Tre quartine di settenari a rime alternate sulla mia bellezza da cinghiale.
Notte d’Halloween, mesto
non ho da mascherarmi,
quindi qui in casa resto
solo chiuso a occultarmi
per non spaventar tutti,
non soltanto i virgulti
con i miei tratti brutti
ma persino gli adulti.
Che financo lo specchio
se mi vede arrivare
s’impressiona parecchio
e rischia di scoppiare!
31/10/2024
Sento le schegge della tua esistenza
tagliarmi la pelle che con le
mani sfioravi
colgo il fiore senza petali
che hai sparso al vento
mentre sfiorivi
separo i colori del nostro grigiore
caduto come goccia
da un giorno malato in cui l’eutanasia
di noi due ci sfiniva
colgo l’attimo per riempire
la pietra di un muro
dell’ultima immagine di un sogno vuoto
figlio illegittimo di chimeriche
illusioni.
DISCENTE (compunto)
Professore, non è come Kantare, (1)
difficil è studiar filosofia
per la quale non ho Talete alcuno (2)
né mi protegge San Bonaventura. (3)
DOCENTE (spazientito)
Perbacco, per Bacone e Feuerbacco! (4,5)
tu proprio non sai altro dir ch’Hegello, (6)
mi verrebbe da mollarti un Platone. (7)
DISCENTE (insolente)
Sia platonico, dia solo un Plotino! (8)
Non sia severo, solo Severino, (9)
o addirittura un pochino Gentile, (10)
ché a me studiar non fa venir l’Erasmo, (11)
come a goder di donna il pelo Bruno. (12)
DOCENTE (deplorante)
Non vuoi studiar, tu sei solo una Croce (13)
un’allergia che mi dà un gran Proudhon (14)
e io sono davvero Jasperato, (15)
né con me tieni epistolar Cartesio (16)
quando al mar stai nel mese Agostino (17)
immemor dell’inverno e del suo Freud, (18)
di sol mutande e canottiera Adorno (19)
a corteggiar delle ragazze Locke, (20)
coi bikini ideati da gran Sartre (21)
a palpeggiar le lor fiorenti Popper, (22)
e loro titillar l’Eraclitoride (23)
senza rischiar di fecondar Lutero (24)
e facendo gioir il tuo Husserluolo (25)
dopo sballato esserti Colvino, (26)
o a coltivare in vacanza i tuoi Hobbes, (27)
e far tutte le sere Shoppinghauer, (28)
e svagarti sulle Montaigne Russell (29,30)
poi, qual beota che dormì e Rousseau, (31)
Boezio ignorasti pria d’assonnarti. (32)
ancora DOCENTE (sentenzioso)
Nella vita, nella tua testa Fichtati, (33)
non ci sono soltanto i Rosmini (34)
ma ci sono tante, tante Spinoza (35)
che tu devi affrontar con Humeiltà, (36)
ma studi come fossi un Buridano, (37)
ed altro Epitteto non mi sovviene, (38)
o un bimbo nell’aprir l’uovo Pascal (39)
o una sciocchina che gioca a far l’Occam (40)
e alla fine non puoi capir Nientizsche. (41)
DISCENTE (esasperato)
Ma Kierkecaazz afferma tutto questo? (42)
Dico in sillabe allor: chi Se-ne-ca-le? (44)
E pur dico a mia madre e a mia Sorel: (44)
nella vita a contar son sol gli Schelling! (45)
DOCENTE (ostinato)
Menefreghismo e tanto aver denaro
due Male-branche di male tenaglie (46)
per stritolare la classe operaia!
Studia Das Kapital! Avanti Marx! (47)
BIBLIOGRAFIA ESEGETICO-UMORISTICA per ordine di citazione (non indicato d.C. nelle date dopo Cristo, sempre indicati gli a.C.)
(1) Kantare (Immanuel Kant, 1724-1804) sta ovviamente per “cantare”.
(2) Talete (Talete, circa 640-548 a.C.) sta per “talento”.
(3) San Bonaventura (Bonaventura da Bagnoregio, 1221-1274) sta per “buona sorte”.
(4) Bacone (Francis Bacon, 1561-1626) assonanza con “perbacco”.
