Amo lei
solo lei
il mio cuore è per lei
e vivo ogni giorno
con un unica speranza.
Guardo lei
nei miei occhi
c'è solo lei
anche quando litighiamo
m'innamoro sempre più.
amo lei
anche se dice
che non scrivo per lei
che m'importa
tanto so che non è la verità.
Ogni istante
il mio respiro
prende fiato
solo se c'è lei
questo amore così morbido
me lo porto dentro il cuore
ed è questo importante....
Solo lei
soltanto lei
il resto lo lascio indietro
non serve
non respiro
senza di lei....
3 commenti
Dieci volte, quel giorno, ti ho incontrata,
tra sprazzi di colori celata,
sui fogli, come la Maja desnuda, adagiata.
Hai teso le braccia e ho sentito la tua chiamata.
Aprendo il fascicolo, l’arcigno dottore mi chiese:
cosa vede in questa immagine?
Ma è Valeria, la conosceva anche lei?
Ricorda com’erano odorosi e scompigliati questi suoi cappelli dorati?
E, mi dica ora, qui cosa vede?
Disse il dottore, voltando pagina.
E’ evidente, è l’azzurro profondo dei suoi occhi,
che spicca inconfondibile tra colorate macchie!
Bene, continuiamo, disse. E al mio sguardo
propose una nuova figura.
Oh! Sì! quante volte ho baciato la sua bocca sensuale,
che qui ancora m’invita, così morbida e rosata!
La bocca? Davvero? Disse il dottore
guardandomi con attenzione. E questo?
Ma, dottore, anche i seni di lei mi mostra?
Queste due corolle di fuoco spesso sono state il mio guanciale!
Si, certo, disse il dottore,
con una nuova ruga in mezzo agli occhi. E qui?
Dio! Le sue mani, dalle lunghe dita attente,
così fresche sui miei fianchi! Lei non può immaginare, dottore!
Immagino, immagino, rispose. Ma andiamo avanti.
E in questa tavola più scura?
Il più bello dei suoi giardini, così profumato,
in esso mi sono perso e ritrovato spesso.
Ma è sicuro? Un giardino così scuro?
Guardi ancora e mi dica..
Forse anche un bosco, una grotta accogliente,
un asilo, un ristoro, una casa, tutto questo insieme.
Capisco. Forse può bastare così. Ma guardiamo ancora un’immagine.
Cosa vede in questo foglio tutto bianco?
Ma non è ovvio? E’ la sua anima, così pura, tutta luce e trasparenza,
è Valeria nella sua essenza. Ma Lei non la conosceva?
Sono anni che, rinchiuso in questo cupo palazzo,
continuo a vederti, occhieggi da ogni macchia sulle pareti.
Ogni tanto passa il dottore e con uno stanco sorriso mi chiede:
come sta la sua Valeria? Anche oggi l’ha incontrata?
A volte mi vien di pensare
che il mondo è rinchiuso e ristretto
in pochi centimetri ardenti
che van dal ginocchio rotondo
all’orlo che inizia la gonna.
Le cattedre a scuola scoperte
donavano sogni agli alunni
che vaghi sbirciavano sotto
le gambe di “Quella” di storia;
ovunque ti trovi, nei tram,
in teatro a passeggio
financo all’interno di chiese
lo sguardo è strappato e rapito
da gonne che scoprono appena
le gioie che poco intravedi;
fai finta di volgere gli occhi
altrove per falso pudore
ma poi quella rosea visione
per forza ti ammalia la mente.
Non è nelle spiagge, ove vedi
esposte le grazie al completo
che l’occhio si ferma a guardare,
ma è proprio in quei pochi centimetri
alzati con fare distratto
che imbambola la fantasia:
sorgente di sogni e di bene
di un vortice come un ciclone
che l’occhio magnetico attira
travolto da umana passione.
scherzosa...ma non troppo.....
che il mondo è rinchiuso e ristretto
in pochi centimetri ardenti
che van dal ginocchio rotondo
all’orlo che inizia la gonna.
Le cattedre a scuola scoperte
donavano sogni agli alunni
che vaghi sbirciavano sotto
le gambe di “Quella” di storia;
ovunque ti trovi, nei tram,
in teatro a passeggio
financo all’interno di chiese
lo sguardo è strappato e rapito
da gonne che scoprono appena
le gioie che poco intravedi;
fai finta di volgere gli occhi
altrove per falso pudore
ma poi quella rosea visione
per forza ti ammalia la mente.
