Graffia il tempo
svuota la notte
è ancora lei
senza distrazioni
senza sconvolgimenti
sdraiata sul suo tempo
riflessa di amaranto
tiene stretta la sua anima
nuda al presente
controluce nel tramonto
disegna archi di sessualità
non è sola
avvinghiata alla sua sete
vola sopra sensazioni
e malizia
stringe forte il suo tramonto
nuda tra ombre di luna
e scie d'argento
continua nel suo stare
dolce ed accattivante
non passa minuto
che non abbia vissuto
scioglie densità in profondità
trattiene forte il momento
è tutto come aveva sognato
domani si sveglierà
e non sarà solo un sogno
svuota la notte
è ancora lei
senza distrazioni
senza sconvolgimenti
sdraiata sul suo tempo
riflessa di amaranto
tiene stretta la sua anima
nuda al presente
controluce nel tramonto
disegna archi di sessualità
non è sola
avvinghiata alla sua sete
vola sopra sensazioni
e malizia
stringe forte il suo tramonto
nuda tra ombre di luna
e scie d'argento
continua nel suo stare
dolce ed accattivante
non passa minuto
che non abbia vissuto
scioglie densità in profondità
trattiene forte il momento
è tutto come aveva sognato
domani si sveglierà
e non sarà solo un sogno
Nella fantasia
cade il pensiero,
appoggiandosi.
Posa lo sguardo
dove l'invito sfiora le labbra.
Si scioglie
nei baci il desiderio
che freme
scaldando i sensi.
Nella fantasia amandosi
come una preghiera
nel nudo di donna
resta con la luna negli occchi
dentro lo stesso abbraccio.
Sento pungere gli occhi
spine di rosa graffiano pupille
opache, stanche
tanta è la voglia di piangere
ma le lacrime non si lasciano andare
La sofferenza è una costante
da mesi ormai
la vita ti pone una scelta
in cui io non posso interferire
osservatrice inerte
dal loggione di un teatro
di un opera lirica
dove nel finale il protagonista
sempre muore
Eri una quercia forte
con la fronda ricca di foglie
in cui scorreva linfa vitale
il tempo ti ha rubato tutto
ma non la lucidità di pensiero
nemmeno l'amore dal cuore
ne le facoltà mentali
Intrappolato in anomala situazione
sei giunto al bivio
destra o sinistra
di fronte è divieto d'accesso
nel mio dolore
ho solo il permesso
di tenerti la mano
ed a capo chino rispettare
ed attendere la strada che sceglierai
accompagnandoti, salice piangente,
in riverente silenzio
spine di rosa graffiano pupille
opache, stanche
tanta è la voglia di piangere
ma le lacrime non si lasciano andare
La sofferenza è una costante
da mesi ormai
la vita ti pone una scelta
in cui io non posso interferire
osservatrice inerte
dal loggione di un teatro
di un opera lirica
dove nel finale il protagonista
sempre muore
Eri una quercia forte
con la fronda ricca di foglie
in cui scorreva linfa vitale
il tempo ti ha rubato tutto
ma non la lucidità di pensiero
nemmeno l'amore dal cuore
ne le facoltà mentali
Intrappolato in anomala situazione
sei giunto al bivio
destra o sinistra
di fronte è divieto d'accesso
nel mio dolore
ho solo il permesso
di tenerti la mano
ed a capo chino rispettare
ed attendere la strada che sceglierai
accompagnandoti, salice piangente,
in riverente silenzio
Quel giorno che mi hai detto:
“Da domani vieni con me a lavorare”
volevo urlare, scappare
nascondere le mani sporche di grasso
e i vestiti lerci di fumo e di sudore.
Quel giorno che mi volevi uomo
ti ho maledetto
e ti ho odiato fino alla morte!
Avevo tredici anni
e ho smesso di giocare
mi hai imposto le tue regole
e dell’ arte le più piccole sfumature.