(5) Feuerbacco (Ludwig Feuerbach, 1804-1872), altra assonanza con Bacco e Bacone.
(6) Hegello (G.W. Friedrich Hegel, 1770-1831): ch’Hegello (“g” gutturale) starebbe per “che quello”.
(7) Platone (Platone, 428-347 a.C.) starebbe per manata di piatto, schiaffone.
(8) Plotino (Plotino, 203-270) starebbe per schiaffetto inoffensivo.
(9) Severino (Emanuele Severino, 1929-2020), spiegazione intrinseca.
(10) Gentile (Giovanni Gentile, 1875-1944) spiegazione intrinseca.
(11) Erasmo (Erasmo da Rotterdam, 1466-1536), sta per “orgasmo”.
(12) Bruno (Giordano Bruno, 1548-1600), spiegazione intrinseca.
(13) Croce (Benedetto Croce, 1866-1952) spiegazione intrinseca.
(14) Proudhon (Pierre-Joseph Proudhon, 1809-1865), sta per “prurito.
(15) Jasperato (Karl Jaspers, 1883-1969), sta per “esasperato”.
(16) Cartesio (Renato Cartesio, vers. iltal. di René Descartes, 1596-1650), “epistolar Cartesio” sta per “carteggio epistolare”.
(17) Agostino (Sant’Agostino d’Ippona, 354-430) sta per “agostano”, mese di agosto.
(18) Freud (Sigmund Freud, 1856-1939) sta per “freddo” (dell’inverno).
(19) Adorno (Theodor W. Adorno, 1903-1969), spiegazione intrinseca.
(20) Locke (John Locke, 1632-1704) sta per “oche” (le ragazze).
(21) Sartre (Jean-Paul Sartre, 1905-1980), sta per “sarte”.
(22) Popper (Karl Popper, 1902-1994) sta per “poppe”, tette.
(23) Eraclitoride (Eraclito, 535-475 a.C.) nome parzialmente sovrapposto a clitoride (titillar).
(24) Lutero (Martin Lutero, 1483-1546), sta per “l’ùtero”.
(25) Husserluolo (Edmund Husserl, 1859-1938), sta per “usignuolo” (quello di Ricciardo, personaggio del Decameron).
(26) Colvino (Giovanni Calvino, 1509-1564) sta per “col vino”.
(27) Hobbes (Thomas Hobbes, 1588-1679), sta per “hobby”.
(28) Shoppinghauer (Arthur Schopenhauer, 1788- 1860) sta per “fare shopping”.
(29) Montaigne (Michel de Montaigne, 1533-1592), sta per “montagne” (russe).
(30) Russel (Bertrand Russel, 1872-1970), sta per “russe” (montagne).
(31) Rousseau (Jean-Jaques Rousseau, 1712-1778) pronuncia "russò", passato remoto di “russare”.
(32) Boezio (Severino Boezio, 475-524) aggiunto per assonanza col precedente “beota”.
(33) Fichtati (J. Gottlieb Fichte, 1762-1814) sta per “ficcati”.
(34) Rosmini (Antonio Rosmini, 1797-1855) evoca le “rose”, premessa alle successive spine.
(35) Spinoza (Baruch Spinoza, 1632-1677) sta appunto per “spine”.
(36) Humeiltà (David Hume, 1771-1776) sta per “umiltà”.
(37) Buridano (Giovanni Buridano, 1301-1358) sta per “burino”, cafone.
(38) Epitteto (Epitteto, 50-135), sta per “epiteto”, ingiuria.
(39) Pascal (Blaise Pascal, 1623-1662) sta “pasquale”.
(40) Occam (Guglielmo di Occam, 1287-1347) sta per “oca”.
(41) Nientizsche (Friedrich Nietzsche, 1844-1900) sta per “niente”, anche perché F.N. è filosofo nichilista.
(42) Kierkecaazz (SØren Kierkegaard, 1813-1855) sta per ”Chi è che cazzo”.
(43) Se-ne-ca-le (Lucio Anneo Seneca, 5 a.C.- 65), sta per “Se ne cale”, chi se ne importa.
(44) Sorel (Georges Sorel, 1847-1922) sta per “sorella”.