Non è nelle spiagge, ove vedi
esposte le grazie al completo
che l’occhio si ferma a guardare,
ma è proprio in quei pochi centimetri
alzati con fare distratto
che imbambola la fantasia:
sorgente di sogni e di bene
di un vortice come un ciclone
che l’occhio magnetico attira
travolto da umana passione.
scherzosa...ma non troppo.....
Attraverso un ventaglio
timidi sguardi celati
impossibile ignorare
leggera bellezza
diffusa
su ali d’incenso
Suono di shamisen*
commuove animi consumati
da malinconia danzante
in kimoni sfuggenti
come petali
nel vento
sotto un ciliegio
desiderio casto di geisha
si perde nell’alba
timidi sguardi celati
impossibile ignorare
leggera bellezza
diffusa
su ali d’incenso
Suono di shamisen*
commuove animi consumati
da malinconia danzante
in kimoni sfuggenti
come petali
nel vento
sotto un ciliegio
desiderio casto di geisha
si perde nell’alba
custodito
in mistici pudori
all’interno
di un okiya*.
*strumento giapponese a tre corde
della famiglia dei liuti.
*casa delle geisha.
in mistici pudori
all’interno
di un okiya*.
*strumento giapponese a tre corde
della famiglia dei liuti.
*casa delle geisha.
Immersa nei pensieri
il mio corpo cammina da solo
vaga senza meta.
Qualcuno cerca di starmi vicina
di aiutarmi
mi sento sola.
Vorrei urlare la mia rabbia
la mia delusione
le mie paure.
Chi mi vuole bene mi copre di attenzioni
ma io non li vedo
mi sento sola.
Sento il buio dentro di me
brutti pensieri mi tormentano
sento la solitudine.
Fra dubbi ed incertezze
il temo guarirà le ferite
mi aiuterà a dimenticare.
Forse tornerò
ad amare di nuovo
a sorridere.
Forse non mi sentirò più sola
non avrò più paura
non sentirò il buio dentro forse......
il mio corpo cammina da solo
vaga senza meta.
Qualcuno cerca di starmi vicina
di aiutarmi
mi sento sola.
Vorrei urlare la mia rabbia
la mia delusione
le mie paure.
Chi mi vuole bene mi copre di attenzioni
ma io non li vedo
mi sento sola.
Sento il buio dentro di me
brutti pensieri mi tormentano
sento la solitudine.
Fra dubbi ed incertezze
il temo guarirà le ferite
mi aiuterà a dimenticare.
Forse tornerò
ad amare di nuovo
a sorridere.
Forse non mi sentirò più sola
non avrò più paura
non sentirò il buio dentro forse......
Lo sguardo all'insù
perso nel cielo terso,
protetta nella tonda culla dalle montagne,
mi abbandono sul masso di tonalite
luccicante al sole d'agosto.
Se morissi ora sarei felice,
forse un po' della mia polvere rimarrebbe accanto ad esso,
fulgido ed immortale.
.
perso nel cielo terso,
protetta nella tonda culla dalle montagne,
mi abbandono sul masso di tonalite
luccicante al sole d'agosto.
Se morissi ora sarei felice,
forse un po' della mia polvere rimarrebbe accanto ad esso,
fulgido ed immortale.
.
Un gambero zoppicante, io suppongo?
Mezzo autoritratto?
Di mattone rosso
ormai nella vita
del tutto immobile
come una targa commemorativa.
Quivi abitò
di traverso
signorile
diffidente
sperando nella
carta da parati,
scrisse due scimmiette
vicino all'orologio da taschino.
Nascerai con lei
quando l'alba
si farà rivedere
dopo una notte di intenso amore.
Fra le sue braccia
ti potrai risvegliare
fuori dal mondo,
fuori da tutto.
Sentire solo la musica
del cuore
nel silenzio dell'amore.
Nascerà così la vostra passione
come l'acqua nasce dal cielo
rendendo la terra fecondamente fertile
sarà la vostra terra
infinitamente mai finita...
C’è una lingua di terra
fra mare e montagne
un sentiero pirata
ricoperto di foglie.
C’è salino nell’aria
ed odore di spezie
millenarie terrazze
portavoci di astuzie.
È un pensiero offuscato
che riemerge più forte
ogni volta che il vento
porta odore di morte.
È un ricordo tradito
dal mio essere artista
una patria che manca
più che al cuore, alla vista.
Mille specchi di solitudine
e nessun riflesso alla riva
non una fiamma alla candela
nulla di quel che resta si consuma
nella notte triste del disperso
lasciata indietro la speranza confusa
ha mani di spine e d’inquietudine
l’inganno al sentire oscuro.
Mi manca il fiato al fine
sono piaghe con parole rassegnate
e nausee premeditate che rinnegano
la luce al custode del mio giardino
dimenticando la chiave del destino.