Ma ogni tua parola
m’impauriva
era come un tradimento
e faticavo a seguir la scia
non capivo che era quello il testamento
come quel colpo di martello
che con rabbia picchiavi sul ferro freddo
e le bestemmie urlate
per portare a casa un pasto caldo.
Adesso finalmente
sono l’uomo che hai sognato
adesso vado fiero del tuo nome
e di quei vestiti lerci
ma tu non mi sei acconto
a guardarmi e ammirare
queste mani e questa schiena
distrutte dal lavoro
non ci sei ad abbracciare
questo tuo capolavoro.
“Da domani vieni con me a lavorare”
volevo urlare, scappare
nascondere le mani sporche di grasso
e i vestiti lerci di fumo e di sudore.
Quel giorno che mi volevi uomo
ti ho maledetto
e ti ho odiato fino alla morte!
Avevo tredici anni
e ho smesso di giocare
mi hai imposto le tue regole
e dell’ arte le più piccole sfumature.
Ma ogni tua parola
m’impauriva
era come un tradimento
e faticavo a seguir la scia
non capivo che era quello il testamento
come quel colpo di martello
che con rabbia picchiavi sul ferro freddo
e le bestemmie urlate
per portare a casa un pasto caldo.
Adesso finalmente
sono l’uomo che hai sognato
adesso vado fiero del tuo nome
e di quei vestiti lerci
ma tu non mi sei acconto
a guardarmi e ammirare
queste mani e questa schiena
distrutte dal lavoro
non ci sei ad abbracciare
questo tuo capolavoro.
Nel pulviscolo scintillante
che gioca ignaro tra le nude pareti
delle stanze ormai spente,
trafitti dal sole calante
danzano anche
i nostri intatti ricordi,
inquilini felici ed eterni
della casa sulla collina,
dietro al faro che ammicca
ai traghetti di Nanaimo.
Uno ad uno li contavamo,
i grandi battelli,
che scandivano
col loro cronometrico passare
le ore della passione
e dell'amore.
La melodia dei nostri gesti,
forti ed armoniosi,
si distendeva nell'aria sottile
colorata dal sole cangiante delle aurore
e dei tramonti.
La nitida scia luminosa
increspava il mare come un sorriso,
pari a quello che addolcisce oggi
il nostro viso
quando ripensiamo con sognante nostalgia,
ai bianchi traghetti di Nanaimo.
che gioca ignaro tra le nude pareti
delle stanze ormai spente,
trafitti dal sole calante
danzano anche
i nostri intatti ricordi,
inquilini felici ed eterni
della casa sulla collina,
dietro al faro che ammicca
ai traghetti di Nanaimo.
Uno ad uno li contavamo,
i grandi battelli,
che scandivano
col loro cronometrico passare
le ore della passione
e dell'amore.
La melodia dei nostri gesti,
forti ed armoniosi,
si distendeva nell'aria sottile
colorata dal sole cangiante delle aurore
e dei tramonti.
La nitida scia luminosa
increspava il mare come un sorriso,
pari a quello che addolcisce oggi
il nostro viso
quando ripensiamo con sognante nostalgia,
ai bianchi traghetti di Nanaimo.
Se solo lei avesse ascoltato
questo cuore come batteva
senza ripetere ogni giorno
parole sempre uguali.
Ma è inutile parlarne
ci hai perso troppo tempo
giorni e notti
son diventate eterne.
Inutile aspettare
col freddo della notte
in un letto oramai vuoto
con ricordi che ti scuotono
continuamente.
Se solo avesse ascoltato
il viaggio non sarebbe finito
ed avresti continuato a sognare
senza aspettare che il buio
prendesse tutto
anche il cuore...
Le farfalle nello stomaco
la tachicardia che mi
toglie il respiro.
Vedo le stelle
che brillano
un’emozione unica.
Un bacio atteso forse
anche sofferto
ma voluto......
È stato come scoprire
La profondità
dell’anima.
Una rosa che sboccia
con la speranza che
non appassirà mai.
