Nella solitudine della moltitudine
il cuore mio si stringe
al pensiero che invariabile è
la situazione emozionale del mio Io.
Il sole obliquo già sta calando
e tinge di rosso pallido
questo già smorto paesaggio
caduche come le foglie
le mie emozioni fluttuano
piccole braci nella cenere.
Tepore rigido mi viene restituito
dall'aria pallida che dintorno si trova
fantasmi di bruma mi circondano
e guidano l'anima mia loro simile
verso il nero del crepuscolo.
Mi dissolvo come cenere nell'acqua
finché del mio essere non rimane
che un minuscolore residuo sul fondo
accenno flebile di ciò che fui
speranza che non fui mai.