(45) Schelling (Friedrich Shelling, 1775-1854) sta per “scellini”, monete austriache che evocavano il denaro in tempi molto pre-Euro.
(46) Malebranche (Nicolas Malebranche, 1638-1715) sta per male (cattive) branche di male tenaglie.
(47) Marx (Karl Marx, 1818-1883), autore del Capitale (Das Kapital, coautore: F. Engels), sta per "march" (avanti march, in marcia!).
Ottava di endecasillabi a minore di settima rimati in schema ABABABCC con diversi piani di lettura talmente complessi che non me li ricordo più. Giusto per scribacchiare qualcosa di molto più leggero rispetto a quanto feci ieri mattina.
Così la mano saluta avvilita
quell'obelisco cui stanco e sconfitto
neanche una goccia di gioia è sfuggita
per troppo tempo restando lui zitto
dietro una scena per sempre svanita
che per tanti anni lo tenne ben dritto…
vuol rintanarsi nel molle suo guscio
indifferente seppure lo struscio.
ioffa, 30/10/2024
Nella solitudine della moltitudine
il cuore mio si stringe
al pensiero che invariabile è
la situazione emozionale del mio Io.
Il sole obliquo già sta calando
e tinge di rosso pallido
questo già smorto paesaggio
caduche come le foglie
le mie emozioni fluttuano
piccole braci nella cenere.
Tepore rigido mi viene restituito
dall'aria pallida che dintorno si trova
fantasmi di bruma mi circondano
e guidano l'anima mia loro simile
verso il nero del crepuscolo.
Mi dissolvo come cenere nell'acqua
finché del mio essere non rimane
che un minuscolore residuo sul fondo
accenno flebile di ciò che fui
speranza che non fui mai.
Rubricati tra gli alberi
in attesa di essere abbattuti
fermi sui nostri passi
a radicare consuetudini
o svenduti per cercare onori
e oltre la natura spinti
nell’evidenza che ogni attimo
- ogni passo - riscrive il trapasso
il momento del passaggio
di proprietà ad altro stato.
Ben pochi capaci di evadere
dall’indorare di questo mondo
stravolto e ridotto a cuori arsi
stracotti e incapaci di vedersi.
Ben pochi capaci di rientrare
negli spessi ranghi umani, dove
il riscontro dei fatti, incanti, non
le belle parole d’amore e rispetto.
Ben pochi capaci di rigenerare
il genere umano, colti a puntino
in grado di far maturare meglio
i frutti del proprio albero.
dell’universo a piena conoscenza,
del massimo infinito avrà coscienza
e il minimo infinito svelerà
e della vita pur tutti i segreti,
origini e genetiche, sia quelle
del sistema solar, sia d’altre stelle
possibili abitabili pianeti.
Eppure c’è un mistero trascendente.
che neppur delle scienze la suprema
o cosmica più ardita nostra scena
rivelare potrà ad umana mente
esente d’ogni fede o idolatria.
Un assoluto a priori solo fisico
più che un a posteriori metafisico,
che suggerire può tautologia,
che Parmenide unisce ad Eraclìto:
quell’Essere che il Divenire include
ma che il Non-Esser giocoforza esclude,
spazio e pur tempo all’indietro infinito
tal che il Nulla può esser sol fittizio
se antitesi d’un Essere totale
che comprenda lo spazio siderale.
Ché l’Esser non ha fine e non ha inizio,
un ciclo d’esplosione e d’espansione
e aggregazioni in sempre nuovi ammassi
poi gravitazionali ancor collassi
e di nuovo una critica esplosione.
Ed è assurdo e ingannevol postulato
attribuir quell’Essere ad un Dio
e arrogante è quell’uom che dice “Io
sono immagin di chi creò il Creato”.
Arduo non è pensare un senza-fine,
difficile è pensar un senza-inizio,
sicché l’uman pensiero è surrettizio
se s’accredita in logiche divine.
Vano è dire che sarebbe impossibile
l’universo qual noi lo conosciamo
se un massimo fattor non ammettiamo.
Tutto in eterno-infinito è plausibile.
Fenomeni cogliam, tutto par vero
anche quand’è mentale surrogato
e tutto può pur essere spiegato.
Ma l’Essere sarà sempre mistero.