Un bacio dolcissimo
difficile dimenticare
il tuo odore.... le tue labbra
il tremore che abbiamo sentito
un vortice di passione
ci ha assaliti
difficile descrivere quel momento.

la tachicardia che mi
toglie il respiro.
Vedo le stelle
che brillano
un’emozione unica.
Un bacio atteso forse
anche sofferto
ma voluto......
È stato come scoprire
La profondità
dell’anima.
Una rosa che sboccia
con la speranza che
non appassirà mai.
Un bacio dolcissimo
difficile dimenticare
il tuo odore.... le tue labbra
il tremore che abbiamo sentito
un vortice di passione
ci ha assaliti
difficile descrivere quel momento.

Questa terra
dove presto il gelo
copre un orizzonte
dolce e desolato
Come isole
rare betulle in cerchio
a volte circondano una casa
nella pianura di ruscelli e laghi
Improvvisa una chiesa medievale
si staglia come miraggio della storia
che lì ha lasciato un segno
Scarno l’interno con decori in legno
Un piccolo pulpito sovrasta l’unica navata
Fuori piove
altro non potrebbe fare
se non attendere che l’acqua si trasformi in neve
Ancora betulle in attesa di notti senza fine
Poi un villaggio
Barche attraccate lungo un fiume lento
Un uomo dalla barba bianca
fuma la sua pipa
immobile nel tempo
In città resti a guardare
i nuovi tram di Helsinky
Andranno a riposo al primo gelo
Quelli vecchi
che non hanno freddo
correranno sicuri su binari di cristallo
dove presto il gelo
copre un orizzonte
dolce e desolato
Come isole
rare betulle in cerchio
a volte circondano una casa
nella pianura di ruscelli e laghi
Improvvisa una chiesa medievale
si staglia come miraggio della storia
che lì ha lasciato un segno
Scarno l’interno con decori in legno
Un piccolo pulpito sovrasta l’unica navata
Fuori piove
altro non potrebbe fare
se non attendere che l’acqua si trasformi in neve
Ancora betulle in attesa di notti senza fine
Poi un villaggio
Barche attraccate lungo un fiume lento
Un uomo dalla barba bianca
fuma la sua pipa
immobile nel tempo
In città resti a guardare
i nuovi tram di Helsinky
Andranno a riposo al primo gelo
Quelli vecchi
che non hanno freddo
correranno sicuri su binari di cristallo
Ci sono troppe gradazioni di colore
da questa prospettiva, troppi pigmenti.
La testa gira dentro la maglia di una ragnatela
le mani sono sporche di ruggine e verderame,
e i contorni dei miei proponimenti notturni
si sciolgono su uno sfondo rosso mattone.
Il pennello che stringo nel pugno non è mio
non sono mie queste pareti color pastello,
questi scorci, questo giardino, questo mare,
e neppure questi quattro stracci vecchi.
Ho nove rose rosse che non vogliono morire,
una cartolina, una promessa su cui contavo.
I colori certe volte ingannano, lo sappiamo.
I ricordi cambiano, il verde si spegne,
l’inchiostro sbiadisce in bianco di zinco,
le lacrime seccano come olio di papavero.
E anche queste rose che ho tanto amato,
purtroppo, alla fine moriranno.
Dalla rosa fino al bucaneve
il mio sguardo ti seguirà
cavalcando il vento del mare
arriverò ancor più lontano
cullando sole e luna
il mio cielo si aprirà
al dolce tuo respiro
sorella fortunata
la mia mano prenderà
fino ad accompagnarmi
al celeste
il mio sguardo ti seguirà
cavalcando il vento del mare
arriverò ancor più lontano
cullando sole e luna
il mio cielo si aprirà
al dolce tuo respiro
sorella fortunata
la mia mano prenderà
fino ad accompagnarmi
al celeste
Istanti ci fecero
innamorare
Guardami...
sarò la tua luce,
guardami....
sarò il tuo cammino,
guardami...
sarò il tuo battito.
Ho fame di "Te"!
Sazierò ogni palpito del cuore
con il tuo amore.
