci,
e con ardore forgi il metallo
in piccole forme circolari.
Ed io ti ammiro, ti ammiro,
con tutto l’amore che posso,
mentre trasformi l'elemento elegante
in arte immutabile -
Due anelli,
eternamente fusi insieme,
e una promessa -
L'inizio del per sempre.
Tra l'ombra dell'anta veneziana
e la macchina da scrivere
la luce ha capelli bianchi
raccolti sulla nuca,
una matita a malapena
trattiene foglie ed alberi.
Il riposo passa da pomeridiano
a serale, con un senso di fame
e di stanchezza
nel tondo profilo del calice scuro
sbocciato su una sedia.
si confonde in me
come in un delirio.
Qualcosa che non riesco a controllare
s’accende in me
come mormorio d’alberi.
Qualcosa d’inarrestabile
s’intromette nella mia esistenza
come rumore d’acqua piovana.
Consegno il mio io
all’ombra di me stesso
e vivo assurde passioni
in una villa di campagna inesistente.
Ascoltano, nelle parole
degli sguardi delle labbra
che seccano, fissandoti
negli occhi
di pure immaginazioni
visive, accomodandosi
nella postazione che studia
la persona interessata
ad esporre drammi
in schemi disordinati
nel giudice curiosone
di un'armata pazienza
pomeridiana
nella stanza silenziosa
i pensieri prendono vita
ricordi incorniciati e impressi
nelle immagini sbiadite
alle pareti e su mensole deserte
si muovono animandosi
negli occhi lucidi
Trascino i passi lenti
fermandomi poi
ad ascoltare
i suoni e le parole
nei ricordi risvegliati
Tra sorrisi delicati
e qualche lacrima solitaria
sospiro
malinconia
nostalgia
La stanza si riempie illuminandosi
visioni commosse
persone ormai lontane
voci significanti
pianti e gioie alternati sul viso
e nell'anima
Nei tuffi in quel mare colmo
i passi vanno avanti consapevoli
abbracciando il presente diverso
con frammenti di vita indelebili
nel cuore
il tipo di sguardo
che tollero, che sia la cura
Come vedi maturano i limoni:
sole e più sole...sciogli le bucce
Assorbimi insieme alla terra
Due
due frecce
una va una torna
Colpita al taglio
la foglia pendula
Potrebbe farsi meno male
Uno e due
e poi (ciò che non dico)
gli occhi si danno chiusi
Una farfalla rompe il suono:
udito; no, non visto
Sentito forte
Quattro
filari d’alberi fioriti
e d’animali (anime e ali)
quelli cresciuti in fretta
dal sangue facile
Il patio è stato esposto
da tutto un lato
Appresso, come scende l’ombra
tutto riprende - a pioggia
e sovverte l’ordine
nei giardini degli occhi
quanta magia c'è nelle pennellate
ambrate profuse dal sole che da
Oriente allunga le membra a
sfiorare la Terra.
Schiarisce il cielo lentamente
e le stelle sempre più sbiadite cedono
il posto al radioso albore.
Nella campagna vivida di rugiada
gli animaletti già son desti, pervasi di vita,
pronti per la nuova avventura.
Anch'io aspetto impaziente che i caldi raggi dorati
accarezzino il mio viso, che la luce trovi spazio nel mio
cuore, dissolvendo le ultime, insistenti ombre della
notte ormai dileguatasi.
un’altra avventura
il mio diario scriverà
un altro pezzo della
vita mia.
Prenderò le frasi
dalla gente
le scriverò pensando
ai visi stanchi.
Domani si domani…
e poi ancora un altro domani
una storia da raccontare
tante parole da ascoltare
Passato che non è passato
futuro stanco di essere futuro
il presente sempre presente
in quell’attimo presente prima
che sia già passato !!!
regina del manto astrato
si specchia vanitosa
sul mare scuro
nella notte fresca
Ad ogni passo
il molo s'impregna
di pensieri costanti
lasciati indietro
a nutrire
la brezza leggera
Profumi d'estate
d'acqua carezzevole
salsedine sulla pelle accaldata
e penso a te
un sorriso nasce
dal cuore al viso
è luminoso di stelle
lo sguardo felice
E penso a te
nella magia di una notte incantata
che racconta ancora
di ricordi e parole lontane
incastonati nella luna
e torneranno ancora
a brillare nel sole
al primo chiarore dell'alba