Terzine a rime incatenate di settenari ad anello aba bcb cdc ded efe fgf ghg hih iji jkj klk lal.
Porto con me l'ombrello
perché son previdente:
il cielo è poco bello,
rischio pioggia imminente
e verso la mia meta
ogni riparo è assente.
Quella nube m’inquieta
ma continuo ad andare
nella campagna quieta.
Non mi sto a preoccupare
ho l’ombrello al mio fianco
se dovesse arrivare
mentre cammino stanco
qualche cosa dal cielo
velato in grigio e bianco.
Tanto ancora non gelo
anche se ottobbre sloggia
e ogni timore celo:
pur riempisse la roggia
non mi può spaventare
improvvisa la pioggia:
basterà fuor tirare
quando un tuono rimbomba
l’ombrello e camminare.
Pure che l’acqua incomba
ho con me la difesa:
non vien mica una bomba!
Anche se la sorpresa
prima o poi ci raggiunge
per offesa o difesa
ma stamattina è lunge
in ben altri scenari
dove la guerra punge.
Lì sì, son casi amari,
ma qui tengo l’ombrello
per gli eventi contrari.
29/10/2024
Che mi attira per la sua natura,
È il fratello di papà,
Lui figli non ne ha.
Fidanzate comunque a dozzine,
Italiane spagnole e anche marocchine,
Al telefono cortese e misterioso,
Con i nipoti allegro e brioso.
Nel suo tempo ha mille impegni,
Della sua vita porta i segni,
Solo rimane quando vado via,
Nei suoi occhi leggo tanta nostalgia.
Il suo bene nei miei confronti è sconfinato,
A volte mi chiama per esser aiutato,
Corro subito e con fermezza te lo dico,
Lui per me è un fratello, un padre un amico.
Quindi è vero che te ne vai?
Pensavo non l'avresti fatto mai.
Invece questa volta sei risoluta,
la tua decisione irremovibile, assoluta.
Vorrei dirti che da adesso
tutto continuerà ad essere lo stesso.
Ma mentirei spudoratamente
dicendoti che passerà, che non è niente.
Certo! Sono felice per te, questo è vero.
Non potrebbe essere altrimenti ad essere sincero.
Per la tua fortuna che questa volta è mutata,
per la tua vita di punto in bianco migliorata.
Ma la mia invece? È sempre la stessa
una monotonia costante, che mi logora, mi stressa.
Ma almeno fin'ora c'eri tu ad edulcorare
questa vita che è una montagna da scalare.
Con te era tutto diverso
ogni cosa prendeva colore,
eri parte del mio universo.
E ora quanto dolore...
Eravamo satelliti di uno stesso pianeta,
io e te: ed ecco la nostra esistenza completa.
Perché a volte due amici sono più di due amanti,
rendono la vita preziosa più di mille diamanti.
Ma ora che vai via da questa nostra realtà dura,
io sarò solo, e al pensiero di tal solitudine
la mia anima trema, si spaura.
Non sarà possibile farci l'abitudine.
Allora dammi qualcosa di te
che potrà farti sentire ancora con me.
Un ricordo, un simbolo, un pensiero
che mi ricordi del tuo affetto sincero.
Ti chiedo soltanto di non dimenticarti
della nostra amicizia, di noi...
so che saprai ricordarti,
che lo farai solo se vuoi.
E ricorda: la felicità apparente può essere qua o là
nella nostra o in un'altra realtà.
Ma la gioia vera, quella che cerchi
la puoi trovare solo in fondo al tuo cuore
una volta spogliato di ogni rancore,
di ogni superfluo dolore.
La brina di novembre
è un sipario accasciato
fra la magia delle fate,
fragile punteggiatura di luce
perduta nel silenzio dell’inverno.
Si sgretolano alla finestra
un pianto di foglie cadute,
valigie di pioggia e d’argento
incise nel muschio austero,
venti inscatolati su una panchina,
stanchi ricci di castagna
a ferire un cielo grigio,
ombrelli danzerini,
a barcollare tristi per le strade.
La brina di novembre
s’accascia anche sul cuore
come un vecchio malinconico
a scrivere fra le poesie della vita
il suo ultimo dolce orizzonte.