Saremo un connubio
che s'incendia.
Non è in me
perché è dentro
te...
innamorare
Guardami...
sarò la tua luce,
guardami....
sarò il tuo cammino,
guardami...
sarò il tuo battito.
Ho fame di "Te"!
Sazierò ogni palpito del cuore
con il tuo amore.
Saremo un connubio
che s'incendia.
Non è in me
perché è dentro
te...
La grazia drappeggia il tuo corpo
come un prezioso sari di seta
e si specchia con discrezione
nella trasparenza del tuo sorriso.
Avvolto dal tuo sguardo di cioccolata
assaporo
il suo ripieno di passione e desiderio.
Lentamente
mi abbandono alle tue carezze
- lievi e fresche come brezze -
e mi perdo senza scampo
nell'abbraccio in cui mi avvinci,
inesorabilmente.
E là,
nel profondo del tuo essere,
mi ritrovo e ricreo
la molecola vitale della mia essenza.
come un prezioso sari di seta
e si specchia con discrezione
nella trasparenza del tuo sorriso.
Avvolto dal tuo sguardo di cioccolata
assaporo
il suo ripieno di passione e desiderio.
Lentamente
mi abbandono alle tue carezze
- lievi e fresche come brezze -
e mi perdo senza scampo
nell'abbraccio in cui mi avvinci,
inesorabilmente.
E là,
nel profondo del tuo essere,
mi ritrovo e ricreo
la molecola vitale della mia essenza.
“Ti amo”
da anni ti dico
queste due parole
costruendo un mosaico infinito
nel quale scolpito vi è
un mondo immenso
di emozioni, sentimenti
paure e dedizione
… una vita intera …
Con queste due paroleda anni ti dico
queste due parole
costruendo un mosaico infinito
nel quale scolpito vi è
un mondo immenso
di emozioni, sentimenti
paure e dedizione
… una vita intera …
si apre l'immenso tra noi
l'universo che tutto vive nutrito
da questo pane benedetto
universo che piange
pioggia di dolce lacrime
nel percepire
la corrente benefica
che i nostri cuori trasmettono
Nel bene e nel male
noi siamo un'anima sola
un unico battito, lo stesso sguardo
se non vivessi tu non vivrei io
Parole scontate forse
in una poesia d'amore
ma vere come la nebbia
che vela le colline in lontananza
noi siamo un'anima sola
un unico battito, lo stesso sguardo
se non vivessi tu non vivrei io
Parole scontate forse
in una poesia d'amore
ma vere come la nebbia
che vela le colline in lontananza
Vere come la terra nuda
dissodata dalle nostre mani
grassa e fertile
dove la natura partorisce
germogli di ogni genere
dissodata dalle nostre mani
grassa e fertile
dove la natura partorisce
germogli di ogni genere
Vere come il Dio
creatore del tutto
che ci circonda ….
Com'è questo tempo
che non dà tregua
e ti lascia annegare
in un mare di delusioni
ogni passo un agguato
anche chi credevi
che ti era d'aiuto
al minimo errore
ti gira le spalle,
era quello sbagliato.
Com'è che quando trovi un amico
ma di quelli veri
che ascolta, consiglia,
un bel giorno
non lo vedi più
non perché è sparito
ma perché Dio lo ha chiamato
serviva in paradiso
per dar consigli agli Angeli.
Com'è buffa questa vita
una storia infinita
ma un passaggio di vite...
che non dà tregua
e ti lascia annegare
in un mare di delusioni
ogni passo un agguato
anche chi credevi
che ti era d'aiuto
al minimo errore
ti gira le spalle,
era quello sbagliato.
Com'è che quando trovi un amico
ma di quelli veri
che ascolta, consiglia,
un bel giorno
non lo vedi più
non perché è sparito
ma perché Dio lo ha chiamato
serviva in paradiso
per dar consigli agli Angeli.
Com'è buffa questa vita
una storia infinita
ma un passaggio di vite...