Saprebbe il giorno contenere lacrime
di una notte se solo fosse l’addio
al tempo di morire con la dolcezza
che avvolge nella morte
l’anima alla salvezza di dio.
e nessun riflesso alla riva
non una fiamma alla candela
nulla di quel che resta si consuma
nella notte triste del disperso
lasciata indietro la speranza confusa
ha mani di spine e d’inquietudine
l’inganno al sentire oscuro.
Mi manca il fiato al fine
sono piaghe con parole rassegnate
e nausee premeditate che rinnegano
la luce al custode del mio giardino
dimenticando la chiave del destino.
Saprebbe il giorno contenere lacrime
di una notte se solo fosse l’addio
al tempo di morire con la dolcezza
che avvolge nella morte
l’anima alla salvezza di dio.
Lentamente scorre
il mio sguardo
perso nei pensieri
fino al cielo limpido
colmo del tepore
di un sole eterno
Riflette sulla pelle
la luce che scalda
il corpo vulnerabile ai ricordi
e immobile
sospiro
Torna puntualmente
raffiora in un istante
il groviglio di emozioni
che ci univa
e ancora non lascia penetrare
non cede
non permette
al cuore e alla mente
di dare spazio a nuovi colori
e presenze
Ogni piccolo dettaglio
è rimasto intatto
come se il tempo
si fosse fermato
in quegli istanti
intorno a noi
Mi guardo le mani
e stringo il silenzio
tra le dita
l'anima trema
Non tornerà
quel tempo indietro
non ci sei più
nessuno sarà mai come te
Ho freddo...
il mio sguardo
perso nei pensieri
fino al cielo limpido
colmo del tepore
di un sole eterno
Riflette sulla pelle
la luce che scalda
il corpo vulnerabile ai ricordi
e immobile
sospiro
Torna puntualmente
raffiora in un istante
il groviglio di emozioni
che ci univa
e ancora non lascia penetrare
non cede
non permette
al cuore e alla mente
di dare spazio a nuovi colori
e presenze
Ogni piccolo dettaglio
è rimasto intatto
come se il tempo
si fosse fermato
in quegli istanti
intorno a noi
Mi guardo le mani
e stringo il silenzio
tra le dita
l'anima trema
Non tornerà
quel tempo indietro
non ci sei più
nessuno sarà mai come te
Ho freddo...
Labbra di velluto si sciolgono
come un gelato di un gusto
al sapor di fragola
nello sfiorare la dolcezza
dell'amore
annegano soddisfatte
in un paradiso
che non sa attendere.
Labbra di velluto morbide
accarezzano li dove
l'estasi raggiunge l'infinito sogno
Respiro te
e la tua mancanza
che s’insinua inesorabile,
mentre le pareti della stanza
strangolano di ricordi
quel che resta
della mia razionalità.
Respiro te,
che mi scorri dentro,
estrema devastante alchimia,
culmine di spietata
e selvaggia tenerezza,
che mi pervade i sensi e l'anima.
Respiro te,
ed il tuo ricordo,
gioco d'azzardo con la follia,
emozione pura
che sorvola la realtà,
e scatena brividi profondi,
in questa urlante notte di tormento.
Respiro te,
e la tua pelle,
il tuo sguardo che trafigge i sensi,
tu che sei per me
oppio, acqua, fuoco ed ossigeno,
tu che ogni giorno mi ridai vita
ed ogni giorno mi uccidi.
Respiro te
ed i tuoi ritorni
che spazzano via ogni incubo,
quando ogni volta ti ritrovo accanto,
sempre più donna,
sempre più mia.
e la tua mancanza
che s’insinua inesorabile,
mentre le pareti della stanza
strangolano di ricordi
quel che resta
della mia razionalità.
Respiro te,
che mi scorri dentro,
estrema devastante alchimia,
culmine di spietata
e selvaggia tenerezza,
che mi pervade i sensi e l'anima.
Respiro te,
ed il tuo ricordo,
gioco d'azzardo con la follia,
emozione pura
che sorvola la realtà,
e scatena brividi profondi,
in questa urlante notte di tormento.
Respiro te,
e la tua pelle,
il tuo sguardo che trafigge i sensi,
tu che sei per me
oppio, acqua, fuoco ed ossigeno,
tu che ogni giorno mi ridai vita
ed ogni giorno mi uccidi.
Respiro te
ed i tuoi ritorni
che spazzano via ogni incubo,
quando ogni volta ti ritrovo accanto,
sempre più donna,
sempre più mia.












