Il morbido sonno è ancora lontano
e il giovane albero che porta il mio nome
intona canzoni dall’eco conchiglia;
hai gli occhi socchiusi a pollini eterei
al sale ai coriandoli al rimmel ed ai baci,
un sorriso che vale un prato di viole
e una fronte che accoglie graffi e paure.
Ho portato il collare, il guinzaglio e la cuccia,
per farti sognare una vita tranquilla,
ma il soffio del mare si lascia fluttuare
e giunge all’orecchio e più in basso nel petto;
mi dice di alzarmi di farmi in disparte
mi fruga il taschino cercando le ancore
e gonfia il polmone e soffia violento
per farmi salpare e non farmi restare.

Commenti
Sembra che il mare sia veramente importante in questo autore, almeno in quello che ho letto, e non solo per gli elementi materiali che inserisce nelle sue poesie, ma perchè esce come veicolo di scrittura. A parte qualche passaggio un pochino troppo addolcito rispetto al femminile, che comunque non basta a far restare ( a Roma si direbbe accontentati dell'aglietto...per dire di una batosta regalata con classe)...L'ho apprezzata tantissimo, come sempre grazie