Bordi così rossi,
l'adorato aprirsi
appena appena
nel mare della tranquillità,
un ammalarsi e
una piaga poi
in foglie d'oleandro.
Al di là della feritoia
del giorno,
numerato
a piè pagina
con una mosca morta,
con un pugnetto di glicine
avvolto in un effimero
invelettato e caldo.
come ad una caro amico
sapendo che mai mi tradirai
qualsiasi pensiero confiderò a Te
perchè infinita è la tua bontà
immensa la tua dolcezza
Se osservo la tua creazione
dal più piccolo fiore
all'immensità del cielo
non posso non pensare
alla tua grandezza
alla tua bellezza
Mi rivolgo a Te come un padre
poiché il mio padre terreno
già è volato in cielo
noi tutti siamo tuoi figli
e doni ci fai piccoli e grandi
per cui ti chiedo Padre, un abbraccio
tra le tue calde braccia
ho bisogno della tua essenza
affinchè la sofferenza
che tormenta l'anima mia ora
non distrugga la forza che mi resta
Devo star vicino all'uomo che amo
Tu ci hai unito per sempre
nel bene e nel male
ora il male è grande da subire
io osservo da fuori
lui ne è imprigionato
Solo questo Ti chiedo o mio Signore
un abbraccio tra le tue braccia calde
che mi aiuti la notte a riposare
di giorno a lavorare
e per il mondo a non perdermi ….
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scorre leggera
come un ruscello
in silenzioso movimento
sotto alberi dimenticati.
La mia vita
scorre mansueta
come un mormorio invisibile
oltre la pergola del glicine
e s’adagia lenta
lungo sentieri erbosi.
La mia vita
scorre inutilmente,
senza una ragione,
per nulla consapevole,
come un vago bagliore
in lontananza,
fra radure di foglie.
Indole pugnace,coniugata a saggezza e amor di pace
Unione indissolubile di grazia e fermezza
Stile creativo contornato da multiforme ingegno
Estro originale di artista innata
Plausi scroscianti riscuoti in chi ti conosce
pensieri purissimi infondi nei tuoi cari
irripetibile persona,espressione di singolare iperemotivita'
Nulla ti eguaglia nella tua espansiva giovialita'
Alba raggiante e tersa, scevra di corruzione e depositaria
di incommensurabili virtu'
a mamma giuseppina anima rsadiosa del Paradiso
schiavo
per tuo volere
mi tieni seduto a distanza
eccitando la mente
con il tuo, adagio svestirti
liberando i frammenti nascosti
con tocchi sensuali
fissando la voglia e i fremiti
sul mio viso stremato
pronto alla resa d’amor
e alla tua mercè
con infinito charme
fai tuo il frutto oramai maturo
con l’armoniosa danza delle tue labbraNel profumo d’eros
Sarai un uomo nuovo,
quando tutto tornerà come prima.
Andranno via le paure
e il disordine
che c’è nei pensieri.
Come il sole
che nasce al mattino
Iil tuo cuore
più forte di prima
ritornerà a gioire.
perché un giorno nuovo
busserà alla tua porta
dicendoti; è tutto finito,
potrai respirare quest’aria
così dolce e leggera
che profuma la vita.
cio' che prepara il pane.
Sforna fragrante e profumato
dalle mie labbra.
Non e' preparazione culturale
che il verso
fa sgorgare.
Un anemos divino
mi induce
versi a cesellare.
suggerisce ogni parola,
forza ad elucubrare.
Tesso le sue lodi,
Perche' Egli e' la mia guida;
testimonianza di fede
per chi nell'apatia
sciupa la sua vita.
Apostolato di preghiera,
affiora ogni sera,
prima di abbracciar stremato
strettamente il sonno.
Esclusivamenteùtuo esecutore,
di umilta' implorante,
di un creatoreche riconosco
unico mandante.
che il profumo delle nostre pelli si fonderà
nelle notti al chiar di luna sarà bello tenerti per mano
mentre sull'acqua osserviamo planare un gabbiano
non so sempre trovar sempre le giuste parole
ma quello che so è che l'amore non è mai un errore
non conosco il futuro e l'esistenza non è infinita
l'unica certezza è che sarai l'ultimo uomo che amerò nella vita.
Ma perché non ci fatte respirare
Pietà per questi poveri italiani
Prendetevi una tregua balneare
Al posto dei bisticci quotidiani
Smettetela da bravi per favore
Con tutte le allarmanti previsioni
Col pil che sale e scende con terrore
In barba a tante giovani illusioni
Lo spread è un demoniaco spauracchio
Sparato alla tv nell’ora buona
Che gusti il tuo gelato col pistacchio
E sembra il temporale quando tuona.
Perché ve ne cercate sempre una
Che trova qualcun altro in disaccordo
Parlate chiacchierate sulla Luna
Discorsi di un cretino con un sordo.
Sembrate dei bambini dispettosi
Che giocano a chi deve spaventare
I popoli che vivono in simbiosi
Con fame e povertà da affrontare.
Smettetela una volta e fatte bene
Il vostro lavoretto in Parlamento
Che il popolo non sempre si trattiene
E poi vola tutto come il vento.
Sensazioni che avverti
non puoi evitarle
sono lì, le senti
nel tuo cuore
che parla
devastando la mente
assieme a sentimenti
feriti, da promesse
sfumate, in un amore
sbagliato, che punisce
severamente
ferendo ancora
dove non ascolterà
per l'ennesima volta
fuggirei lontano
dove sconosciuti
non si cibano
del tuo essere
A volte
tra la gente
i miei pensieri urlano
e la voglia di evadere
è forte
mi stringe la gola
Parole ripetute
ad orecchie ormai stanche
sono pozze stagnanti
rimbombano nella testa
l'oppressione aumenta
A volte
vorrei volare via
ascoltare solo
i suoni intorno
e i passi piumati
dei miei pensieri
e ritrovare
l'equilibrio dei sensi
la calma e la serenità mentali
A volte...
vorrei...
Luna assassina
mentre appesa
al filo della speranza
mastico il silenzio
atroce di dolore
nel pianto disperato
di madre.
Aspettami
oh luna assassina
e non uccidere
il sogno dei miei occhi
ci sono e rinascerò
perchè il loro viso dolce
attende il mio cuore.
Il morbido sonno è ancora lontano
e il giovane albero che porta il mio nome
intona canzoni dall’eco conchiglia;
hai gli occhi socchiusi a pollini eterei
al sale ai coriandoli al rimmel ed ai baci,
un sorriso che vale un prato di viole
e una fronte che accoglie graffi e paure.
Ho portato il collare, il guinzaglio e la cuccia,
per farti sognare una vita tranquilla,
ma il soffio del mare si lascia fluttuare
e giunge all’orecchio e più in basso nel petto;
mi dice di alzarmi di farmi in disparte
mi fruga il taschino cercando le ancore
e gonfia il polmone e soffia violento
per farmi salpare e non farmi restare.
Supererò anche questo ostacolo
come fosse l’ultimo
nell’ ignaro percorso
che porta nella prateria degli illusi
Supererò anche questa barriera
cavallo imbizzarrito
schiena segnata
e bava alla bocca d’amara pena
Il mondo che si apre davanti
è uno scenario senza colori
senza madre e senza amore
cercherò il Dio del mio domani
Non ho altra scelta
ma voglio arrivare galoppando
integro e affamato di vita
là dove il sole non appassisce il germoglio










