la fresca ombra protettiva
del grande e saggio albero
abbattuto.
Ora tocca a me rinforzare
le penetranti radici,
stendere verso il cielo
i robusti rami e
farvi scorrere fresca linfa vitale,
che dia vigore ad innumerevoli foglie
e ad una rigogliosa chioma.
Sarà la mia ombra a riparare
dai raggi troppo ardenti i giovani
arbusti e gli esili tronchi
che mi sono più vicini.
Mi nutrirò
della sapida memoria della sua vita,
dei racconti che già mi mormora
il vento che ben lo conobbe e
che il fogliame diffonde
di albero in albero.
La pioggia mi accarezzerà
sussurrando il suo nome e
ricordando come fosse accogliente
la sua fronda.
E tutta la vita alata e strisciante
che aveva trovato riparo
presso di lui
si aggrapperà alle scaglie
della mia corteccia e
troverà, tra i miei frutti
e fra le foglie,
l'asilo che temeva d'aver
perduto.
quando le stelle diranno
che è il momento
quelle stelle che amo
perchè uniti ci hanno
che odio
perchè ora ci disperderanno
Ti lascerò andare un giorno
ma ora no, ti stringo la mano
mentre tutti i pori della mia pelle
anelante ancora le tue carezze i tuoi baci
zampillano lacrime
le raccoglierò in una polla
per mitigare
l'arsura della tua febbre
Ti lascerò andare un giorno
accompagnandoti in silenzio
mentre le mie labbra urleranno
tutto il dolore, la rabbia
Muteranno in bruma
velo che coprirà l'intorno
donandoci un intimo attimo di pace
tutto da vivere tutto da ricordare
per salutarci con un ultimo bacio
tatuato rimarrà sulle mie labbra
fino al giorno in cui
ti raggiungerò in un'altra vita
Ti lascerò andare
se così dovrà essere
e vivrò nel tuo nome nel tuo ricordo
canterò che uomo grande eri
quanto amore mi hai dato
mi dai e mi darai
ancora ed ancora ….
che possa esistere sulla terra
la compagnia di tantissimi anni.
Sei arrivato 14 anni fa
eri piccolissimo
ma bellissimo.
Le zampette bianche sotto il mento
una macchietta bianca con
quel musetto bianco meraviglioso.
Sembrava che avevi gli scarponcini bianchi
ti avevamo portato in campagna
ma ben presto sei arrivato a casa con noi.
Era una sera fredda ti abbiamo portato su
tu ti sei impadronito del tappeto davanti alla porta
e li sei rimasto sempre.
Non andavi in giro per casa
arrivavi su e ti sdraiavi
su quel tappetino.
Dopo un po' di anni arrivò il tuo amico Ciko.....
all'inizio e stata tragica
liti furibonde.
Ma pian piano siete diventati amici
sempre vicini ma lontani
quando era ora di cena.
Sei stato e sarai
il nostro amico sempre
anche quando non ci sarai più.
Ti vogliamo un bene
che non si può descrivere
con nessuna parola esistente
Sembra strano
volere bene a un cane
quasi come un figlio.
Sei e resterai
nel nostro cuore sempre
per sempre......

Per il mio dolcissimo cane che ci sta per lasciare non lo dimenticheremo mai
Una mente malata
m'infastidisce
più la guardo
mi accorgo
che devo lasciarla
al suo destino
senza dire nulla
accogliendola così
nei suoi ragionamenti
sognatori
Avrei voluto che non fosse
sbagliata e capisse
quanto si soffre, nel vederla
assente, e guardando unicamente
lei, soltanto lei
era buio, ma mi hai accecato come il sole,
ho la testa vuota e non per colpa mia,
mi sei apparso all'improvviso e mi hai portato via,
su per l'aria mi fai volar tenendomi la mano,
planiamo per l'universo passando Venere e Urano,
non posso neppur pensar che sulla terra dovremo far ritorno,
amami più che puoi, prima che faccia giorno,
con te, sotto la luce dell'aurora, mi vorrei svegliare,
ma è un sogno impossibile da realizzare.
Donna selvaggia che corri con i lupi,
che sanguini senza morire,
perché quel sangue è potenza di vita
che solo in te si crea,
che ti prendi cura degli uomini,
eterni bambini,
dalla culla sino al letto di morte,
non cessare di essere tale,
non perdere la tua invincibile femminilità,
perché è in te la salvezza di tutti noi.
L’ignoranza sta tra una pagina
e l’altra,
nel vuoto di un paio di secondi,
quando pensi
ed elabori
e poi sbagli.
Fino a che la lettura continua,
e allora dici:
“ecco lo sapevo!
proprio quello che stavo provando!”
Anche se tu,
tristemente, non hai saputo dirlo.
giace come foglia sul terreno
chiuso in quella gabbia
preso a schiaffi dal destino
e dai sorrisi del tempo
dietro sbarre di aria
pesanti come acciaio
lo sguardo sfiora il cielo
le spalle lontane dal passato
manca la voce per gridare
serve un sogno per vivere
basta un sole per rinascere
...oltre quella gabbia
di foglie ingiallite
prima avvisaglia
di un autunno precoce
che il vento fa roteare
in una danza dolente
Foglie ingiallite
come i pensieri
che la mia mente
invadono si sovrappongono,
video gioco di guerra
dove a morire
sono sempre io
Morte virtuale,
nulla ha di simile
alla pace del decesso corporale
dove l'anima
vola leggera verso
una luce
che dona bellezza, pace
eternità dove non vivono
albe, tramonti,
l'estate è perenne
come l'amore mio per te
All’ombra di quanto è rimasto intatto
una coscienza si racconta a sprazzi,
timidamente,
anelando alla fine della faida,
contemplando con un misto di odio e pena
le linee di confine che l’abbracciano.
Rinnegando e rigettando
ideologie e utopie,
per affrontare
malanni e cure,
frenetiche vendemmie,
potature,
innesti,
primeggiando
la lunga via per somigliare a un melo.
Lo so bene,
sono schiavo di me stesso,
ma non ho più paura
non ambisco più a un innesto.
Anche le mele
prima di essere mele
sono state fiore.
Io sono un fiore !!
anche se selvatico.
Io sono un minuto di gioia intensa,
la testimonianza vivente
dell’umana passionalità.
Non arriverò alla fine del ciclo,
non mi sacrificherò per trasformarmi in qualche frutto,
ma mi coglieranno associandomi a viso di donna.
Lascio la duplicità agli altri
la falsità al mondo,
e mi ubriaco di dialettica e nettari.
Perché una mattina,
improvvisamente,
sorprenderò il mondo attorno a me
e sarà una tempesta di colori e di odori,
una primavera impazzita
che renderà immortale,
anche solo per un giorno,
il romanticismo di un fiore
strappato all’asfalto,
sbocciato sul limitare del giorno
e appassito nella metropoli,
nella co2 newyorkese.
Sono selvatico,
perché nessuno mi potrà mangiare.
Sono inutile,
perché la poesia è morta.
Mi hanno cacciato
abbandonato e deriso,
ed io mi sono nascosto,
rifugiato
trapiantato.
Fiore pitosforo nato spontaneo
e cresciuto
nella terra dell’ignoranza,
orgoglioso e incurante,
all’ombra della grande mela
naturalmente.
hai risposto
alla chiamata del Signore
hai deciso
la strada in salita
non è facile
in questo tempo
ma tu sarai
un buon pastore
perchè hai
deciso
dettato dal cuore
di seguire
le orme del Signore







