tutto avvolge qua e là,
vince anche i raggi del sole,
fa sentir le persone più sole,
Rende tutto così ovattato,
difficile vedere qualcuno con un gelato,
ci si muove diafani per la strada,
aspettando che essa si dirada.
Tristezza cala sugli animi di ognuno,
verrebbe a pranzo di stare a digiuno,
l'appetito fa passar questa atmosfera,
a pensarci non mangeresti neanche la sera.
Cochi e Renato furon pionieri,
in una canzone svelarono i suoi misteri:
nebbia in Valpadana è un fenomeno dell'umidità,
se rimani intrappolato si incasina la mentalità.
Sinché furbizia sarà un vanto
vivremo abbarbicati
nel campo delle allodole
con licenza di caciare.
Quell'evocare risorse
per poter pagare i conti
con tanto d’interessi
- nulla di pubblico -
ai geni civili
senza scuola né parola.
Dall'onore incolto
di un giardino sfiorito
sfibrato e strappato
dal suo vero destino.
Doppie quartine di senari abcd abcd in cui le “a” son senari piani in rime perfette mentre le “bcd” son senari sdruccioli assonanti o consonanti (insomma rime imperfette… che poi, mica possiamo aspirare sempre alla perfezione!).
Guardo e sei soltanto
ventisette pollici
di cristalli liquidi
sfarfallanti agli angoli,
io che mi ci incanto
perso in sogni idillici
pien di baci languidi
da cui non ti svincoli…
È già giunta notte
quindi devo spegnere
questo freddo monitor
con la bell’immagine
e con le ossa rotte
il cuscino a cingere
già m’accingo attonito
sopra la voragine
in cui questo cuore
di notte precipita
spinto dalla lacrima
della solitudine.
Giungerà torpore
mentre ancora strepita
col respiro ch’ansima
il mio petto incudine.
11/11/2024
hai stracciato il mio amore:
ne hai fatto coriandoli!
Ma quest'amore
sarà sempre con Te!
Quando ti semtirai sola,
ricucili tutti quei coriandoli,
fanne una coperta dove rifugiarti:
troverai tutto il calore
che finoru hai rifiutato,
troverai tutto il mio amore.
Intatto!
magnificenza del fiore
quando sboccia al sorriso della vita,
quando abiti nei miei pensieri
desertici e rigenerati
in gaudio d'eden da meraviglia,
in quelle emozioni che ingoiano
e dimenticano grigi singhiozzi
nella profonda pozzanghera
senza cielo che penetri sentimenti.
Se solo chiudo gli occhi dimentico
di respirare per l'intensità d'amore
che come uragano mi travolge.
Amore mio, ti amo, ti amo così tanto,
gli anni delle mie vuote e spoglie mani
non hanno di cosa offrirti,
se non me stesso per la vita, e oltre!
L' amore è nella tua lacrima
che riga il viso e asciughi piano,
amore mio, stringi la mia mano
e abbandonati al candore del sogno
che ci avvolge nell'apice del destino,
per essere intreccio di rizoma
nelle profondità delle percezioni
che ci legano l'uno all'altra
sottraendoci dalle parentesi
della cruda e malvagia fine.
I graffi della notte
accoltellano il tuo cuore
come un leggio di violenze
consumato dai silenzi
e l’anima è devastata
da un pianto di soprusi,
il corpo è livido di paure
ed ogni tuo sentimento
è una virgola spezzata
calpestata dalla grammatica dell’odio.
Donna,
sei diario di mille dolori,
straccio di nuda vergogna,
il mondo ti umilia
in questo respiro senza tempo
incastonato nella storia,
amati almeno tu
come un raggio di luna
che sempre brilla per il mare.
Sonetto classico, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate, endecasillabi canonici leggibili sia a maiore sia a minore.
Farti saper prolifica mia musa,
dirti che riempi tutti i miei pensieri
oggi e domani come fu già ieri
che sei padrona della mia confusa
mente sognante e dir possiamo illusa
temo che possa darti dispiaceri,
ché certamente aver di meglio speri
d’un cinghialone che sta a far le fusa
ma di concreto nulla può donarti:
persino il cuore vale molto poco,
tutto scassato, preda degli infarti…
Però ti giuro che non è per gioco
che di nascosto insisto a sussurrarti
che dell’amore sei per me tu fuoco.
10/11/2024
In cui la famiglia natia risulta finita,
Genitori zii parenti e qualcun altro,
Son tumulati insiem l'un sopra l'altro.
Rimani tu il più anziano della famiglia,
E qualcun più piccolo che ti somiglia,
Di aneddoti e ricordi ne hai tanti,
Da tramandare a tutti quanti.
È una sensazione di forte smarrimento,
Per cui non andar affatto contento,
Più nessuno cui poter chieder ode,
Della storia familiare sei il custode.
Eppure era tutto da metter in conto,
Che nessun all'immortalita' fosse pronto,
Tutto cio' accade year by year piano piano,
Ci si scrive otto rime su un diivano.
Giochi coi tuoi spiccioli d’anni
a dipingerti il futuro,
bimba vestita di giorni bui
sii quel fiore che rinasce alla luna,
il filo azzurro dei tuoi sogni,
un dolce ricamo di speranza,
l’autrice del tuo tempo perfetto.
Il mondo è un cuore senza battito,
lavagna di mille peccati,
respiro d’errori e dolore,
ma bimba vestita di giorni bui,
non sporcare mai la tua anima
col vento della resa,
sei tutti i silenzi dell’universo
che guidano la forza dei tuoi passi.
Per la giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza
Sonetto classico, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate, endecasillabi canonici leggibili sia a maiore sia a minore.
Sin troppo spesso gente senza studi
da gran tromboni resta affascinata
e nel votare fa grande cazzata
e a populisti innalza gran tripudi.
‘Sì¹ mentre il mondo incespica in paludi,
mentre tragedia ovunque è propagata,
un neofascista ha vinto la tornata
urlando forte con maniere rudi.
Del resto pure in patria nostra adesso
ribattezzato è stato quel Malpensa
per chi condanne in ben più d’un processo
collezionò ma ancora lo si incensa!
L’umanità finisce dentro un cesso
mentre i bastardi riempion lor dispensa.
¹: così.
06/11/2024
Dolce e chiara è la notte e senza vento
e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti (*)
incedi Luna sotto il firmamento
serena a sorvegliar le umane sorti.
Quand’ecco non sei più serena Luna
che di lontan riveli ogni montagna
perché cupo uragan nembi raduna
che fa apparir ostile la campagna.
Nubi fan gioco d’ombre che di croce
su te non più serena fa disegno
mentre la terra leva a te una voce,
urla di streghe e demoni in convegno,
d’angui d’inferno, Mégera ed Aletto (**)
che svelan distruzion, morte, rovina
frutti d’abominevole progetto
a te che della notte sei Regina.
(*): da G. Leopardi: “La sera del dì di festa”
(**): da W. A. Mozart:”Il flauto magico”
Quanto male su questa terra infranta:
cieche guerre, pandemia e carestia,
fiumi di innocente sangue per tanta
ipocrisia.
Maschere ricoperte di livore!
Sopra i volti di ignari spettatori
trapelano angosce e tanto dolore
nei mesti cuori.
E’ ignudo, defraudato il mondo
dalla cecità del relativismo,
solo un insulso desio, fecondo
di arrivismo.
Fermate quei missili impazziti
che ammazzano dei bambini innocenti
e distruggono popoli, feriti
per dei dementi.







